Il Sindaco di Terracina non partecipa al Convegno sulle mafie del 13 luglio u. s. e, per giustificare la sua assenza, accusa.

Questi politici, quando si sentono toccati al cuore, reagiscono subito, stizziti, passando all’insulto e farfugliando giustificazioni risibili.
“Polemica stucchevole” l’ha definita il Sindaco di destra di Terracina (in provincia di Latina) quella sollevata dagli amici del Social Forum che hanno stigmatizzato la sua assenza al Convegno sulle mafie del 13 luglio u. s.
“Sarebbe bastato un invito scritto, cartaceo o per via telematica, ma andrebbe bene anche per telefono o via sms”.
Voleva essere invitato personalmente perché a lui non sono bastati i manifesti pubblici con l’invito a tutti, cittadini ed autorità.
Dicono tutti così per giustificare la loro indifferenza a partecipare a convegni in cui si tratti della presenza delle mafie sul proprio territorio.
Un Sindaco sensibile al problema, un sindaco soprattutto di una città dove la mafia spara, uccide ed investe tonnellate di capitali qual’è appunto Terracina DEVE sentire il dovere di partecipare comunque, invitato personale o non invitato.
Ma siamo nel Lazio ed in provincia di Latina dove sono ancora centinaia, fra i politici, a negare l’esistenza delle mafie.
E’ questo il problema.
Ad essi dà fastidio che si parli di un tema sul quale è calata da parte politica la cortina del silenzio.
E, talvolta, della complicità, oggettiva o soggettiva che essa sia.

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