DIA – Relazione I° Semestre – provincia di latina

CI FA UN IMMENSO PIACERE CHE LA DIA ABBIA AFFRONTATO L’ASPETTO ECONOMICO DELLE ATTIVITA’ DELLE VARIE MAFIE  OPERANTI  STABILMENTE IN PROVINCIA DI LATINA E NEL BASSO LAZIO  E DEL RICICLAGGIO DI TONNELLATE DI CAPITALI  IN MOLTI SETTORI,SOPRATTUTTO NELL’EDILIZIA E NEL COMMERCIO ,MA NON SOLO, PERCHE’ FINORA  ERA PREVALSA L’ATTENZIONE PER LO PIU’ SU  QUELLO  MILITARE E DELLA VIOLENZA E DELL’USURA.

FORSE E’ MANCATO UN APPROFONDIMENTO SU QUELLO DELLE COLLUSIONI CON PEZZI DELLA POLITICA,DELLE ISTITUZIONI E DELLE PROFESSIONI CHE E’ PROPEDEUTICO A TUTTO IL RESTO.

E’,QUEST’ ULTIMO,L’ASPETTO PIU’ IMPORTANTE DI TUTTI,PROPEDEUTICO A TUTTO IL RESTO IN QUANTO NON CI FOSSERO STATI QUELLE COLLUSIONI L’AZIONE DI CONTRASTO AVREBBE OTTENUTO PIU’ SIGNIFICATIVI E MAGGIORI RISULTATI ED AVREMMO,INOLTRE, EVITATO L’AFFERMAZIONE  ANCHE DI UNA MAFIA AUTOCTONA CHE AGISCE  IN PIENA  SINTONIA CON L’ALTRA VENUTA DALLA CAMPANIA,DALLA CALABRIA E NON SOLO.

VOGLIAMO AUGURARCI CHE DA OGGI  IN AVANTI LA DIA,COME LA DDA,LE PROCURE ORDINARIE E LE ALTRE FORZE DELL’ORDINE VOGLIANO DEDICARE UNA MAGGIORE ATTENZIONE AL RAPPORTO  FRA MAFIE E APPARATI E UOMINI DELLA POLITICA E DELLO STATO.SPERANDO CHE NON SIA TROPPO TARDI E CHE I BUOI NON SIANO GIA’ SCAPPATI DALLA STALLA.

AUSPICHIAMO ANCHE CHE CI SIA ANCHE DA PARTE DELLA SOCIETA’ CIVILE,FINORA SILENTE ED IN PARTE OMERTOSA, QUELLA  FATTIVA COLLABORAZIONE CHE PURTROPPO AD OGGI E’ MANCATA

 

