I sette processi che preoccupano Silvio Berlusconi

Il primo è il 28 febbraio per i fondi neri dei diritti tv Mediaset. Si giocherà tutto sui legittimi impedimenti

Sette processi, uno dietro l’altro. E’ questa la realtà che attende il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo che il gip Cristina Di Censo dicendo sì alla richiesta della procura lo ha rinviato a giudizio per concussione e prostituzione minorile nell’ambito del caso Ruby. Sette processi sono tanti e paradossalmente potrebbe essere l’imputato con il gioco dei legittimi impedimenti connessi al suo incarico a determinare i tempi e a decidere quali far proseguire e quali no.

Il prossimo 28 febbraio riprenderà il processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset, uno di quelli sospesi in attesa della sentenza della Consulta sul legittimo impedimentio continuativo. Si tratta di un procedimento in cui ci sono ancora da sentire diversi testimoni e celebrare udienze all’estero, comprendendo nel capitolo persino il caso di una rogatoria finita in Francia al giudice sbagliato e non s’è ancora capito per responsabilità di chi tra Italia e Oltralpe. Qui il premier risponde di frode fiscale, perché sul falso in bilancio e l’appropriazione indebita è già arrivata da tempo la prescrizione che tra due anni seppellirà tutto.

Il 5 marzo riprenderà l’udienza riguardante Mediatrade, controllata Mediaset al 100 per cento, sempre diritti tv. Berlusconi risponde di appropriazione indebita fino al 2006 e frode fiscale fino al 2009. Tra gli imputati c’è pure il figlio Piersilvio. L’11 marzo è previsto il processo per la corruzione di David Mills. Nello stesso giorno si sa già che a Bruxelles ci sarà un consiglio d’Europa straordinario sull’economia. La richiesta di rinvio per legittimo impedimento appare come un atto dovuto. Ma il premier in primavera dovrà comparire anche nell’udienza Unipol dove per lui i pm hanno chiesto l’archiviazione delle accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio in riferimento alla pubblicazione sul “Giornale” della telefonata in cui Fassino diceva a Consorte: “Allora abbiamo una banca?”. Nella stessa vicenda ci sarà l’8 aprile l’udienza dal gup dove Paolo Berlusconi rischia il rinvio a giudizio.

Per il premier si potrebbe profilare poi un’udienza in relazione a un’altra richiesta di archiviazione. Si tratta del presunto aggiotaggio quando a Santa Marcherita Ligure il cavaliere invitò gli imprenditori a non dare pubblicità ai giornali “che remano contro”. In verità oltre a Milano c’è Roma dove a breve i pm chiuderanno le indagini su Rti, vicenda nata dalla trasmissione di atti da Milano. E’ un altro capitolo dei diritti tv. Nei mesi scorsi ci furono gli inviti a comparire, ma nessuno si presentò in procura tranne il produttore Daniele Lorenzano per respingere ogni addebito. Anche qui l’accusa per il premier è frode fiscale.

(Tratto da Virgilio Notizie)

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