La Regione si prende i beni dei Casamonica, dei Ciarelli e dei Di Silvio

Il Caffè, n. 339 – dal 26 novembre al 2 dicembre 2015

Saranno destinati a scopi sociali. Ci sono immobili dei Casamonica, dei Ciarelli e dei Di Silvio
La Regione si prende i beni delle mafie

di Roberto Lessio

Tre terreni, due appartamenti e un villino sono i sette immobili confiscati alla criminalità organizzata che, con una recente delibera, la Giunta presieduta da Nicola Zingaretti ha deciso di acquisire al patrimonio della Regione Lazio. I beni saranno poi assegnati in concessione e a titolo gratuito a comunità di recupero, ad enti pubblici, ad associazioni di volontariato e cooperative sociali per lo svolgimento di attività produttive e sociali. Queste concessioni comunque dovranno vedere coinvolte in modo attivo le istituzioni e le forze dell’ordine presenti sul territorio per motivi di sicurezza. Si dovranno attuare tutte le iniziative possibili e immaginabili per proteggere gli assegnatari dei beni, anche al fine di metterli al riparo dal tentativo di rimpossessarsene da parte delle organizzazioni criminali. Questo perché tutti e sette gli immobili appartenevano a personaggi di cui ben noto lo spessore criminale. Quattro di questi infatti appartenevano alle famiglie rom dei Casamonica, Di Silvio e Ciarelli, variamente imparentate tra di loro, salite recentemente alla ribalta delle cronache nazionali e ben radicate tra i Castelli romani e l’Agro pontino. In testa alla lista c’è un terreno di circa 1.000 mq sito in via Goya a Latina (quartiere Q3, vicino la Pontina) intestato a Ferdinando Ciarelli, recentemente condannato dalla Corte d’Appello di Roma a 18 anni e 10 mesi di carcere nell’ambito del processo Caronte. Seguono un appartamento e altri due terreni situati a Roma, di cui risultano intestatari rispettivamente Consiglio e Giuseppe Casamonica (nipote del capostipite Vittorio deceduto l’estate scorsa) e Gelsomina Di Silvio: quest’ultima è la moglie di un altro Casamonica (Ferruccio) e pare che abbia iniziato recentemente a collaborare con i magistrati parlando delle protezioni di cui avrebbe goduto il clan in passato. Tra gli altri beni confiscati e che ora passeranno alla Regione c’è anche un appartamento di 8,5 vani situato a Marino, in Via Silvio Pellico, intestato a Mario Santafede. Era ritenuto tra i 100 latitanti più pericolosi d’Italia ed è stato assicurato alla Giustizia circa due anni fa. In passato aveva fatto parte dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) la formazione di estrema destra nella quale ha militato insieme al capo di “Mafia Capitale” Massimo Carminati.

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