L’arresto del Sindaco di Ceprano

Sul caso Ceprano e l’arresto del sindaco Sorge la penso così … Non nego che mi dispiace per quanto successo a Ceprano e in particolare al suo sindaco che ho visto presente ai vari incontri provinciali riguardanti il problema idrico, occupazionale, sanitario, forse anche in occasione di qualcuno riguardante l’inquinamento della valle del Sacco. Più volte ci siamo visti dinanzi ai cancelli della discarica di Colfelice per protestare contro l’arrivo dei rifiuti di Roma e per chiedere la tutela degli abitanti e il monitoraggio dell’inquinamento della zona circostante. Abbiamo avuto qualche problema simile con l’unione dei comuni di San Giovanni Incarico e abbiamo discusso riguardo agli obblighi relativi alle associazioni delle funzioni e alla mobilità del personale. Sempre sbrigativo e conciso sembrava aver trasformato la norma del fare in una sorta di religione laica per cui bisognava limitare al massimo le chiacchiere, discutere il minimo indispensabile e arrivare subito al dunque. Anche in qualche raro intervento pubblico sembrava un asceta di questo pensiero, analisi e illustrazione del tema ridotte al minimo e subito una proposta o una richiesta di soluzione del problema. Mai un dubbio sulla sua appartenenza politica e sul suo schieramento ideologico, dogmatico e fedele all’interno del suo partito, la sua stessa attività imprenditoriale sembrava rafforzare il legame con quel centro-destra pragmatico e teoricamente alternativo agli inganni del politichese e agli intralci della burocrazia. Leggendo i resoconti giornalistici e le agenzie di stampa tuttavia appare raccapricciante come le pubbliche istituzioni siano state trasformate in un bivacco di faccendieri inclini più che al rigore del fare alle regole del far west. Ditte scelte per fare alcuni lavori e poi obbligate a subappaltare ad altre, imprese costrette finanche a versare soldi per chissà quali filantropici scopi sociali mentre il sindaco per sfuggire ad improbabili intercettazioni intestava a ignari prestanome le schede telefoniche . Uno scenario che per il suo misero squallore offusca anche quei sentimenti di simpatia che un sindaco può emotivamente e istintivamente ispirare nell’animo di chi lo vede e lo incontra senza minimamente essere sfiorato dal dubbio di queste diaboliche macchinazioni che da sempre rovinano il rapporto dei cittadini con la politica, uccidono l’economia e alterano i rapporti di libera concorrenza tra le imprese. Il solito cerchio magico tra tecnici che stanno zitti, ditte omertose e amministratori che se ne approfittano. La solita e inquietante storia che lega soldi e potere e relega la politica ad una farsa, ad una subdola rappresentazione teatrale mentre dietro il palcoscenico altri attori e altri protagonisti stipulano patti, stringono alleanze e concludono affari. Mi spiace per Giovanni Sorge , gli auguro di poter dimostrare la sua innocenza ma se in cuor suo sa che non sarà possibile ha l’obbligo immediato di dimettersi. 21 novembre 2013 Dott .Arturo gnesi sindaco di Pastena

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