Cose dell’altro mondo! In provincia di Latina,anziché inquisire e rinviare eventualmente a giudizio il Sindaco del quale parlano in questa interrogazione gli Onorevoli Frusone e Sibilia,si processa,dietro denuncia di questo, Antonio Ciano accusato di aver divulgato la relazione “segretata “ del Prefetto nella quale si parla di lui.La relazione tratta il “caso Fondi”.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05150 CAMERA

                                               TESTO ATTO

                                                Atto Camera

                           Interrogazione a risposta in commissione 5-05150

presentato da

                                          FRUSONE Luca

testo di

Mercoledì 25 marzo 2015, seduta n. 399

   FRUSONE e SIBILIA. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:

   Fondi è un comune italiano di circa 38.000 abitanti della provincia di Latina ed è noto per

ospitare il secondo mercato ortofrutticolo più grande d’Europa con oltre un milione di tonnellate

di prodotti ortofrutticoli l’anno. Un grande giro d’affari che ha sempre interessato la criminalità

organizzata;

   l’8 settembre 2008, dopo una lunga serie di indagini e l’intervento di una commissione di

accesso agli atti, viene presentata ufficialmente al Ministro dell’interno, una relazione di 507 pagine

del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, in cui si chiede di sciogliere il consiglio comunale di Fondi e si afferma espressamente, secondo quanto riferito sulla stampa locale, che «l’accesso, con evidenza

documentale, ha consentito insomma di accertare che le diverse situazioni venute ad emergere, di

per sé costituenti gravi, quando non gravissime, violazioni dei principi di imparzialità, trasparenza e

buon andamento, non corrispondono ad episodici quanto deprecabili casi di cattiva amministrazione, ma presentano, anche per il fatto di riguardare ogni settore della vita amministrativa, il carattere della sistematicità. La qual cosa, unita all’oggettiva agevolazione di interessi economici di elementi contigui alla criminalità organizzata o da considerare ad essa affiliati, conferisce al quadro di insieme una pericolosità tale da dover essere fronteggiata con gli strumenti di rigore previsti dall’articolo 143 del esto unico»;

   nell’ottobre 2009 le dimissioni del sindaco di Fondi e dei componenti della giunta e della

maggioranza del consiglio comunale portarono allo scioglimento dell’amministrazione ed al ritorno

alle elezioni;

   il 26 aprile 2012, Andrea Palladino sul fattoquotidiano.it, nell’articolo «CITATO NELLA

RICHIESTA DI SCIOGLIMENTO DI FONDI, IL PDL LO CANDIDA SINDACO DI GAETA» scrive: «Cosmo Mitrano era stato chiamato nel 2004 nel comune di Fondi come dirigente del settore mense scolastiche. La commissione di accesso inviata dal prefetto nel 2008 gli contestò formalmente la gestione di alcuni servizi: «Ha consentito alla società Vivenda con contratto scaduto nel 2007 di proseguire di fatto il servizio» per un periodo di sei mesi; una mancanza aggravata dal fatto che «il comune di Fondi non ha mai richiesto il rilascio della dovuta certificazione antimafia» alla società Vivenda. Una dimenticanza ? Forse, ma che non stupiva il candidato sindaco del Pdl al comune di Gaeta: «Il dottor Mitrano — spiegano gli ufficiali — ha fornito una dichiarazione nella quale afferma di non aver mai richiesto le certificazioni antimafia per gare o servizi da lui affidati per importi superiori alla soglia comunitaria» […]Le osservazioni non finiscono qui. Il candidato sindaco del PdL a Gaeta avrebbe poi affidato alla società interinale Ge.vi — che ha attirato l’attenzione degli ufficiali di poliziainviati dal prefetto a Fondi — la fornitura di personale per il comune; e ancora, avrebbe stanziato alcuni finanziamenti a una società sportiva di un consigliere comunale, nonostante questa fosse in

debito con l’amministrazione. Peccati senza rilevanza penale, visto che nessun fascicolo è stato mai

aperto nei suoi confronti; ma di certo una serie di fatti che mostrano il ritratto di un funzionario ben

inserito nella macchina amministrativa del comune di Fondi, contestata poi dalla commissione di

accesso voluta dall’ex prefetto Frattasi. Funzionario che oggi fa il salto verso la politica attiva, pronto

a governare una delle città chiave del sud pontino, con grandi progetti di espansione del porto e un

territorio che fa gola alle cosche ormai radicate nel Lazio»;

   la società Vivenda è una delle controllate della cooperativa La Cascina che secondo fonti

giornalistiche si trova al centro della vicenda di «Mafia Capitale» e presente nelle inchieste giudiziarie

della procura Fiorentina;

   il 13 maggio 2012, Andrea Cinquegrani su lavocedellevoci.it, nell’articolo «GAETA: IERI, OGGI

