Roberto Delli Carri* 22 Febbraio 2026
Non servono corsie da occupare basta controllare le forniture.
La criminalità organizzata non ha necessariamente bisogno di esercitare un controllo visibile sulle strutture ospedaliere per condizionare il sistema sanitario. È ampiamente riconosciuto dalle istituzioni e dalle relazioni giudiziarie che il settore della salute, in quanto gestore di flussi economici consistenti e continuativi, costituisce un terreno di potenziale penetrazione per interessi criminali che mirano a sfruttare la complessità delle procedure di affidamento e l’importanza strategica dei servizi collegati.
Il sistema sanitario nazionale muove risorse ingenti per l’acquisto di dispositivi medici, l’appalto di manutenzioni tecnologiche, la gestione di servizi ausiliari e l’erogazione di prestazioni specialistiche. Queste componenti, pur essendo parte del ciclo ordinario di funzionamento, si prestano a dinamiche di infiltrazione indiretta quando i controlli amministrativi risultano insufficienti o frammentati. In diversi contesti sono state riscontrate infiltrazioni tali da innescare l’adozione di provvedimenti di scioglimento di aziende sanitarie ai sensi della normativa antimafia, soprattutto in territori segnati da una storica pressione organizzata.
Il rischio non si manifesta necessariamente attraverso comportamenti violenti. Piuttosto, consiste nella capacità delle organizzazioni di inserirsi nei meccanismi di affidamento e di ricavare vantaggi economici e logistici dalla gestione di forniture e servizi. Relazioni pubbliche evidenziano come procedure accelerate, in particolare nei periodi di emergenza, rappresentino vulnerabilità sfruttate per ottenere contratti o per influenzare decisioni amministrative. A confermare la diffusione di fenomeni fraudolenti nel comparto sanitario, indagini internazionali coordinate con il supporto di Eurojust hanno documentato network criminali sospettati di aver operato sul sistema sanitario nazionale con modalità fraudolente, inclusa l’emissione di certificazioni mediche false per l’accesso a servizi specialistici e la registrazione irregolare di prestazioni erogate. Queste operazioni hanno portato all’arresto di più persone e al sequestro di somme di denaro ritenute provento illecito. È quindi evidente che la vulnerabilità del settore sanitario non risiede soltanto nella gestione clinica, ma nella catena di affari che lo sostiene. La sanità diventa terreno fertile per interessi che non si manifestano con esposizione diretta ma con intermediazione economica, l’adeguatezza delle garanzie richieste negli appalti, la trasparenza nelle assegnazioni e l’efficacia dei controlli amministrativi.
Per tutelare l’integrità dell’interesse pubblico è pertanto necessaria una lettura complessiva che rafforzi i controlli preventivi sui fornitori, promuova trasparenza in ogni fase delle procedure di acquisto e monitori con rigore i flussi finanziari afferenti alle strutture sanitarie. La difesa del servizio sanitario nazionale non può limitarsi all’azione repressiva successiva alle irregolarità, deve essere costruita su regole chiare, verifiche sostanziali e azioni di prevenzione strutturali.
“La capacità di una comunità di proteggere la propria salute si misura non solo nella cura clinica, ma nella trasparenza con cui tutela l’economia pubblica da condizionamenti invisibili ma strategicamente profondi”.
*Ispettore di Polizia Locale Ufficiale di Polizia Giudiziaria
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fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/di-la-tua/239-parla/108084-criminalita-organizzata-l-assalto-silenzioso-al-sistema-sanitario.html