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Anche il capoluogo e la provincia di Latina si caratterizzano per la compresenza di vari tipi di organizzazioni criminali. Proiezioni di quelle mafiose tradizionali, quali camorra e ‘ndrangheta, convivono e fanno affari con quelle autoctone. Pure queste ultime tese a perseguire i propri interessi con modalità mafiose. Il Sud Pontino si caratterizza, infatti, per la presenza di personaggi legati a vari gruppi criminali, quali esponenti delle ‘ndrine calabresi dei BELLOCCO, dei TRIPODO, degli ALVARO e dei LA ROSA-GARRUZZO. Sono, inoltre, nel tempo risultate operative proiezioni delle cosche reggine AQUINO-COLUCCIO di Marina di Gioiosa Jonica e COMMISSO di Siderno. Ancorché in assenza di evidenze per il semestre, si rammenta che una recente conferma del coinvolgimento anche di soggetti di matrice calabrese nei traffici di stupefacenti nel territorio pontino si è avuta con l’operazione “Selfie”, del maggio 2019. Da rilevare, poi, che, la provincia è stata recentemente oggetto di un’attività che ha evidenziato come questo territorio sia oggetto di interesse delle cosche anche ai fini di riciclaggio73. In quest’area sono attivi elementi dei clan camorristici facenti capo ai CASALESI, ai BIDOGNETTI, ai BARDELLINO, ai MOCCIA, ai MALLARDO, ai GIULIANO, ai LICCIARDI, ai SENESE ed agli ZAZA. Al riguardo, si evidenzia che, in data 29 maggio 2020, la Corte di Appello di Roma ha confermato la confisca dei beni, per un valore complessivo di oltre 22 milioni di euro, eseguita dalla DIA nei confronti di un imprenditore laziale ritenuto vicino al citato clan dei CASALESI. Come rappresentato nelle “Linee evolutive”,vista la contiguità geografica, il sud pontino costituisce, per i sodalizi campani la naturale “area di delocalizzazione”, per esportare traffici illeciti in territori “meno affollati”. Sono, inoltre, praticati il riciclaggio ed il reimpiego dei capitali nei settori dell’edilizia e del commercio, ove le risorse risultano investite soprattutto nel circuito agroalimentare e della ristorazione74. Spostando l’attenzione sulla criminalità autoctona, si è avuta recente conferma che alcune delle illecite attività del clan DI SILVIO vanno ricondotte nei canoni dell’azione mafiosa, analogamente a quanto accaduto per i collegati clan CASAMONICA e SPADA. Con sentenza del 19 luglio 2019 è stata infatti riconosciuta – per la prima volta nel territorio pontino – l’aggravante del “metodo mafioso” per l’azione di soggetti legati ad un ramo del citato clan75. Successivamente, l’operatività del clan DI SILVIO ha continuato ad esprimersi nelle estorsioni anche all’interno dell’ambiente carcerario76 e nello smercio di stupefacenti. L’operazione “Scudo”77 ha consentito, in particolare, di individuare n. 2 gruppi criminali, collegati da rapporti di reciproco interesse, di cui uno operante ad Aprilia e dedito all’usura e alle conseguenti attività estorsive di recupero crediti; l’altro, capeggiato da esponenti del clan DI SILVIO, principalmente dedito allo smercio di sostanze stupefacenti. In particolare, nel febbraio 2020, a n. 14 soggetti è stato notificato l’avviso di conclusione indagini, con accuse che comprendono, a vario titolo, usura, estorsione, rapina, autoriciclaggio, violenza privata, esercizio abusivo di attività finanziaria, detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (oltre a fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e favoreggiamento della prostituzione). Il denaro prestato, a tassi usurari anche del 100% annuo, risulta riconducibile ad un esponente dei DI SILVIO e costituirebbe provento dello spaccio di stupefacenti. Il 29 gennaio 2020, la Polizia di Stato di Latina ha, poi, disvelato un’organizzazione criminale78 dedita alle estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Il sodalizio era composto da n. 5 persone (tra cui n. 2 coniugi), n. 3 delle quali appartenenti al citato clan DI SILVIO e deputate ad intervenire per il “recupero crediti” 79. Spostando l’attenzione più a sud, sono nuovamente emersi interessi criminali sul MOF (Mercato Ortofrutticolo di Fondi). Il 2 marzo 2020 a conclusione dell’operazione “Aleppo 2 80”, i Carabinieri di Latina hanno eseguito, in provincia di Latina e Napoli, un’ordinanza di custodia cautelare81 nei confronti di n. 5 soggetti dediti alle estorsioni aggravate dal metodo mafioso, con collegamenti a clan camorristici casertani. Il gruppo criminale è risultato sempre riconducibile alla famiglia D’ALTERIO, già colpita dall’operazione “Aleppo”82 che, nonostante il colpo subito, aveva continuato ad esercitare una capillare azione di controllo, avvalendosi del metodo mafioso, del trasporto su gomma dei prodotti agroalimentari in entrata ed in uscita dal MOF. Estendendo l’attenzione a tutta la parte sud della provincia, si rammenta l’operazione “Coast to Coast 2”, conclusa dalla Polizia di Stato nell’agosto 2019 che aveva messo in luce una forma di riorganizzazione delle piazze di spaccio di Gaeta, Formia, Fondi e Cassino, a seguito di precedenti arresti nei confronti dell’organizzazione dei clan SPADA-MORELLI83. Occorre evidenziare l’interesse delle consorterie criminali all’infiltrazione ed al condizionamento degli ambienti imprenditoriali84. Anche nell’ambito politico e amministrativo locale emerge, talora, un modello che vede il coinvolgimento di imprenditori nei settori dell’edilizia e del commercio, con rapporti collusivi-corruttivi finalizzati ad agevolare il rilascio di concessioni edilizie ovvero per ottenere l’aggiudicazione di appalti nei settori dei servizi pubblici85. Anche il territorio di Aprilia è caratterizzato dall’operatività di proiezioni mafiose. Investigazioni del passato hanno messo in luce come il territorio sia stato utilizzato come crocevia dei traffici di stupefacenti. È stata segnalata la presenza di esponenti delle ‘ndrine dei GALLACE, degli ALVARO di Sinopoli (RC) e CANGEMI e di soggetti campani vicini ai CASALESI.

 

 

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73 Il 20 novembre 2019 nell’ambito dell’operazione “Gerione”, la Guardia di finanza ha infatti sequestrato ad un pregiudicato contiguo alla ‘ndrangheta, beni per oltre 10 milioni di euro nelle province di Roma, Latina, Milano e Reggio Calabria.

74 Già l’operazione “Sfinge”, del 2010, aveva fatto luce sull’operatività di un’organizzazione camorristica, alleata del clan dei CASALESI, che aveva riproposto il modello criminale tipico del casertano per conseguire il controllo delle attività economiche nelle zone di Latina, Aprilia, Anzio e Nettuno.

