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Il monito dell’arcivescovo Lorefice: “La mafia sostituisce le istituzioni se sono assenti”

L’intervento del Presule durante la cerimonia per la scopertura del crocifisso restaurato dalle maestranze dell’Accademia di belle arti, alla presenza del sindaco Lagalla, del governatore Schifani, del sottosegretario Mantovano, del ministro dell’Università Bernini e del commissario straordinario per gli interventi nelle periferie Ciciliano. E alle vittime racket ha detto: “Denunciate, lo Stato c’è”

Redazione 13 dicembre 2025 18:18

Se tutte le istituzioni non sono presenti dentro la carne della gente, soprattutto quella martoriata e sfigurata, e se le istituzioni non sono capaci di rispondere alle istanze di umanità, di vita, di benessere, rispetto a ciò che è essenziale – come il lavoro, il pane, la casa – a Palermo noi sappiamo che c’è un’altra ‘istituzione’ che si chiama organizzazione mafiosa e che si sostituisce. Più i nostri quartieri sono sfigurati, più non sono belli, più la mafia dimostra che solo lei riesce a dare ciò che è essenziale agli uomini”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, parlando nel corso della cerimonia di scopertura del crocifisso della parrocchia di San Paolo Apostolo, nel quartiere Borgo Nuovo a Palermo, appena restaurato dalle maestranze dell’accademia di Belle Arti.
Alla cerimonia erano presenti il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Alfredo Mantovano, il ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini, il commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale funzionali ai territori ad alta vulnerabilità Fabio Ciciliano, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, il sindaco Roberto Lagalla. “Non dobbiamo avere paura di denunciare. Su questo lancio un appello sempre più convinto. Lo Stato e le istituzioni sono al fianco di quanti sono vessati. Più denunciamo e più le istituzioni avranno la possibilità di dimostrare che sono vicine alla gente e che è lo Stato a occupare gli spazi della città e non i mafiosi”.

Considero il restauro del Crocifisso della Parrocchia San Paolo Apostolo, per vent’anni adagiato sull’altare, senza le braccia e coperto dagli escrementi dei piccioni, un segno dell’avvio concreto dei progetti di riqualificazione di Borgo Nuovo, un segno di speranza – soprattutto se guardiamo al Natale imminente – ma anche un segno di attenzione verso tutti coloro che vivono in una delle periferie della nostra città, un’attenzione che deve mantenersi costante e deve guardare ai bisogni veri della gente”, ha concluso Lorefice.


Fonte:
https://www.palermotoday.it/cronaca/monito-arcivescovo-lorefice-istituzioni-mafia.html