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Commissione d’accesso, ecco i dossier su Torre Annunziata

di Redazione 4 Gennaio 2026

Dagli affidamenti allo stadio: la Prefettura valuta un anno e mezzo di atti mentre la città invoca continuità.

L’insediamento è avvenuto in silenzio. Poche parole, molte carte. A Torre Annunziata la commissione d’accesso è entrata in Comune e ha chiesto subito atti mirati. È il segnale che l’esame non sarà formale.

La città osservata speciale

Torre Annunziata si è svegliata con una parola che rimbalza ovunque: continuità. È la richiesta che sale dai cittadini e, in altra forma, dagli apparati amministrativi. Il giorno dopo l’arrivo dei commissari, il centro appare quieto, quasi trattenuto. I commercianti evitano commenti, gli operatori del sociale aspettano. Sullo sfondo, un contesto criminale che negli ultimi anni ha cambiato pelle: gruppi giovani, azioni improvvise, sparatorie sul corso, omicidi in trasferta, risse davanti ai locali durante gli aperitivi. È questo lo scenario su cui si innesta il lavoro della commissione nominata dal prefetto Michele di Bari.

I dossier chiesti subito

L’ingresso in Comune è stato operativo. Nella stanza del segretario generale, alla presenza del vicesindaco, i commissari hanno domandato documenti specifici, coperti da riserbo. Al vaglio c’è circa un anno e mezzo di attività burocratico-amministrativa. Tra i fascicoli: la nomina del capostaff con legami familiari riconducibili a un vecchio capo clan; alcune scelte simboliche e operative; le procedure sugli sfratti di abitazioni requisite; gli atti legati al completamento dello stadio. Una richiesta “a colpo sicuro” che indica un perimetro già tracciato.

Tra sviluppo negato e passato che pesa

La città vive una contraddizione che corre lungo due strade parallele. Da un lato corso Umberto, vetrina regolata dello shopping. Dall’altro corso Vittorio Emanuele III, con piccoli negozi e disordine diffuso. È la fotografia di uno sviluppo che sembra sempre rimandato e di un passato che continua a incidere sull’economia quotidiana. In questo quadro si collocano eventi già attenzionati dalla Procura oplontina guidata da Nunzio Fragliasso, ora potenzialmente rilevanti anche per l’istruttoria prefettizia.

Stadio e beni confiscati

Un capitolo centrale riguarda lo stadio e, più in generale, la gestione degli appalti e dei beni confiscati. Le ispezioni già avviate su alcuni affidamenti sono uno dei motivi che tengono alta l’attenzione. Le associazioni chiedono chiarezza sulle modalità di assegnazione, sulla concentrazione degli affidamenti e sulle revoche seguite da sfratti. La commissione d’accesso dovrà valutare anche le delibere dirigenziali e gli atti prodotti dalla precedente gestione commissariale, per ricostruire una linea continua di decisioni.

Le voci dal territorio

Le reazioni pubbliche sono misurate ma nette. C’è chi invoca trasparenza rapida per evitare blocchi, chi teme un nuovo commissariamento e chi chiede scelte politiche capaci di andare oltre la gestione tecnica. Dai cittadini arrivano critiche puntuali: opere ritenute inutili, parcheggi sacrificati, priorità mancate. Altri raccontano l’esodo silenzioso di chi ha lasciato la città e torna solo per le feste, trovando pochi cambiamenti. Il messaggio ricorrente è uno: senza continuità amministrativa e decisioni chiare, le potenzialità restano tali.

Continuità sotto verifica

Il lavoro della commissione si muove su un crinale delicato: garantire continuità amministrativa mentre si verificano atti, procedure e contesti. Anche iniziative dal forte valore simbolico, come l’ipotesi di estendere una processione nelle zone periferiche, rientrano nel quadro di scelte che intrecciano territorio e sicurezza. La Prefettura valuta, la città attende. L’esito dell’istruttoria dirà se la continuità invocata potrà tradursi in stabilità o se prevarrà la necessità di un intervento più drastico.

Fonte:https://www.stylo24.it/commissione-accesso-torre-annunziata-stadio-appalti/