La nostra sfida ai partiti politici pontini

IPOCRITI!

Ipocriti.

Ipocriti un milione di volte.

Se la lotta alle mafie si facesse non con le chiacchiere, sotto la spinta delle emozioni e solo nei momenti di emergenza, ma in maniera concreta e continuativa, aggredendole sul versante dei rapporti con l’economia, della politica e delle istituzioni, forse non si arriverebbe al punto in cui si è arrivati in provincia di Latina.

Troppi parolai in giro, che credono che la lotta alle mafie va fatta solamente con gli appelli, gli attestati di solidarietà, trascurando i nodi del problema- che è rappresentato dai colpevoli ritardi e dalla disattenzione, se non dall’oggettiva complicità, di certi vertici politici ed istituzionali ed anche da un’oggettiva mafiosità di parte della stessa popolazione che vede tutto, ma non parla, non si lamenta, non collabora ed è omertosa.

Il Questore ed il Capo della mobile di Latina pagano perché il mondo politico li ha lasciati soli a fare un lavoro che, in verità, dovrebbe fare più la Guardia di Finanza e non fa.

Le indagini patrimoniali non dovrebbero farle soprattutto le Fiamme Gialle?

E, quando noi sostenevamo la necessità di andare a rivedere le cose all’interno di una Procura della Repubblica che non andava assolutamente, chi abbiamo trovato disponibile a fare quello che noi suggerivamo?

Nessuno! O quasi!

Ora si paga. E si assiste ad uno spettacolo indecoroso che vede tanti soggetti spargere lacrime di coccodrillo.

Siamo curiosi di vedere quanti di coloro che oggi si affannano a redigere note di solidarietà domani saranno disponibili ad intraprendere il cammino della collaborazione con la Magistratura e le forze dell’ordine, a scovare i mafiosi.

Mafiosi ed amici di mafiosi che si annidano soprattutto in mezzo a noi, nei partiti, nelle professioni, nelle istituzioni.

Ricordiamo agli immemori un episodio significativo e premonitore: quando una decina di anni fa noi, allarmati, cominciammo a denunciare la “presenza” a Fondi di molti soggetti provenienti da altre Regioni.

Qualcuno della Prefettura di Latina rispose sui giornali sostenendo che tali soggetti si erano spostati dalla loro Regione… proprio per… sfuggire alla camorra.

Abbiamo visto come è andata a finire a Fondi!

Ed altrove non c’è una situazione diversa.

Ecco perché noi riteniamo che tutti siano responsabili di tale stato di cose.

Ma il dramma sta nel fatto che nessuno sembra voler trarre insegnamento da quanto è successo.

A Latina c’è una parte di politici che oggettivamente parteggiano per le mafie.

Noi siamo soddisfatti per aver costretto tutti, dopo anni di lotta dura, ad uscire allo scoperto.

Oggi sappiamo chi è “contro” e chi “ a favore” delle mafie.

Nei fatti, anche se non organicamente.

Qualche giornale ha voluto indicarli in coloro che non avuto la sensibilità di esprimere solidarietà agli uomini della Polizia di Stato.

Riduttivo, perché, anche fra coloro che hanno espresso solidarietà, bisogna discriminare fra quanti lavorano, collaborano, indagano e segnalano agli organismi investigativi e giudiziari specializzati e quanti, al contrario, si limitano chi alle chiacchiere.

A noi non interessano quelli sospettati di collegamenti con i mafiosi.

Sono mafiosi e basta e bisogna tenerli d’occhio per tentare, prima o poi, di farli arrestare.

A noi interessano quelli che dicono di essere “contro” le mafie, ma non fanno niente.

Sfidiamo tutti a pretendere la convocazione urgente a Latina –o a Fondi –della Commissione Parlamentare Antimafia con la partecipazione personale del Ministro dell’Interno.

Vediamo chi si muove in tal senso.

La convocazione però deve essere non chiusa e limitata ai soliti ma aperta anche a chi, come noi, sa effettivamente come stanno le cose.

Altrimenti è tutto fumo!

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