E MITRANO» scrive «Ecco l’irresistibile ascesa di Mitrano: dirigente supplente del primo settore

al comune di Fondi per il biennio 2004-2005, poi salto alla poltrona di dirigente del terzo settore,

grazie ad un concorso. Organizzato e preparato da chi ? Ma da uno dei concorrenti (per tre posti)

in persona, ossia lo stesso ubiquo Mitrano. Che quel concorso se lo taglia su misura, tanto da far

rilevare agli sbigottiti componenti della commissione d’accesso che «ragioni di opportunità avrebbero

potuto suggerire al sindaco Parisella di affidare l’incarico ad altri», considerato il fatto che Mitrano

era lui stesso «interessato alla partecipazione agli eventuali concorsi per cui la contrattazione era

stata avviata». Siamo solo all’inizio, perché a completare la frittata ci mettono in parecchi lo zampino:

come il dirigente del primo settore e presidente della commissione per il concorso Tommasina

Biondino e il segretario generale del comune, Celestina Labbadia, già al vertice dello stesso primo

settore. Alle due dirigenti – ma anche ad altri – sfugge la circostanza che Mitrano ha bluffato sul

«requisito dei 4 anni di servizio in posizione apicale», essenziale per aggiudicarsi quell’incarico.

Disattenzione, superficialità o cosa ? Fatto sta che, in soldoni, nessuno si è premurato di verificare

alcunché di quanto autocertificato da Mitrano. Possibile mai ? Secondo i membri della commissione

d’accesso sì, in un comune popolato da gente che non vede, non sente, non parla. E poi eccoci agli

appalti, alle gare bandite dal comune. Tra i superfortunati nel registro dei mandati di pagamento

spicca una sigla, la cooperativa Oescmi (Osservatorio economico per lo sviluppo della cultura

manageriale d’impresa) che tra il 2003 e il 2007 ha provveduto a rastrellare ben 11 mandati per

circa 60 mila euro (cui si aggiungono i pingui fondi europei e regionali erogati attraverso la Provincia

per corsi di formazione professionale, e sui quali ha acceso i riflettori la magistratura). Fondata da

Mitrano dodici anni fa, la cooperativa è oggi gestita dalla sorella, Maria Mitrano. Ma le sigle non

finiscono certo qui e altre ne spuntano tra le pagine del ponderoso (e pesantissimo) dossier. Pensate

sia mai possibile che una ditta indebitata con un comune, in tempi di vacche magre, possa addirittura

ricevere dei soldi ? Sì, succede proprio a Fondi. La miracolata si chiama Olimpica 92 che, pur

vantando debiti col comune per dei fitti non pagati (visto che svolgeva la sua attività di polisportiva

in locali di proprietà comunale) nel giro di pochi anni – sotto due sindacature di Parisella ottiene

ben 26 mandati per un totale che sfiora i 50 mila euro. La società fa capo a Pasquale Rega, più

volte consigliere comunale. Fondi erogati dall’allegro terzo settore, che spesso e volentieri opera in

sinergia con alcune commissioni di cui fa parte un altro ubiquo della story, proprio Rega (il quale,

dal canto suo, è in ottimi rapporti con Carmelo Tripodo). E a proposito di rapporti a rischio, fanno

capolino quelli con i titolari della società Vivenda, che per anni s’è vista aggiudicare l’appalto per

la gestione delle mense scolastiche senza che il comune si sia mai preoccupato di chiederle il certificato antimafia. Infine, siamo alla Ge.Vi., che ha messo a segno – grazie alle magie di Mitrano –

un colpo da record: aggiudicarsi gare ufficiose (e per più volte) per la fornitura di personale interinale.

«Ma cosa volete – ha spiegato Parisella ai commissari – era l’unica che mi presentava delle offerte

vantaggiose…»;

   Celestina Labbadia, prima segretario generale del comune di Fondi, ha rivestito fino a poco

tempo fa l’incarico di segretario generale del comune di Gaeta;

   di recente la società ECOCAR, che gestisce il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti per

conto del comune di Gaeta il cui sindaco è, appunto, il dottor Mitrano, è stata gravata da interdittiva

antimafia emessa dalle prefetture di Caserta e di Roma;

   il Consiglio di Stato, sezione III, nella sentenza 6 marzo 2012 no 1266, in riferimento agli

articoli 143 e ss, decreto legislativo n. 267 del 2000 ribadisce, che «Lo scioglimento del Consiglio

comunale per infiltrazioni mafiose non esige né la prova della commissione di reati da parte degli

amministratori, né che i collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da

prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici «elementi» (e quindi circostanze di fatto anche

non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l’amministrazione e

i sodalizi criminali, ovvero è sufficiente che gli elementi raccolti e valutati siano «indicativi» di un

condizionamento dell’attività degli organi amministrativi e che tale condizionamento sia riconducibile

all’influenza e all’ascendente esercitati da gruppi di criminalità organizzata» –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

   se non ritenga opportuno, per quanto di competenza, valutare se sussistano i presupposti

per l’invio di una commissione di accesso agli atti, per valutare, qualora, ci siano le condizioni,

lo scioglimento del consiglio comunale di Gaeta di cui l’articolo 143, del Testo unico enti locali.

(5-05150)

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