Il Manifesto, Sabato 23 maggio 2026
Castel Volturno, due arresti per smaltimento illecito di rifiuti
Bianca Caramelli
Ambiente Nove indagati, oltre un milione e mezzo di euro sequestrati e l’ombra del clan dei Casalesi
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Nove indagati, 2 arresti e oltre 1 milione e mezzo di euro di beni sequestrati. Sono questi i numeri dell’operazione condotta ieri mattina dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Napoli e Caserta contro un’organizzazione criminale che smaltiva in modo illecito i rifiuti, attiva in Campania. L’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano è iniziata nell’aprile 2023. Il gip del tribunale partenopeo ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone che dovranno rispondere di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere, riciclaggio e gestione illecita dei rifiuti. Altre 9 persone sono invece indagate per il solo reato di traffico con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.
Le attività degli inquirenti hanno fatto emergere un meccanismo collaudato incentrato su un’azienda di Castel Volturno, nel casertano. Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione criminale ha gestito lo smaltimento di oltre 25mila tonnellate di rifiuti non pericolosi. Si tratta principalmente di fanghi di depurazione da industrie agroalimentari della zona tra Nocera e Sarno. Per mascherare il traffico illegale il materiale veniva classificato come semplice «sabbione» proveniente da ristrutturazioni edilizie attraverso l’uso di falsi documenti di trasporto (Ddt).
Gli illeciti si sono verificati in diversi terreni agricoli tra Capua, Mondragone e Castel Volturno. Ma la situazione più critica ha riguardato due laghetti naturali di quest’ultimo comune, adiacenti all’azienda di smaltimento. Sono infatti stati utilizzati come vere e proprie discariche abusive dove occultare i fanghi, le cui esalazioni venivano però avvertite dalla popolazione residente. Un altro tassello fondamentale dell’indagine è stato un cantiere di oltre 83mila metri quadrati a Boscofangone (Nola), destinato alla costruzione di un grande opificio, utilizzato come deposito sotterraneo, dove i rifiuti venivano miscelati con del terreno e tombati. L’attività illegale avrebbe devastato i territori rendendo l’aria irrespirabile.
Le indagini hanno avuto un decisivo impulso grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Era stato socio occulto dell’azienda coinvolta e ha rivelato come l’attività di quest’ultima sarebbe riconducibile al clan dei Casalesi, fazione Bidognetti, che nel corso del tempo ha favorito diversi lavori di smaltimento, come quelli dei rifiuti prodotti dall’ampliamento della clinica Pineta Grande di Castel Volturno, nonché dai lavori di pulizia e sistemazione dei lidi balneare domiziani.
L’operazione di ieri mattina ha portato al sequestro preventivo di circa 1,6 milioni di euro, corrispondenti al valore che gli indagati avrebbero accumulato eludendo i costi dei canali ufficiali di smaltimento. Il provvedimento ha colpito l’intero complesso aziendale, diversi automezzi, terreni e porzioni di fabbricati riconducibili agli indagati. Nel corso dell’indagine, inoltre, erano già stati sequestrati 6 terreni agricoli.
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22/05/2026, 23:29 articolo aggiornato
fonte:https://ilmanifesto.it/castel-volturno-due-arresti-per-smaltimento-illecito-di-rifiuti