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Mafia: ”siti ombra” per scommesse clandestine, confermata misura di custodia cautelare in carcere

AMDuemila 13 Gennaio 2026

La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un imputato coinvolto in un’inchiesta sulle scommesse clandestine a Palermo, avallando l’ordinanza già emessa dal Tribunale del riesame. Al centro della decisione, come riportato da Agipronews, vi è l’emersione di un articolato sistema criminale riconducibile a un’associazione mafiosa che esercitava “un controllo, oltre che sul commercio degli stupefacenti e delle estorsioni, anche sulla gestione delle scommesse clandestine”.
Dalle indagini è emerso che le agenzie di scommesse, sebbene operassero sotto marchi apparentemente regolari, facevano in realtà ricorso ai cosiddetti “pannelli”, ovvero “siti ombra” imposti dall’organizzazione mafiosa agli esercenti locali per convogliare le giocate al di fuori dei circuiti autorizzati dallo Stato. La natura sistematica di questo meccanismo è stata confermata dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, secondo cui “l’insegna è una, ma di contrabbando usano il diverso pannello imposto”.
La Suprema Corte ha ritenuto solida anche la ricostruzione di una chiara catena di comando all’interno dell’organizzazione. Al vertice sarebbe stato individuato proprio il ricorrente, descritto come il soggetto con “un ruolo di comando”, affiancato da altri soggetti incaricati di installare materialmente le piattaforme illegali per suo conto. Le intercettazioni hanno rafforzato questo quadro, rivelando un controllo costante e meticoloso dei flussi di denaro e la consapevolezza, da parte dei collaboratori, che a lui “tutto doveva essere spiegato”. Particolarmente significativo è apparso anche il comportamento di alcuni familiari detenuti che, pur dal carcere, esigevano rendiconti puntuali, elemento ritenuto indicativo di un “potere decisionale effettivo”.
Nel rigettare il ricorso, la Cassazione ha precisato che non spetta alla Corte il “diretto apprezzamento del requisito dei gravi indizi di colpevolezza”, ma esclusivamente la verifica che la motivazione dei giudici di merito sia sorretta da “congruenza e coordinazione logica”. In questo senso, i giudici hanno ribadito che le intercettazioni tra terzi possono costituire “prove dirette di colpevolezza, senza necessità di riscontri” e che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia possono essere confermate da elementi di qualsiasi natura, sia “rappresentativo che logico”.
Per la Suprema Corte l’attività di scommesse illegali rappresentava un pilastro strategico del clan, funzionale al rafforzamento del controllo sul territorio. La motivazione del Tribunale è stata quindi giudicata esente da “illogicità evidenti”, rendendo inevitabile la conferma della misura cautelare in carcere.

 

fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/107503-mafia-siti-ombra-per-scommesse-clandestine-confermata-misura-di-custodia-cautelare-in-carcere.html