AMDuemila 20 Novembre 2025
Per i pm della Dda l’ex militante dei Colp è “dirigente della rete della ‘Ndrangheta in Piemonte”
Terminato oggi al tribunale di Torino il processo di primo grado, con rito abbreviato, nato dall’inchiesta “Factotum” che ha certificato le nuove infiltrazioni della ‘Ndrangheta sul territorio della provincia di Torino e in un sindacato.
Cinque condanne, una delle quali per un ex sindacalista. Undici anni e dieci mesi di reclusione sono stati inflitti a Francesco D’Onofrio, originario di Mileto (Vibo Valentia), considerato dagli inquirenti una figura di vertice delle cosche nel Torinese. L’uomo, che negli anni Ottanta militò in un gruppo di estrema sinistra chiamato Colp – Comunisti organizzati per la liberazione del proletariato, gruppo affiliato a Prima Linea – era stato arrestato a settembre 2024, in casa a Moncalieri la Guardia di Finanza aveva trovato diverse armi detenute illegalmente. Ma l’imputato accusato di associazione mafiosa ha negato qualsiasi legame con i clan. A Milano, sulla scorta del ritrovamento di una pistola nella sua abitazione, è stato riaperto un fascicolo sull’omicidio del procuratore Bruno Caccia, ucciso a Torino in un agguato nel 1983. Il delitto (per il quale altre due persone sono state condannate in via definitiva) è stato ricondotto alla criminalità organizzata; anche per questa vicenda, comunque, D’Onofrio ha sempre negato ogni coinvolgimento. A Domenico Ceravolo, sindacalista della Cisl all’epoca dei fatti contestati nel procedimento Factotum, sono stati inflitti 8 anni, 10 mesi e 20 giorni. Si sono costituiti parte civile i Comuni di Torino e Carmagnola, il sindacato e la Regione Piemonte.
L’identikit di D’Onofrio secondo la procura e i pentiti
I pm della Dda di Torino Paolo Toso, Marco Sanini e Mario Bendoni descrivono l’ex di Prima Linea D’Onofrio, coinvolto (poi archiviato) nel caso Caccia, come “dirigente della rete della ‘Ndrangheta in Piemonte”. Ad aggiungersi alle le loro valutazioni su Francesco D’Onofrio, anche le parole del pentito Vincenzo Pasquino, broker della ‘ndrangheta delle famiglie di Platì. “Franco D’Onofrio è superiore a tutti compresi i ‘Crea’ (storica famiglia di Gioia Tauro, ndr). Non ha bisogno di spendere il loro nome perché lui cammina col nome suo, cioè lui è D’Onofrio e tutti lo rispettano infatti può attivare dove vuole: ha cervello e si siede al tavolo soltanto per cose molto serie. Lo conosco, l’ho frequentato a lungo e l’ho sempre rispettato in quanto ha una storia da uomo d’azione alle spalle che fa paura”.
In foto da sinistra: Francesco D’Onofrio e Domenico Ceravolo
ARTICOLI CORRELATI
‘Ndrangheta: 6 arresti a Torino, in manette anche D’Onofrio (archiviato nel processo Caccia)
Il super pentito accusa Francesco D’Onofrio: è un boss della ‘Ndrangheta, superiore a tutti
Arrestato Francesco D’Onofrio, per i pm era ”dirigente della rete della ‘Ndrangheta in Piemonte”
Caso Caccia, procura Milano archivia D’Onofrio: ”Pedigree giusto, ma non abbiamo prove”
fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/229-ndrangheta/107028-ndrangheta-a-torino-11-anni-a-francesco-d-onofrio-e-8-all-ex-sindacalista-ceravolo.html