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Mafia foggiana, nuovi arresti: la Dda colpisce la batteria Sinesi-Francavilla

25 Giugno 2026 | Sacra Corona Unita

Mafia foggiana, nuovi arresti: la Dda colpisce la batteria Sinesi-Francavilla

AMDuemila

Nella giornata di ieri sei persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine che mira a ricostruire la perdurante operatività della società foggiana e, in particolare, della batteria Sinesi-Francavilla. Tra gli indagati figurano due fratelli ritenuti dagli investigatori ai vertici del sodalizio mafioso, che, secondo l’accusa, avrebbero continuato a dirigere l’organizzazione nonostante fossero già agli arresti domiciliari. 

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura, è stata eseguita dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato. Per gli inquirenti, il gruppo criminale avrebbe mantenuto una piena capacità operativa, continuando a impartire ordini e a gestire i propri affari dall’interno delle misure restrittive.

L’inchiesta descrive una struttura mafiosa ancora radicata sul territorio e attiva in molteplici settori criminali: dal traffico di stupefacenti alle estorsioni, dai reati predatori fino agli investimenti nell’economia legale, senza escludere la pianificazione di azioni violente contro le organizzazioni rivali.

Tra gli episodi contestati emerge quello che riguarda uno degli indagati, accusato di aver utilizzato nel 2021 un telefono cellulare clandestino all’interno del carcere di Tolmezzo. Attraverso quel dispositivo avrebbe mantenuto i collegamenti tra il clan Sinesi-Francavilla e il clan Li Bergolis del Gargano, consentendo, secondo la ricostruzione della Dda, la prosecuzione delle attività criminali nonostante la detenzione dei vertici dell’organizzazione.

L’indagine si concentra anche sugli aspetti economici dell’attività mafiosa. Due degli indagati devono infatti rispondere di autoriciclaggio e riciclaggio aggravati dalla finalità mafiosa. Al centro delle contestazioni vi è un’operazione finanziaria risalente agli anni 2012-2013: circa 600 mila euro, ritenuti provento di attività illecite, sarebbero stati investiti nel settore edilizio attraverso un imprenditore foggiano, con l’obiettivo di favorire l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale.

Le investigazioni, condotte dal Ros dei Carabinieri, dal Nucleo investigativo di Foggia, dalla Sisco di Bari e dalla Squadra Mobile di Foggia, hanno permesso di ricostruire l’evoluzione della batteria Sinesi-Francavilla dopo il processo “Corona”, che aveva già accertato l’esistenza della Società Foggiana fino al 2016.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo il tentato omicidio di Roberto Sinesi, avvenuto nel settembre 2016, sarebbero stati organizzati incontri tra esponenti dei clan Sinesi-Francavilla e Li Bergolis per pianificare iniziative contro la batteria rivale Moretti-Pellegrino. Le indagini hanno inoltre fatto emergere una presunta mediazione nella gestione della piazza di spaccio di Vieste. L’ipotesi accusatoria sostiene che uno degli odierni arrestati avrebbe promosso un accordo volto a favorire il clan Li Bergolis, prevedendo il pagamento di 10 mila euro al mese per l’utilizzo della piazza di spaccio della cittadina garganica.

Un ulteriore elemento ritenuto significativo dalla Procura riguarda il mantenimento dei rapporti tra gli affiliati detenuti in diversi istituti penitenziari italiani. I contatti sarebbero proseguiti sia attraverso la corrispondenza sia mediante telefoni cellulari clandestini, utilizzati per comunicare con altri appartenenti all’organizzazione reclusi nei penitenziari di Siracusa, Lanciano, Terni e Palermo.

A rafforzare il quadro investigativo hanno contribuito anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro e Giuseppe Francavilla, che dall’inizio del 2024 hanno fornito agli inquirenti informazioni sui nuovi assetti della criminalità organizzata foggiana, sulle alleanze con altri gruppi mafiosi e sui tentativi di infiltrazione nel tessuto economico.

L’ordinanza eseguita oggi rappresenta un ulteriore sviluppo dell’inchiesta avviata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e conferma i precedenti provvedimenti adottati dai tribunali di Larino, Milano e Foggia dopo il fermo disposto dalla Dda l’8 giugno scorso nei confronti di tre degli indagati, estendendo ora le misure cautelari ad altri tre soggetti.

Fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/sacra-corona-unita/mafia-foggiana-nuovi-arresti-la-dda-colpisce-la-batteria-sinesi-francavilla