Colate di cemento sull’intero territorio laziale

Latina, 25-04-2006

COLATE DI CEMENTO SULL’INTERO LITORALE LAZIALE DA PARTE DI CAMORRA, COSA NOSTRA E ‘NDRANGHETA: I CASI DI FONDI E DI ARDEA.

E’ venerdì 25 aprile del 1986. Siamo ad Ardea ad un convegno dal titolo estremamente interessante: “COSTE LAZIALI ANNO ZERO”.

C’è il fior fiore dei magistrati impegnati nella battaglia per la difesa dell’ambiente: da Albamonte, a Selvaggi, ai pretori di Latina, di Civitavecchia e così via.

Si parla di abusivismo edilizio sulle coste del Lazio e dell’assalto della criminalità organizzata su quasi tutto il litorale. Leggiamo le affermazioni testuali del Pretore di Roma Selvaggi:

“Sono indubbiamente atti criminosi quelli che si operano contro i vincoli paesaggistici o la tutela dell’ambiente, dietro i quali a volte si nascondono anche comportamenti malavitosi, come il riciclaggio di denaro sporco. Sono atti criminosi forse più gravi di furti o rapine perché-è sempre Selvaggi che parla-ciò che caratterizza il degrado e l’inquinamento del territorio è che spesso questi atti possono risultare irreversibili, oltre al fatto che interessano la comunità”.

Tonnellate di cemento riversate dalla criminalità organizzata su 200 chilometri circa delle coste del Lazio, spesso con la complicità di amministratori pubblici ed esponenti politici.

Questa è la tragica realtà di fronte alla quale ci troviamo.

Sono trascorsi 20 anni dalla data del convegno di Ardea e la situazione si è ulteriormente aggravata. Ciò anche grazie alle leggi permissive ed ai condoni edilizi approvati dal Governo di Berlusconi!

Da qualche mese siamo particolarmente impegnati a fronteggiare due situazioni oltremodo preoccupanti: quelle che interessano i Comuni di Ardea in provincia di Roma e di Fondi in provincia di Latina. Per entrambi questi Comuni abbiamo chiesto la nomina di Commissioni prefettizie di accesso. Per il primo ci siamo riusciti già in quanto il Prefetto di Roma non poteva non tener conto della gravità dei fatti che da anni si stanno verificando sul territorio del Comune di Ardea, dove qualche Sindaco è stato già arrestato ed un vigile urbano è stato ucciso dalla criminalità organizzata.

Per il Comune di Fondi, invece, non abbiamo segnali di vita da parte della Prefettura di Latina per la quale, parlando di presenza della criminalità organizzata sul territorio pontino, “TUTTO E’ SOTTO CONTROLLO”!!!

Appena sarà stata ricostituita la Commissione Parlamentare antimafia e si sarà insediato il nuovo Ministro degli Interni vedremo se effettivamente in provincia di Latina é… “tutto sotto controllo” o meno!!!

Secondo noi “sotto controllo” è nulla. A Fondi, infatti, dopo la redazione da parte dello studio Brancaccio di Napoli dello strumento urbanistico, i clan insediatisi da anni sul litorale sono pronti a completare l’opera di devastazione dell’intero territorio.

Ad Ardea la Commissione sta lavorando. Noi ci auguriamo che scavi fino in fondo, tenendo conto anche dell’esito delle indagini svolte dall’Autorità Giudiziaria e, soprattutto, di quanto è attualmente al vaglio non solo della magistratura e delle forze dell’ordine locali (che vanno comunque rafforzate perché ad Ardea ci sono pochi carabinieri, mentre Guardia di Finanza e Polizia di Stato stanno di stanza in altri Comuni), ma soprattutto della DDA, alla quale la “Caponnetto” ha fornito già alcuni spunti per indagini mirate.

Comunque, proprio per la gravità e la specificità di tali due situazioni-quelle, appunto, di FONDI e di ARDEA-nella nostra ultima assemblea abbiamo deciso di rafforzare i nostri “punti di osservazione” sul territorio inserendo negli Organismi direttivi della “Caponnetto” 2 nuovi componenti, uno di Fondi ed un altro di Ardea.

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