Latina Oggi, Mercoledì 25 Febbraio 2026
Sono scesi a patti per la corruzione
Nessuna resistenza Luca De Vincenti e Renio Monti agli arresti domiciliari Obblighi di firma per Domenico Monti e Eleonora Boccacci
di ANTONIO BERTIZZOLO
La tempesta all’ombra del Comune di Cisterna ieri mattina. Il dirigente del settore Urbanistica Luca De Vincenti agli arresti domiciliari. Stessa misura cautelare per Renio Monti, consigliere provinciale nel Pd e consigliere comunale a Cisterna. Obblighi di firma per l’ architetto Domenico Monti e per l’architetto Eleonora Boccacci. Respinta la misura restrittiva per i due imprenditori David D’Ercole e Gabriele Califano. Il gip del Tribunale di Latina Barbara Cortegiano mette un punto fermo nell’inchiesta sulla corruzione condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza. «Gli indagati in servizio presso il Comune di Cisterna hanno abusato della funzione per soddisfare fini di lucro commettendo corruzioni in modo spregiudicato. E’ allarman – te – osserva il gip – la comunione di intenti dei plurimi funzionari pubblici del Comune di Cisterna compresi quelli per i quali il pm non ha chiesto la misura. Ognuno ha offerto un contributo al perseguimento del comune fine illecito senza che nessuno all’interno del’Ente abbia opposto resistenza». C’è un suggerimento per risolvere l’impasse di un progetto arenato. La storia del primo episodio corruttivo inizia nel 2021 quando due dipendenti del Comune consigliano all’imprenditore di Latina David D’Ercole – amministratore della 3Heads – di cambiare architetto al quale si era rivolto e per la presentazione di un progetto edilizio indicano lo studio Monti. «Il lavoro più o meno oscuro di Renio Monti per tenere un positivo esito della pratica è andato avanti in modo incessante ma l’iter era ormai arrivato vicino alla conclusione. Il consiglio e il successivo intervento nella pratica dello studio di Monti ha un effetto: è il 17 ottobre del 2022 e c’è l’approvazione della delibera, l’oggetto, una pratica edilizia. Nel corso delle indagini il pm Valentina Giammaria ha affidato l’in – carico ad consulente per valutare i due progetti. Nessuna sorpresa i sospetti erano fondati: il progetto di Monti era un «rimaneggiamento del progetto precedente, non presentava sostanziali innovazioni». E pensare che il primo architetto che aveva preparato il progetto ascoltato a sommarie informazioni ha spiegato di aver variato per due volte il piano per lo store in corso della Repubblica in base alle indicazioni fornite dai due funzionari del Comune non ottenendo l’approvazione per motivi ignoti. Il giudice ha messo in rilievo il forte ascendente di Renio Monti sulle delibere della Giunta. «Al momento di votare la delibera 3Heads diversi assessori si risentivano per il palese conflitto di interesse e manifestavano contradditorietà al sindaco Mantini che evidentemente riteneva che si potesse soprassedere», si legge nell’ordinanza cautelare. Nell’a l t ro binario investigativo è finito agli arresti domiciliari Luca De Vincenti, il suo ruolo è strategico. «Si è messo a disposizione nei confronti dell’imprenditore Gabriele Califano – ha scritto il gip – per far ottenere l’approvazione di una istanza di ampliamento dell’atti – vità produttiva in cambio di 40mila euro, nonostante ci fossero ostacoli quali strutture abusive che avrebbero dovuto portare al rigetto della pratica». È emerso che De Vincenti avesse l’incarico di predisporre il progetto di ampliamento dell’azienda Califano. «Non potendo comparire per il ruolo ricoperto in Comune a Cisterna si serviva formalmente dell’inter – mediaria Eleonora Boccacci collaboratrice – dipendente dello studio ed elaborava il progetto seguendo le sue direttive». E’ di primo piano una conversazione captata il 18 dicembre del 2021, De Vincenti richiama la Boccacci: «Non mi hai lasciato la tavola qua a studio, mi serve perché devo consegnare, per martedì devono deliberare». Sono importanti i tempi e le date nell’inchiesta. È martedì 21 dicembre 2021 quando viene adottata la delibera di giunta. Questa è una parte dell’inchiesta che sta scuotendo Cisterna.
