30 Giugno 2026 | Cronaca
AMDuemila
Napoli torna a fare i conti con una nuova escalation di violenza armata nel cuore della città. Nella notte di lunedì una telefonata ai centralini delle forze dell’ordine ha segnalato l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco in via Portamedina. Gli agenti intervenuti sul posto hanno rinvenuto i bossoli a meno di cento metri di distanza, nella zona di Montesanto. Si tratta del quarto episodio di questo tipo registrato nell’arco di pochi giorni tra il centro storico e i Quartieri Spagnoli.
Le prime tre sparatorie si erano verificate tra mercoledì e venerdì proprio ai Quartieri Spagnoli. La prima in via San Carlo alle Mortelle, dove sono stati trovati quattro bossoli calibro 9; la seconda in via Mancini Oliva, con almeno sei colpi esplosi di calibro 7.65; la terza in via Trinità degli Spagnoli, dove gli investigatori hanno repertato dieci bossoli, anch’essi calibro 7.65.
Le indagini sono in corso per chiarire la matrice degli episodi. Gli investigatori ritengono che le tre sparatorie avvenute ai Quartieri Spagnoli siano tra loro collegate e valutano che anche quanto accaduto a Montesanto possa inserirsi nello stesso contesto di scontro tra gruppi rivali, presumibilmente composti da giovanissimi.
A esprimere forte preoccupazione è il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, che invita a non sottovalutare quanto sta accadendo nelle strade alle spalle di via Toledo. “È una situazione allarmante per tutta la città“, afferma il magistrato.
“Quattro scorribande armate nel giro di pochi giorni, tutte in centro, proprio dove si stanno sviluppando importanti attività turistiche, rappresentano un segnale preoccupante che impone risposte tempestive. In primo luogo, da parte delle forze dell’ordine e della magistratura. Ma non solo“.
Secondo Policastro, il fenomeno richiede una presa di coscienza collettiva e un cambio di prospettiva rispetto alla narrazione degli ultimi mesi. “Su questo fronte è indispensabile un impegno corale da parte di tutte le istituzioni che parta dalla verità dei fatti: la criminalità organizzata non è morente, ma ancora ben presente e attiva sul territorio“.
Il procuratore generale critica, inoltre, i messaggi rassicuranti diffusi negli ultimi tempi sull’indebolimento della camorra. “Ai tanti messaggi rassicuranti che ho ascoltato in questi mesi e ai provvedimenti annunciati che non hanno prodotto risultati significativi. Sono certamente tutti in buona fede, ma così si rischia di determinare sfiducia nell’opinione pubblica perché la realtà racconta che nel centro della città resiste una camorra violenta e sfrontata, che non esita a sparare in strada quattro volte in pochi giorni“.
Tra gli aspetti che maggiormente preoccupano la magistratura vi è anche il coinvolgimento di ragazzi sempre più giovani nelle dinamiche della criminalità organizzata. Un fenomeno che, secondo Policastro, si sta consolidando e che alimenta il ricambio generazionale dei gruppi camorristici.
“La criminalità giovanile è in crescita e si incrocia con quella organizzata, sia perché viene impiegata come manodopera a basso costo, sia perché spinta dal desiderio di scalare le gerarchie malavitose. Anche per questo – argomenta il procuratore generale – va messo in campo un lavoro di lungo periodo. Nessuno ha la soluzione in tasca, però l’azione giudiziaria e di polizia non è sufficiente. Si deve lavorare in profondità sul territorio, tutti: pubblica amministrazione, chiesa, scuola, terzo settore. È un intervento che richiede buona volontà e impegno. Altrimenti le sparatorie e gli altri delitti non si fermeranno“.
Fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/cronaca/napoli-quattro-sparatorie-in-pochi-giorni-nel-centro-citta-lallarme-del-procuratore-generale