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Hydra, verbali del pentito Bellusci: a Busto Arsizio tutti erano a disposizione dei Nicastro

24 Giugno 2026 | Giustizia

AMDuemila

Nel maxi-processo Hydra, che fa luce sul consorzio di cosche mafiose radicate al Nord, emergono nuovi verbali del collaboratore Francesco Bellusci, ex esponente della ‘Ndrangheta attiva a Lonate Pozzolo. Le sue parole, come riportate dal Fatto Quotidiano, descrivono un quadro di pervasiva influenza criminale in Lombardia, in netto contrasto con la delibera dell’11 giugno del Consiglio superiore della magistratura, che ha sostanzialmente negato l’esistenza di una significativa “densità mafiosa” nella regione, archiviando di fatto decenni di indagini e processi su Milano e il territorio lombardo.
In particolare ha parlato di 
Dario Nicastro e del suo fedelissimo Rosario Bonvissuto, legati all’Unione di mafie sotto l’ala di Cosa nostra nella sponda gelese del clan Rinzivillo e operativi nell’area di Busto Arsizio: “Disponevano di tantissime amicizie lì su Busto Arsizio, quando arrivavano loro comunque le persone si mettevano tutti a disposizione. E questo vale soprattutto per Dario e Rosario”.
Per amicizie si intende non affiliati o fiancheggiatori noti, bensì di cittadini comuni e della società civile che, consapevoli del peso criminale dei due, optano per il quieto vivere. Francesco Bellusci parla di una “mafiosità immanente”, come l’ha definita la pm 
Alessandra Cerreti. “Se loro arrivavano in un locale a Busto Arsizio, vedevo che tutta la comunità di quel bar dava retta a tutti i Nicastro in forma di rispetto”.
Il collaboratore prosegue descrivendo scene quotidiane: “Si ordinava da bere – prosegue il collaboratore – , che ne so due Crodini un Campari? Quant’è? Già pagato, ha pagato tizio e caio”. Alla domanda del pm se fosse il titolare a offrire o i clienti presenti, Bellusci risponde chiaro: “No, la gente presente che paga”.
Un episodio emblematico riguarda un uomo legato ai Mangiapane di Rescaldina, siciliani vicini ai Nicastro, che non avrebbe saldato un conto. Il gruppo lo convoca in un bar di Busto Arsizio, sopra il bowling.
“Questi Mangiapane sono di Rescaldina, gente siciliana. Prendiamo e andiamo a Busto Arsizio, al bar che sopra c’era il bowling. E quel giorno lì c’era un casino di gente. Bonvissuto aveva un X6 bianco. Chiamano questo signore, che poi alla fine mi sembra che non c’era manco nulla addirittura. Come si siede sulla sedia parte Rosario da dietro, davanti a tutti, e gli ha tirato uno schiaffo fortissimo sulla faccia. Il tizio continua a perdere sangue. C’era pure la figlia di Rosario che si è messa a piangere. Anche tutto il bar lì non è che si è alzato qualcuno. Il bar era pieno. Anche il titolare ha visto tutto. Però nessuno si è intromesso. Quindi vuol dire che tutta la complicità di tutte queste persone loro ce l’hanno. Si potevano pure prendere questo e puntargli una pistola in testa e nessuno avrebbe parlato”. Le intimidazioni dirette colpiscono anche 
Francesco Picone, titolare di un bar a Busto Arsizio e oggi parte civile. I Nicastro lo avrebbero minacciato pesantemente: “Ti strozzo con le mie mani. Appena vengo gli taglio la testa. Se io voglio ti faccio chiudere. Non devi parlare e dire nulla agli sbirri sennò torno e ti brucio il locale” vedi “che a Busto comando io”. La moglie del titolare, sentita dai magistrati, ha confermato: “Un altro dei tre mi diceva: non mi conosci? Al chè io rispondevo di no ma quando diceva ‘sono Dario Nicastro’ ecco che mi tornava alla memoria di conoscerlo perché tempo addietro ne ebbi modo. Dario Nicastro mi diceva: ‘devi dire a quel pezzo di merda di tuo marito di non permettersi più di cacciare mio figlio dal locale, gli devi dire che appena vengo gli taglio la testa’ e mentre diceva ciò faceva il gesto di tagliare la gola con il pollice della mano”. Il motivo era legato a un episodio nel locale: il figlio di Nicastro, Francesco Nicastro, era passato dietro al bancone, aveva preso delle birre e le aveva distribuite gratuitamente agli amici senza pagare.

Fonte: il Fatto Quotidiano

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fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/giustizia/hydra-verbali-del-pentito-bellusci-a-busto-arsizio-tutti-erano-a-disposizione-dei-nicastro