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Mafia, l’allarme di Rossi scuote la Puglia: “Soli contro la criminalità”. Interviene Lioi dell’associazione Panunzio di Foggia

Dimitri Lioi interviene dopo le dichiarazioni del procuratore della Dda di Bari. La denuncia sulla carenza di organici e strumenti rilancia il tema della presenza dello Stato nei territori più esposti alle mafie

Di Redazione 2 Dicembre 2025

Le parole del procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Roberto Rossi, hanno attraversato la Puglia come un’onda d’urto. “Siamo soli nella lotta alla criminalità, la politica ci nega strumenti e personale”, ha dichiarato nei giorni scorsi, lanciando un grido che mette a nudo una criticità strutturale e ormai non più rinviabile. Una denuncia netta che trova eco nelle valutazioni di magistrati, investigatori e associazioni impegnate sul fronte della legalità.

Un sistema sotto pressione mentre le mafie evolvono

La solitudine evocata dal Procuratore Rossi descrive un punto di rottura nella capacità dello Stato di rispondere alla criminalità organizzata. Mentre i clan si espandono, investono, si digitalizzano e diversificano i propri affari, procure e forze dell’ordine si trovano spesso a operare con organici ridotti, strumenti tecnologici insufficienti e un carico di lavoro che sfiora la saturazione.

La fotografia, confermata da operatori del settore, riguarda indagini sempre più complesse, territori che necessitano di una presenza istituzionale costante e una criminalità che muta in modo rapidissimo. In alcuni contesti la percezione della presenza dello Stato appare ancora troppo fragile rispetto alla pressione dei gruppi criminali.

La reazione del mondo dell’associazionismo: “Non è un attacco politico, è una verità”

Tra le voci che hanno raccolto l’allarme del procuratore Rossi c’è quella di Dimitri Cavallaro Lioi, presidente dell’Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti. Lioi ha rimarcato come il monito non rappresenti una polemica, ma una constatazione difficile da ignorare: “Non si può delegare ai soli magistrati e investigatori il compito di sostenere una battaglia di tale portata senza garantire loro gli strumenti necessari”, ha spiegato.

Secondo Lioi la denuncia accende un faro su una questione cruciale: quando la criminalità organizzata avanza, recuperare quel terreno è complicato, spesso impossibile. Ogni ritardo, ogni segnale di debolezza istituzionale lascia spazio a chi basa il proprio potere su intimidazioni, denaro illecito e controllo sociale.

L’urgenza di un intervento immediato

Il richiamo del procuratore Rossi chiede una risposta concreta, non solidarietà formale. Serve il potenziamento degli organici, investimenti nella tecnologia investigativa, risorse per affrontare la criminalità digitale e una strategia coordinata che coinvolga politica, magistratura e forze dell’ordine.

Una scossa istituzionale capace di mostrare che lo Stato è presente e intenzionato a sostenere chi, ogni giorno, affronta sul campo le organizzazioni mafiose. Una scelta che riguarda l’indirizzo della politica nazionale, l’utilizzo dei fondi, la capacità di ascoltare chi vive la trincea della legalità.

Una domanda che resta sospesa: lo Stato raccoglierà l’appello?

Riconoscere la denuncia significa decidere da che parte stare. Il procuratore Rossi, con un linguaggio diretto e senza filtri, ha posto una questione che riguarda tutti: la forza dello Stato non si misura solo nelle parole, ma negli strumenti che mette a disposizione di chi combatte in prima linea. La Puglia, ancora una volta, attende risposte concr

fonte:https://www.immediato.net/2025/12/02/mafia-lallarme-di-rossi-scuote-la-puglia-soli-contro-la-criminalita-interviene-lioi-dellassociazione-panunzio-di-foggia/