La criminalità organizzata continua a rappresentare una sfida concreta per la giustizia nel territorio della provincia di Latina ma anche sul litorale romano.
È quanto emerge dalla relazione presentata venerdì 30 gennaio dal Procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Amato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
Secondo la DDA, Direzione Distrettuale Antimafia, le infiltrazioni mafiose non riguardano soltanto la città metropolitana di Roma, ma si estendono a numerosi centri del basso Lazio, tra cui Aprilia, Nettuno e Anzio, dove la presenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso è significativa sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo.
Forte presenza di associazioni criminali
I numeri della Direzione Distrettuale Antimafia sulle associazioni criminali sono “emblematici di un fenomeno allarmante”.
Nel periodo 1° luglio 2024 – 30 giugno 2025, la DDA ha iscritto 406 procedimenti, di cui 309 a carico di soggetti noti, per un totale di 2.151 indagati, e 97 a carico di ignoti.
Di questi, 115 procedimenti hanno riguardato associazioni di stampo mafioso e reati aggravati ex articolo 416-bis.1 del Codice Penale (reati commessi avvalendosi del metodo mafioso o per agevolare associazioni mafiose), con 726 indagati, mentre 134 procedimenti hanno riguardato associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti, con 950 indagati.
Il Procuratore generale Amato ha sottolineato che “si tratta non solo di organizzazioni mafiose di matrice autoctona, ma anche di organizzazioni ‘delocalizzate’, espressione delle organizzazioni mafiose tradizionali: della ’Ndrangheta, di diversi gruppi di Camorra, di Cosa Nostra”.
Gli stupefacenti in primo piano
Nel suo intervento, il Presidente della Corte d’Appello di Roma Giuseppe Meliadò ha invece confermato la presenza della criminalità organizzata sia nella città di Roma sia nel circondario di Latina,
“dove si intrecciano i reati in materia di stupefacenti, che meritano una particolare menzione per la qualità del fenomeno criminale e per le forme del tutto nuove con cui si realizzano”.
Riguardo al territorio pontino, il presidente ha aggiunto:
“Operano pericolose organizzazioni criminali oggetto di attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia che ha avviato numerosi processi particolarmente rilevanti che hanno impegnato e stanno impegnando sia il Tribunale sia la Corte di assise”.
I processi pendenti
Con riferimento ai procedimenti provenienti dalla DDA, alcuni di questi hanno trovato alimento nella circostanza che, dal 2018 a oggi, almeno cinque persone hanno iniziato a collaborare, con riapertura anche di procedimenti relativi a fatti di alcuni anni fa.
Al 30 giugno 2025 pendevano, provenienti dalla DDA, 10 processi di criminalità organizzata”.
Un passaggio della relazione ha inoltre evidenziato il fenomeno del caporalato. Numerosi processi in corso riguardano aziende agricole dell’Agro Pontino dove lavorano molti braccianti indiani, spesso non in regola e vittime di uno sfruttamento ai limiti dello schiavismo.
01/02/2026
fonte:https://ilcaffe.tv/articolo/253802/ndrangheta-camorra-e-mafia-tra-roma-e-latina-per-i-giudici-e-lantimafia-aprilia-anzio-e-nettuno-osservate-speciali