Ai 31 indagati coinvolti nell’inchiesta “Anemone” sono contestati 80 capi di imputazione, tra i quali il traffico di droga
di Rocco Muscari
08 Novembre 2025
La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha concluso le indagini preliminari relative all’operazione “Anemone”, condotta dal Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri. L’attività investigativa ha permesso di disarticolare na presunta associazione criminosa di matrice ‘ndranghetista, operante nella Capitale e riconducibile a consorterie originarie di Platì, con ramificazioni anche in Piemonte.
Nel provvedimento, firmato dal Sostituto Procuratore Margherita Pinto, sono contestati 80 capi d’imputazione, tra cui il traffico di oltre una tonnellata di cocaina e circa 1.500 kg di hashish. Particolarmente grave è l’episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a quattro indagati italiani, che avrebbero sequestrato e maltrattato uno spacciatore, provocandogli gravi sofferenze fisiche e psicologiche. Le torture, riprese con un telefono cellulare, sarebbero state diffuse per intimidire altri soggetti attivi nello spaccio nella zona di San Basilio. Le indagini hanno inoltre evidenziato l’utilizzo da parte del sodalizio di sistemi criptofonici avanzati, forniti da una centrale operativa individuata a Roma e gestita da un cittadino albanese, per eludere le attività di controllo.
L’attività investigativa, avvenuta grazie ad un’estesa cooperazione internazionale, ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati in materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali. Complessivamente, l’indagine, conclusa con l’emissione di 28 provvedimenti cautelari detentivi, 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di 11 soggetti, nonché, all’estero, di 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente, per lo più cocaina e hashish, avrebbe confermato l’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ’ndranghetista nonché l’alleanza, ritenuta ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ’ndrangheta e paritetiche organizzazioni albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantirebbero canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte.
Nel contesto investigativo è emersa la centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina e l’esistenza di accordi e regole che consentirebbero a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale. L’indagine “Anemone”, infine, avrebbe confermato l’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.
L’attività è stata condotta con il supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, di Interpol (progetto I-Can), della rete @net della Dia, di Europol ed Eurojust. In Albania, la fase esecutiva è stata assicurata dalla Forza operazionale del dipartimento della Polizia criminale.
All’esecuzione dell’ordinanza del gip di Roma, emessa su richiesta della Dda capitolina nel luglio scorso, hanno partecipato i Ros con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina, Pistoia e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”.
Gli indagati, entro 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, potranno presentare memorie difensive, produrre documenti, richiedere ulteriori atti di indagine o chiedere di essere interrogati.
Tutti gli indagati
Marco Altomare
Fatjon (alias Bledar) Berisha
Drini Beshtika
Marco Bettini
Antonio Callipari
Alessio Cervellini
Mariglen Cybi
Alessio Di Pietro
Giuseppe Fiorillo
Jurgen Havalja
Marco Lenti
Antonio Marando classe 2001
Francesco Marando
Luigi Marando classe 2000
Rosario Marando classe 1968
Erald Marku
Beqir Mema
Federico Mennuni
Maurizio Miconi
Francesco Molluso
Francesco Mozzetta
Riza Muco
Domenico Pangallo
Domenico Natale Perre
Elis Roga
Arjan Sagajeva
Stefano Sbardella
Pasquale Trimboli
Angelo Turone
Maurizio Valeri
Gian Claudio Vannicola
FONTE:https://reggio.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2025/11/08/ndrangheta-la-dda-capitolina-chiude-le-indagini-cosche-di-plati-a-roma-31-indagati-i-nomi-6c45b173-0f49-45f6-8c59-eceede319935/