75 “Questa è la storia di Latina degli ultimi 20 anni”. Sono le prime parole della motivazione della sentenza, la quale conclude che “…Il clan DI SILVIO rappresenta un’associazione di stampo mafioso di nuova formazione, territorialmente insediata a Latina, di dimensioni per lo più familiari, la cui forza di intimidazione deriva dalla fama criminale raggiunta dal clan nel Sud del Lazio, ancorché si manifesti necessariamente con le tradizionali forme di violenza e minaccia, così assoggettando la popolazione locale alle regole prevaricatrici della cosca”. Particolarmente significativo il punto in cui si evidenzia che “…tutte le fasce sociali, indistintamente, erano sottomesse alla forza prevaricatrice ed intimidatoria della nota famiglia rom: cittadini comuni, piccoli imprenditori, professionisti (commercialisti e avvocati) financo gli stessi criminali comuni dovevano piegarsi alle regole criminali dettate dai DI SILVIO”.

76 Si fa riferimento all’operazione “Cerbero”, del 3 ottobre 2019. L’indagine aveva individuato n. 6 affiliati al clan responsabili dei reati di estorsione in concorso, aggravata dal metodo mafioso. Era emerso come gli indagati facessero valere la forza di intimidazione all’interno di istituti penitenziari, tra l’altro costringendo un soggetto, detenuto presso la Casa Circondariale di Latina, ad effettuare ripetuti pagamenti per tutelare la propria incolumità personale.

77 Il 3 dicembre 2019, l’Arma dei carabinieri ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Latina nei confronti di n. 8 persone a vario titolo indagate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, usura.

78 OCC n. 43343/19 RGPM-26109/19 RG GIP, emessa dal GIP del Tribunale di Roma il 28 gennaio 2020.

79 Le indagini hanno consentito di accertare come, tra l’11 e il 12 aprile 2016, una ex consigliera regionale e il suo ex marito, comproprietari di una società, avessero chiesto l’intervento dei DI SILVIO per la riscossione dei crediti vantati, per pregresse forniture di merce, nei confronti di un cliente inadempiente.

80 Il 2 marzo 2020 è stata conclusa l’operazione “Aleppo 2”, eseguendo l’OCC n. 52510/18 RGNR e 10708/2019 RG GIP, emessa dal GIP del Tribunale di Roma il 24 febbraio 2020. Con la stessa sono stati arrestati n. 5 soggetti dediti alle estorsioni, con collegamenti a clan camorristici casertani. Il gruppo criminale è risultato riconducibile alla famiglia D’ALTERIO, di origine pontina, già colpita dall’operazione “Aleppo” nel settembre 2018. L’operazione è più ampiamente descritta nel paragrafo dedicato alla provincia di Latina.

81 OCC n. 52510/18 RGNR-10708/2019 RG GIP, emessa dal GIP del Tribunale di Roma il 24 febbraio 2020. Contestati i reati di illecita concorrenza, tentata estorsione, minacce aggravate, danneggiamento a seguito di incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso. E’ stato inoltre disposto il sequestro preventivo delle quote di n. 2 società operanti nel settore dei trasporti.

82 L’operazione “Aleppo” del 13 settembre 2018.

83 L’inchiesta “I due leoni”, del marzo 2018.

84 Si rammenta che, il 1° giugno 2019, a Formia, sono stati eseguiti gli ordini di esecuzione per la carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma (esecutivi della sentenza di condanna resa definitiva dalla Corte Cassazione), in relazione alle indagini al tempo condotte con l’operazione “Formia Connection”. Sono così stati arrestati n. 4 soggetti, di cui uno ritenuto esponente di spicco dello storico clan BARDELLINO originario di Casal di Principe (CE), ritenuti colpevoli di numerose estorsioni, minacce e aggressioni nei confronti del responsabile di una cooperativa che all’epoca svolgeva opere di manutenzione appaltate dal Comune di Formia e che era stato costretto a versare parte dei compensi ricevuti all’organizzazione criminale. 85 Il 3 gennaio 2019, nell’ambito dell’operazione “Cleaning”, è stato eseguito dalla Guardia di finanza un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Latina nei confronti di un noto pregiudicato al vertice della ‘ndrina TRIPODO. Da anni residente nel territorio pontino il prevenuto si era posto a capo di un agguerrito sodalizio criminale di tipo mafioso, che ha gestito e controllato illecitamente attività economiche e commerciali, condizionando il rilascio di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici. Il provvedimento ha interessato il patrimonio aziendale, le quote societarie e i beni di società operanti nei settori delle pulizie e del trasporto merci per conto terzi, immobili residenziali e commerciali, terreni e automezzi, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni e 800 mila euro

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