Esposto-denuncia Associazione Caponnetto alla Procura della Repubblica di Cassino per interramento e traffici rifiuti nel Bassa Lazio

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

                      

                                          Roma,15.05.2017

 

 

                                            Alla Procura della Repubblica

                                                c/o il Tribunale di 

                                                Cassino  

 

OGGETTO: ESPOSTO – DENUNCIA. – per ipotesi di reato di Disastro Ambientale e quant’altri ipotizzabili dai fatti sotto esposti.-

a) Richiesta di accertamenti in merito a sostanze nocive interrate;

– in particolare nella discarica ubicata in località NOCIONE,oltre che  in altre località sotto la competenza di codesta A.G.    nel  Basso Lazio;

b) – richiesta verifica ubicazione interramenti rifiuti tossici   ed eventualmente anche radioattivi- lungo il tratto di territorio ubicato tra Presenzano – S. Vittore – Cassino nelle discariche e nella cave aperte abusivamente da soggetti collegati alla camorra operanti in subappalto nei lavori di costruzione della terza corsia dell’Autostrada del Sole e della TAV;

c) richiesta di accertamento dell’ identità e della posizione degli autotrasportatori indicati nei documenti desecretati  che contengono le dichiarazioni di Carmine Schiavone riferite alle Province di Latina e Frosinone e, se utili, alle indagini delle altre province;

d) richiesta di acquisizione di tutte le interviste rilasciate dal citato Carmine Schiavone a giornali e televisioni nazionali e locali;

e) Richiesta di acquisizione di tutti i documenti  desecretati forniti all’epoca alle Autorità dallo Schiavone compresi gli elenchi dei mezzi di trasporto con indicato il numero di targa e relativo intestatario.

 

 

 

 

Il sottoscritto Elvio Di Cesare, nella sua qualità di Segretario Nazionale dell’Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “A. Caponnetto”, espone quanto appresso:
in data 19 dicembre del 2013 l’ex Collaboratore di Giustizia Carmine Schiavone rilasciava l’ennesima intervista ad una delle tante emittenti locali -la TVI Molise di Venafro – sulle quali egli é apparso.
In tale intervista egli ha dichiarato che durante i lavori effettuati per la realizzazione del tratto Autostradale Roma- Napoli ( probabilmente con riferimento alla 3° corsia ) sarebbero stati operati interramenti di rifiuti tossici ad opera di ditte a suo dire appartenenti o/e controllate dal clan dei Casalesi, e quindi, anche nel tratto di territorio di competenza di codesta Procura.
Le dichiarazioni di Schiavone confermano i tanti sospetti che già gravavano su tali opere in relazione anche allo smaltimento di rifiuti nocivi sulla direttrice nord-sud del Paese ad opera di camionisti prezzolati con ipotesi di interramenti non solo lungo il tratto autostradale ma anche nelle immediate adiacenze di questo, in fosse ,cave, fornaci, discariche e quant’altro.

Il riferimento é – tanto per citare qualche esempio – a talune cave o scavi ubicati nei territori dei comuni di San Vittore del Lazio ,Cervaro ,San Pietro Infine, Cassino, fino a Presenzano, compresa la piana di Venafro ecc,,per risalire l’autostrada fino a Colleferro.
Analizzando i numeri delle targhe dei camion che, a detta di Schiavone ,avrebbero trasportato i rifiuti tossici e nocivi, si rileva che i proprietari sono residenti in 6 province : Roma, Latina ,Frosinone ,Caserta ,Napoli e Foggia .
Per quanto di competenza di codesta Procura, giova sottolineare che, a quel che risulta, i proprietari dei camion appartenenti alle Province di Latina e Frosinone non sono mai stati chiamati a chiarire la loro posizione per accertare:
1) CHI,  o tramite CHI ,li ha arruolati;
2) CHI  li retribuiva e se veniva rilasciata fattura;
3) se c’erano degli intermediari che operavano come collegamento ;
4) dove essi caricavano il materiale;
5) se essi erano a conoscenza del tipo di materiale che trasportavano;
6) cosa trasportavano e dove scaricavano nei viaggi di andata al nord e per conto di quali aziende;
7) dove dovevano scaricare in base ai documenti di viaggio al ritorno e se, invece, essi deviavano dal percorso e quindi dalla destinazione prefissata;
8)la fondatezza o meno delle dichiarazioni dello stesso Schiavone secondo il quale tali rifiuti sarebbero stati caricati anche nel porto commerciale di Gaeta su navi in partenza per la Somalia di proprietà della Società Shifco e/o di altri armatori;

9) se il porto di Gaeta é stato utilizzato solo dagli autotrasportatori pontini o indifferentemente da tutti gli altri;
10) se risulta fondata la notizia secondo la quale fra tutti gli autotrasportatori arruolati per tali traffici ve ne sarebbero una decina di Itri (Latina) che trasportavano materiale per l’edilizia durante il viaggio di andata;
11) il motivo per il quale nessuna Autorità del Porto in questione  sarebbe mai intervenuta o ,comunque, non si sarebbe accorta di quanto sarebbe avvenuto.

E’ opportuno ,al riguardo ,che codesta Procura acquisisca agli atti dell’inchiesta anche la Relazione completa della Commissione Parlamentare Antimafia del 1995 a proposito delle infiltrazioni della camorra nei lavori dell’alta velocità sul tratto Roma-Napoli, Relazione della quale fu relatore l’ex Magistrato e Senatore Ferdinando Imposimato il quale ha tracciato   ,a seguito delle indagini dello SCO della Polizia di Stato, un quadro agghiacciante di corruzione e collusione con i Casalesi nonché uno sfruttamento illegale della cave esistenti nelle adiacenze della TAV, confermando, così, quanto raccontato da Carmine Schiavone.
Tutto ciò premesso, l’esponente chiede, oltre all’individuazione di tutti coloro che dovessero risultare responsabili diretti od indiretti dei fatti citati, la convocazione come teste ( se necessaria) dell’ex Sen. Ferdinando  Imposimato, oltre che di tutti coloro che dovessero risultare in possesso di notizie utili a fornire una risposta ai tanti interrogativi posti.

Nella qualità di soggetto giuridico da ritenersi persona offesa, alla luce dei fatti esposti e dei propri fini statutari, riconosciuto come tale da diverse Procure e Tribunali, il sottoscritto Segretario e legale rappresentante dell’Associazione chiede di essere informato n.q. ai sensi dell’art.408 comma 2 c.p.p. nominando a tale scopo e per ogni altra eventuale incombenza quale proprio legale l’avv. prof. Alfredo Galasso, presso il cui studio in Roma, via Germanico 197 elegge domicilio.-
Con osservanza

IL SEGRETARIO  NAZIONALE  

Dr.Elvio Di Cesare

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