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Mafia al Nord, Nando dalla Chiesa critica il CSM: ”Ignorati studi e realtà giudiziaria”

30 Giugno 2026 | Giustizia

Dopo le critiche di Libera, anche Nando dalla Chiesa contesta la delibera dell’organo di autogoverno della magistratura.

Giuseppe Cirillo

Dopo anni di studi e ricerche sul fenomeno mafioso, è giunto il momento che le università non si limitino più esclusivamente all’osservazione, ma abbiano il dovere di far sentire la propria voce quando ritengono che le istituzioni commettano errori su temi così delicati. A spiegarlo attraverso Il Fatto Quotidiano è Nando dalla Chiesa. “Oggi è diverso”, ha tuonato il figlio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, una delle figure simbolo della lotta alla mafia e al terrorismo in Italia. “Verrà pubblicamente rigettato il principio contenuto nell’ultimo documento del Csm finito sui giornali. Ossia che la mafia sia davvero tale solo ‘da Roma in giù’. Si tratta di un’affermazione – ha proseguito – che denota una profonda ignoranza delle situazioni e dei contesti sociali e criminali, e perfino della stessa storia giudiziaria, e i cui formidabili effetti (in termini di competenze, responsabilità, uffici, designazioni, dotazioni di risorse specializzate) potrebbero risultare lesivi degli interessi della democrazia e della nazione”.La delibera del CSM contestata

Il riferimento all’errore che vede la mafia “da Roma in giù” è quello attribuito alla delibera del Consiglio Superiore della Magistratura approvata lo scorso 11 giugno, che, ai fini delle nomine dei magistrati, considera “ad alta densità mafiosa” solo alcuni distretti del Centro-Sud.

Nei giorni scorsi, anche Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, aveva criticato pesantemente la scelta del CSM. Una scelta che, nel medio e lungo periodo, potrebbe portare a una pericolosa sottovalutazione delle dinamiche mafiose, da anni ormai stabili nel Nord Italia, forse l’area più redditizia del Paese. Lo confermano le inchieste che negli anni hanno scovato le tante infiltrazioni delle mafie nel tessuto economico, soprattutto in Lombardia, ma non solo, oltre al riciclaggio e alle intese con una certa compagine imprenditoriale.

Per questo motivo, anche Nando dalla Chiesa, docente all’Università degli Studi di Milano, oltre che presidente onorario di Libera insieme a Gian Carlo Caselli, ha puntato il dito contro la scelta del CSM.


“Il sapere scientifico dimostra che la mafia al Nord c’è”

L’affermazione che verrà dalla Statale di Milano, da Torino, da Bologna e da Ferrara (gli atenei più impegnati al Nord) sarà del tutto dissonante da quel documento. Il quale non deve dunque ‘solo’ misurarsi con le associazioni antimafia, che la loro contrarietà l’hanno già espressa, o con le amministrazioni locali, molte delle quali si sono ribellate. Ma con il sapere scientifico che la nostra università ha accumulato in anni e anni di fatica, studi e ricerca sul campo, anche avvalendosi delle inchieste giudiziarie, ma andando spesso oltre i loro perimetri. Un sapere – ha precisato dalla Chiesa – che consente di dire senza timore che la mafia nel Nord c’è, eccome. In forme diverse, senz’altro. Ma a volte presentandosi in straordinarie e prolungate concentrazioni di ricchezza e di potere, anche nel controllo del territorio”.

Addirittura, in molti casi le mafie hanno accumulato enormi ricchezze, costruito reti di potere economico e politico e, in alcune aree, sono riuscite perfino a esercitare forme di controllo sul territorio. Per questo Nando dalla Chiesa ha criticato il Csm non soltanto per le conclusioni a cui è arrivato, ma anche per il metodo seguito. Secondo il sociologo, infatti, è difficile comprendere come un organo così importante abbia elaborato un documento senza tenere adeguatamente conto dell’ampia documentazione, degli studi e delle ricerche disponibili sul fenomeno mafioso in Italia. Una scelta ancora più rilevante se si considera che quel documento è destinato a influenzare l’organizzazione della magistratura nella lotta alle mafie, compresa la distribuzione delle competenze investigative.

Cosa costa studiare (sì, studiare: conosce la parola?) prima di assumere decisioni delicatissime che riguardano popolazioni intere? O vogliamo tornare a quando si presentava Imperia (Imperia!) come una provincia vergine, Milano come sede di una mafia ‘che non fa davvero la mafia’, Como – ha proseguito dalla Chiesa – come una delle province più impermeabili, l’Emilia al di sopra di ogni sospetto grazie ai suoi ‘anticorpi’? Ma per quanto tempo ancora dovremo assistere a questi spettacoli di irresponsabilità in cui, a volte, proprio come nel 1988, si avverte ancora e sempre il respiro delle correnti e della ricerca del consenso politico?”.

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fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/giustizia/mafia-al-nord-nando-dalla-chiesa-critica-il-csm-ignorati-studi-e-realta-giudiziaria