*
Latina Oggi, Mercoledì 25 Febbraio 2026
Il consigliere Monti sospeso dal Prefetto
Ieri pomeriggio il provvedimento della dottoressa Ciaramella
*
È arrivata nel pomeriggio di ieri la sospensione di Monti Renio dalla carica di consigliere comunale e provinciale, poche ore dopo l’esecuzione degli arresti domiciliari disposti dal gip del Tribunale di Latina nell’a m b i to dell’inchiesta per corruzione sul Comune di Cisterna. Il provvedimento, firmato dal Prefetto di Latina, la dottoressa Vittoria Ciaramella (ai sensi dell’articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 235/2012), di fatto congela le cariche di Monti fino agli sviluppi del procedimento penale, stabilendo una sospensione automatica per gli amministratori sottoposti a misure cautelari. L’arresto, eseguito nella mattinata di ieri dalla Guardia di Finanza, arriva al termine di indagini che hanno scandagliato rapporti e presunti episodi di corruzione all’interno del Comune. Insieme al consigliere, agli arresti domiciliari è finito anche il responsabile dell’ufficio urbanistica Luca De Vincenti. Prima degli arresti, il dirigente si sarebbe autosospeso dal servizio, scelta diversa rispetto alla mancata autosospensione di Monti. L’inchiesta ha già messo sotto pressione l’amminis trazione guidata dal sindaco Valentino Mantini, chiamata a gestire l’emergenza politica e a rassicurare cittadini e operatori locali. Secondo quanto emerge, le indagini avrebbero riguardato presunti favoritismi e rapporti irregolari legati a pratiche urbanistiche e assegnazioni di appalti, circostanze che hanno acceso il dibattito tra maggioranza e opposizione e tra i cittadini. Negli ultimi quindici giorni, in molti – dentro e fuori dal Consiglio comunale – si aspettavano le dimissioni di Monti, considerate da più parti un atto dovuto per fare chiarezza e alleggerire la pressione politica, almeno dalla carica di presidente della Commissione urbanistica. Le dimissioni, però, non sono mai arrivate, alimentando polemiche e interrogativi, anche durante l’ul – tima conferenza dei capigruppo, svolta lo scorso venerdì in vista del Consiglio comunale di questa settimana. Ora la città osserva con attenzione gli sviluppi della vicenda non solo sul piano giudiziario, ma soprattutto su quello politico dove restano da chiarire gli equilibri all’i n te r n o del Consiglio comunale e le possibili conseguenze sulla gestione dell’ente. La sospensione prefettizia segna comunque un punto fermo: Monti almeno per il momento non potrà esercitare le funzioni legate alle sue cariche fino a nuovi provvedimenti. l G .M.
*
Latina Oggi, Mercoledì 25 Febbraio 2026
Ieri chiedeva le dimissioni, oggi sceglie il silenzio
La scomoda posizione del vicesindaco Maria Innamorato
*
Ci sono articoli, anzi dichiarazioni, che usando un gergo di oggi potremmo definirle “invec – chiate male”. Parole che, a distanza di anni, tornano a galla con tutto il loro peso. E con qualche inevitabile imbarazzo. «Esiste una grave responsabilità politica oltre a quella giudiziaria. Il sindaco deve rassegnare immediatamente le dimissioni irrevocabili per il bene della città», sembrano parole attualissime e invece risalgono al 12 dicembre 2017 (il giorno dopo degli arresti dell’operazione Touch down) e a dirle è chi ieri sedeva in opposizione e oggi invece ricopre il ruolo di vicesindaco; parliamo di Maria Innamorato. «Anche se risultasse estraneo ai fatti, come risulterebbe al momento, resta la grave colpa di non aver saputo vigilare che forse rende la sua posizione ancora più pesante perché un sindaco ha la responsabilità di controllare tutti gli atti della sua amministrazione». E seguendo questa linea, il principio era e rimane chiaro: chi guida la città risponde sempre, comunque. Anche se non indagato. Anche se estraneo. Oggi, però, lo scenario sembra essere cambiato. Innamorato (che per dovere di cronaca ricordiamo non è indagata) non è più tra i banchi dell’opposizione. È vicesindaco, al fianco del sindaco Valentino Mantini. È, politicamente, dall’altra parte della barricata. E di fronte a situazioni che avrebbero potuto richiamare quella stessa severità di giudizio, non sono arrivate parole altrettanto dure. Nessuna richiesta di dimissioni irrevocabili. Nessun richiamo pubblico alla “grave responsabilità politica”. Nessuna sottolineatura sulla mancata vigilanza. Fino ad oggi, a parlare è stato il silenzio. Un silenzio che pesa, perché la memoria politica è corta ma non inesistente. E perché le dichiarazioni, una volta consegnate agli atti e ai giornali, restano. La politica vive di equilibri, di ruoli che cambiano, di responsabilità che si rimodulano. Ma vive anche di coerenza. Non è una questione solo giudiziaria. È una questione di metodo e di principio. Nel 2017 il metro era inflessibile: il sindaco risponde sempre, anche solo per non aver vigilato. Oggi quel metro sembra essersi accorciato, o quantomeno rimodulato. La differenza tra stare all’opposizione e governare è tutta qui.