Mafia Capitale.Il comunicato ufficiale del Consiglio della Regione Lazio sul dibattito svoltosi nell’Assemblea

“Mafia capitale”: il dibattito e la replica di Zingaretti 

03/08/15 – Il primo capogruppo a intervenire nel dibattito seguito alle comunicazioni del presidente della Regione Zingaretti sulle indiscrezioni relative alle dichiarazioni ai pm di Salvatore Buzzi è stato Francesco Storace (La Destra). Il consigliere ha chiesto di fare chiarezza fino in fondo e di indicare come superare l'”impraticabilità di campo”. Ha domandato rassicurazioni sul futuro, per non avere più dubbi sugli appalti in Regione. “Voglio essere certo che non ci sono spartizioni”. Storace ha chiesto che Zingaretti nella replica dia certezze che quanto si è letto non debba più accadere. Pure Pietro Sbardella (Misto) ha domandato di chiarire “cosa rende impraticabile il campo”. Ha sollecitato il presidente a raccontare quello che è accaduto, se ne è nelle condizioni. Bisogna iniziare da questo, secondo Sbardella, altrimenti il rischio è che la legislatura possa cominciare ad avere poco senso. Quella di comprendere il riferimento all’impraticabilità di campo è una necessità espressa anche da Antonello Aurigemma. Il capogruppo Pdl -Forza Italia ha chiesto al presidente di sapere se c’è voglia di continuare ad andare avanti e di conoscere a settembre o anche in questioni la sue idee e la sua linea politica sulle problematiche della Regione. Per Valentina Corrado (M5s) il problema è rappresentato dalla gestione degli appalti. In ogni fase di avanzamento dell’inchiesta, secondo la capogruppo M5s, escono dettagli sempre più agghiaccianti. “Non si può più andare avanti. È il momento di sciogliere la legislatura”. Non ci sono più le condizioni per continuare ad amministrare e legiferare se non con il timore che quel sistema continui a operare. Riccardo Valentini, capogruppo del Pd, nel sottolineare che è la seconda volta che si discute di questo genere di vicende in Consiglio, ha apprezzato la prontezza di Zingaretti a voler fare chiarezza in aula. Valentini ha evidenziato che quella di Buzzi è una strategia difensiva. Ricordato dal consigliere pd come la centrale unica degli acquisti abbia rappresentato un grande aspetto riformatore dell’attività amministrativa e che si è rinforzata anche la parte del protocollo dell’Anac. Per Valentini occorre riconquistare la capacità di cambiare questa impraticabilità di campo, cioè di ritornare a mettere l’attenzione ai problemi dei cittadini e alla buona politica. Il consigliere del Nuovo centrodestra Giuseppe Cangemi ha detto che il presidente si dovrebbe dimettere per un fatto politico: il governo della Regione è praticamente fermo. In mancanza di una dichiarazione politica che tenti di rilanciare una regione gravemente compromessa, secondo Cangemi, è meglio che Zingaretti nei prossimi giorni annunci le sue dimissioni e che si torni a votare. Silvana Denicolò (M5S) ha ribadito la richiesta di dimissioni avanzata Corrado. La consigliera ha fatto riferimento a Zingaretti e a Marino sottolineando che è grave se non si sono accorti di quello che accadeva intorno a loro. Molto critico anche l’intervento di Davide Barillari (M5s), che ha invitato Zingaretti a dimettersi: “Le dimissioni noi ce le aspettavamo – ha detto – perché in questo contesto di malaffare, di mala politica, di promesse non mantenute, di questa buona politica, che nessuno vede, era il modo per riportare questa Regione a quel minimo di trasparenza che noi ci aspettiamo”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Gianluca Perilli (M5s): “Contesto la sua forza nel dirigere e nel governare questa Regione – detto, rivolgendosi a Zingaretti – quindi è per questo che l’atto più sensato, e se lo vuole mettere dal punto di vista anche suo personale, più vantaggioso, politicamente naturalmente, è di dimettersi, di non lasciarsi in balìa di continue fughe di notizie che, da qui in poi, le assicuro, ci saranno e saranno sempre di più”. Critico anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini: “Ci sono due strade ormai tracciate, presidente. O lei si affranca da alcune logiche che fino ad oggi sono rimaste in auge, nella possibilità di nomina diretta e fiduciaria di persone senza il coinvolgimento dell’opposizione, a garanzia della trasparenza, non dell’inciucio, oppure ci sono le dimissioni”. Giuseppe Simeone (Pdl-FI), nel corso del suo intervento ha parlato di “vicenda che sta facendo emergere un certo marciume nella pubblica amministrazione romana, che prima era solo nel Comune e adesso piano piano sta entrando anche nella Regione Lazio”, accusando poi i consiglieri di maggioranza di stare in silenzio e non prendere parte al dibattito: “Non liquidiamo facilmente questa cosa dicendo che è un gossip e non ci deve interessare”, ha detto.
Al termine del dibattito, Nicola Zingaretti, nella sua replica ribadito alcuni concetti espressi nella relazione iniziale: “Se siamo spinti dalla ricerca di una serena valutazione su quanto emerge, ed è emerso, non possiamo esimerci da un dato oggettivo di quello che è successo, e cioè che finalmente la Procura della Repubblica di Roma ha fatto emergere un quadro di commistioni e infiltrazione, all’inizio di processi, probabile o comprovabile o credibile livello di corruzione nelle Pubbliche amministrazioni del territorio, locali e nazionali, che ha portato a un processo e all’emergere di un numero impressionante di gare e provvedimenti, discussi e discutibili, un numero impressionante di gare che riguardano la sfera non solo locale del Governo, ma anche quella di dimensione nazionale, tanto da promuovere un’ispezione del Ministero degli Interni, poi una successiva relazione del Prefetto, e siamo addirittura in attesa di una relazione finale del Ministero degli Interni. per capire il livello della profondità di questa capacità di infiltrazione”. A proposito della richiesta dell’aula su una maggiore trasparenza nella attività della Giunta e su risposte immediate ai componenti dell’assemblea legislativa, Zingaretti ha risposto: “Raccolgo la domanda di maggiore trasparenza, efficacia e celerità, nei confronti delle tante richieste di chiarezza o provvedimenti che viene dal Consiglio. Quindi, mi impegno ad istituire, presso l’ufficio di gabinetto, un ufficio dedicato al Consiglio regionale che, per quanto riguarda le Direzioni regionali, si preoccupi di una gestione politica, nel senso di un’attenzione politica, affinché a una richiesta di un consigliere venga data in tempi giusti una risposta di chiarimento rispetto a notizie o ad atti che sono utili a svolgere il proprio lavoro”.
“Io non sottovaluto in alcun modo la gravità né la particolarità della situazione che stiamo vivendo – ha concluso il presidente della Regione – ma al tempo stesso non posso non rivendicare un lavoro che ci ha visto in alcuni aspetti coprotagonisti in una situazione difficile lavorare per arginare i tentativi di infiltrazione del malaffare dentro questa Istituzione”.

 

A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio
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