L’Italia, un Paese di corrotti, di mafiosi, di parolai e di imbelli? Chi perde persino la capacità di indignarsi e non reagisce ad una deriva che ci sta portando al baratro è anch’egli colpevole

Il Ministro Romano indagato per mafia, i magistrati chiedono di arrestare i parlamentari Papa e Milanese per reati gravissimi.

E chissà quanti altri fatti di corruzione, bunga bunga, di mafie e di caste saranno scoperti in futuro.

Questo governo e questa legislatura stanno finendo nell’ignominia.

Mai, nella storia di Italia, nemmeno nei periodi più oscuri degli scandali e delle stragi, la politica aveva raggiunto livelli così bassi e vergognosi.

Se nel Paese una larga parte della gente è ormai avvezza alla vergogna ed al fango ed ha perso la capacità persino di indignarsi, i nostri compatrioti che vivono all’estero e che ancora nutrono un po’ di amore per questo nostro infelice Paese sono continuamente vittime del dileggio degli stranieri.

Il paese del mandolino e dei maccheroni, ma anche il paese dei corrotti, dei ladri e dei mafiosi.

Un’immagine, questa, che non ci fa di certo onore e che fa rivoltare nella tomba i nostri nonni e i nostri padri che hanno combattuto per regalarci, sì, regalarci, una democrazia che forse non avremmo meritato.

Noi non ne imputiamo la colpa ai corrotti, ai ladri, ai mafiosi, che fanno il loro mestiere di criminali.

La colpa, invece, l’attribuiamo a quanti, o perché tendenzialmente portati a sguazzare nel fango ed a trarne il massimo vantaggio possibile, o per viltà, o per ignoranza, non sono capaci o non vogliono rendersi conto del fatto che, se non ci sarà un moto pacifico e collettivo di ribellione morale e politica, per questo Paese non ci sarà scampo per una fine ingloriosa che ci porterà indietro di decenni, se non di più ancora

Sì, perché un Paese che non è in grado nemmeno di indignarsi e di reagire è un Paese destinato ad una brutta fine.

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