.Interrogazione Cristian Iannuzzi sulla discarica di Borgo Montello

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09791

presentato da

IANNUZZI Cristian

testo di

Lunedì 17 ottobre 2016, seduta n. 693

CRISTIAN IANNUZZI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
durante l’audizione del direttore generale dell’Arpa Lazio del 13 ottobre 2016 presso la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, è stata illustrata la situazione particolarmente critica della discarica di Borgo Montello;
in particolare, «vi è una criticità conclamata della falda acquifera sottostante l’invaso, e in generale, una situazione ambientale particolarmente difficile, vista anche la lunga storia del sito, utilizzato in passato (anni ’80 e ’90) per lo sversamento dei rifiuti speciali di origine industriale»;
inoltre, vi è una difformità tra il piano di monitoraggio dell’agenzia ambientale e i risultati della perizia del Gup di Latina nell’ambito di un procedimento penale per avvelenamento delle acque. Durante l’audizione del 16 marzo 2016 Giorgio Libralato, consulente tecnico delle famiglie di Borgo Montello, ricorda che la citata discarica, è stata oggetto nel 2013 di procedura di infrazione da parte delle autorità europee. Inoltre, rammenta che la discarica, gestita dalle società Indeco ed Ecoambiente, è finita sotto inchiesta nel gennaio 2014. Inchiesta che ha condotto al sequestro, da parte della guardia di finanza, di una sua «parte attiva». Sulla possibile presenza, nell’invaso SO, di fusti metallici contenenti rifiuti tossici, il consulente riferisce di una «massa metallica confermata dalle ricerche dell’INGV». Tra i dati citati dal consulente anche quelli relativi all’inquinamento delle falde certificati dall’Arpa nel 2013 e da analisi svolte da periti del tribunale di Latina, secondo cui la protezione delle falde non sarebbe stata completata. Nel citare l’inchiesta che ha portato ai sigilli alla discarica posti lo scorso gennaio, il consulente ricorda come l’indagine abbia stabilito che «i volumi dell’Indeco erano stati superati di oltre 100.000 metri cubi rispetto all’autorizzato» e che secondo il comitato di Borgo Montello questo superamento «avrebbe portato a un guadagno di circa 10 milioni di euro da parte dalla società Indeco per il volume di affari corrispondente»;
nell’audizione della procura di Latina del 30 marzo 2016, i magistrati evidenziano che, in base ad un «controllo svolto dai tecnici», la discarica aveva superato la sua capacità di contenimento dei rifiuti e che il provvedimento di sequestro sopra citato, per l’invaso S8, è stato confermato dal tribunale del riesame. In particolare, risulta «violata l’autorizzazione integrata ambientale e sono stati abbancati rifiuti, per quello che ci risulta, pari a circa 120 mila metri cubi in più… senza che ci fosse stata nessuna verifica preliminare da parte degli organi competenti ai controlli». Attualmente sulla discarica sono autorizzate soltanto le attività di manutenzione e quelle ordinarie per evitare danni all’ambiente. Nel prosieguo dell’audizione il sostituto procuratore fa emergere quelle che a suo avviso sono le criticità dell’impianto normativo, in particolare del decreto legislativo n. 33 del 2003, in merito alle discariche. «Mi riferisco alla gestione post mortem, alla questione accantonamenti, alla questione fideiussioni. Sono tutte questioni che rischiano di vanificare assolutamente la tutela ambientale»;
dall’ex presidente di Ama, Daniele Fortini, il 2 agosto 2016 si è appreso che prossimamente avrà luogo un’ispezione nel Lazio per controllare il livello del ciclo dei rifiuti –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di competenza intenda assumere per acquisire, anche tramite verifiche del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, un quadro chiaro e aggiornato della situazione;
se il Ministro interrogato intenda comunicare i tempi delle prossime ispezioni da parte dell’Unione europea;
quali iniziative normative intenda assumere per la gestione successiva alla chiusura delle discariche. (5-09791

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