25 Giugno 2026 | Topnews
L’editoriale del Procuratore della Repubblica di Prato sul ‘Domani’
AMDuemila
Gli sforzi investigativi stanno consentendo di aprire squarci conoscitivi di rilievo: alcuni narcotrafficanti albanesi e appartenenti a gruppi mafiosi tradizionali hanno deciso di collaborare con la giustizia e sono stati effettuati sequestri di beni. Lo ha sottolineato il procuratore della repubblica di Prato Luca Tescaroli in un editoriale pubblicato sul ‘Domani‘.
Tuttavia, secondo il magistrato, “il livello del contrasto va potenziato” con l’incremento dei sequestri e delle confische di beni provenienti da attività illecite, con lo sviluppo degli investimenti per affinare le tecniche di penetrazione delle piattaforme informatiche e delle comunicazioni con apparecchi criptati, con maggiore attenzione al fenomeno della corruzione che coinvolge esponenti della criminalità e il settore economico-politico, con l’incremento dell’impiego delle Squadre investigative comuni e il miglioramento del loro utilizzo per rendere più tempestive le investigazioni simultanee in più Paesi.
Tescaroli ha aggiunto la necessità di introdurre misure di isolamento carcerario per i boss ristretti nelle carceri albanesi e di altri Paesi “per impedire loro di continuare le loro attività delittuose”. “Sarebbe importante estendere l’applicazione delle misure di protezione e di assistenza previste per i collaboratori e i testimoni di giustizia per i soli cittadini italiani agli stranieri per incentivare la collaborazione con la giustizia, sul modello di quanto hanno effettuato, di recente, attenti esponenti politici, proponendo di estendere la cittadinanza italiana ai lavoratori che collaborano fornendo apporti attendibili”, ha scritto.
In questa direzione, Tescaroli ha definito “un’iniziativa apprezzabile” l’introduzione della confisca senza condanna nello spazio Ue prevista dalla Direttiva 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024. La norma estende il regime delle misure di prevenzione italiane e “prevede l’invito a introdurre regole armonizzate in materia di ricerca, congelamento, confisca e gestione dei beni, unificando le prassi tra gli Stati membri e rendendo più efficiente il recupero dei proventi illeciti”.
Il libro di Nello Trocchia “Invincibili”
Tescaroli ha quindi scritto di aver raccolto “con piacere” l’invito a riflettere sull’inchiesta giudiziaria di Nello Trocchia, riportata nel volume “Invincibili”, che racconta l’espansione dei gruppi criminali albanesi in Italia, in Europa e nel mondo. “Con l’efficace e avvincente piglio giornalistico, uno stile semplice, diretto ed efficace”, ha osservato Tescaroli, l’autore ha fornito “un affresco della genesi e dello sviluppo di un flusso criminale che si è propagato dall’Albania nei primi anni Novanta sino ad affermarsi nella Capitale, in più regioni del Paese, in Stati europei e in America”. Il libro, ha proseguito, racconta “l’esperienza vissuta dal coraggioso giornalista, destinatario di atti di violenza e minaccia”, della realtà albanese dal crollo del regime alla guerra civile, ai flussi migratori via mare, alle bande criminali, al riciclaggio in immobili, resort e attività economiche, di picchiatori e killer, di narcotrafficanti in grado di organizzare grandi importazioni di stupefacenti e di entrare in contatto con i produttori sudamericani di cocaina. Tescaroli ha evidenziato come il volume descriva “gli stretti legami che uniscono il crimine italiano, nelle sue varie articolazioni, a quello albanese”, l’uso della violenza, “l’accondiscendenza e di complicità di componenti della classe dirigente”, gli incontri con le vittime e i contatti con boss, investigatori e giudici.
“Non un libro sull’Albania, ma sul crimine del Paese delle Aquile, sulle sue cellule in giro per il mondo”, ha citato Tescaroli usando l’espressione di Nello Trocchia. Il volume è “avvincente e unico” perché offre “una visione d’insieme di un fenomeno criminale composito descritto da numerosi protagonisti molti dei quali intervistati e incontrati”, impreziosito dallo studio di materiale investigativo e di esiti processuali.
Secondo Tescaroli, il libro contribuisce ad accendere il faro su uno dei gruppi stranieri più pericolosi che, assieme a quelli cinesi e nigeriani, “in maniera prepotente si sta affermando sempre più, riuscendo a conquistare spazi criminali”. I suoi componenti sono riconosciuti “come soggetti affidabili” dalle mafie storiche italiane – ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Camorra – interagiscono con i gruppi cinesi e investono in centri storici delle città più note e in vari settori imprenditoriali.
“Sono cresciuti sul piano criminale e non va sottovalutato il grave pericolo che deriva dal loro agire”, ha concluso Tescaroli.
Fonte: Domani
ARTICOLI CORRELATI
Stragi ’92-’93, Tescaroli: esponenti dello Stato trattarono con i mafiosi senza informare i pm
Tescaroli e Trocchia spiegano la mafia albanese alla conquista del Mondo
fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/topnews/mafia-albanese-tescaroli-colpire-i-patrimoni-isolare-boss-in-carcere-e-rafforzare-le-collaborazioni