Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Formia che ha trattato, finalmente, il tema del radicamento mafioso sul territorio, si è rischiato lo scontro fisico. Una bagarre che ha portato all’interruzione della seduta. Durante il breve dibattito sono emerse tutte le contraddizioni e le incongruenze di una classe politica che dice e non dice, che, sì, ammette la necessità di… “tenere alta la guardia”, ma dimentica che a Formia e nei dintorni ci sono i rappresentanti di tanti, tantissimi clan che non stanno di certo lì per villeggiatura, che il tessuto economico è fortemente infiltrato, che i rapporti fra soggetti politici e malavitosi sono documentati già dalle intercettazioni della “Formia Connection” e così via. Non è vero, come sostiene il Sindaco di quella città, che la lotta alle mafie la debbono fare solo i poliziotti. Tesi, questa, che rivela un basso livello di preparazione e di maturità politiche. Intanto il dibattito appena cominciato è stato interrotto e non è stata nemmeno completata la discussione sull’inopportunità della permanenza in Giunta di un Assessore che, al contempo, nella sua veste di avvocato, difende un indagato nell’inchiesta “Golfo”

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