AMDuemila 11 Novembre 2025
Bar trasformati in centrali operative e pressioni sugli imprenditori: così il clan gonfiava le proprie casse
Un nuovo capitolo nella lunga storia criminale che riguarda i D’Alessandro, clan di Camorra di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Undici persone sono finite in manette al termine di un’indagine che ha riportato alla luce l’operatività, silenziosa ma costante, di uno dei gruppi camorristici più radicati nella città stabiese. Al centro dell’inchiesta spiccano i nomi di Pasquale e Vincenzo D’Alessandro e quello di Paolo Carolei, figure apicali del clan, che avevano trasformato i bar e i ristoranti in luoghi sicuri dove discutere di affari e impartire ordini. Lontani dai telefoni e dalle intercettazioni, preferivano, infatti, salette appartate, circondati da gestori compiacenti, dove si parlava all’orecchio, proprio come si faceva un tempo. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, le riunioni quotidiane del gruppo non erano semplici incontri informali, ma veri e propri summit strategici nei quali si ridisegnavano gerarchie, si chiudevano accordi, si ripartivano compiti.
L’inchiesta, frutto del lavoro congiunto della Sisco e della Squadra Mobile di Napoli insieme al commissariato stabiese, ha ricostruito passo dopo passo le modalità con cui l’organizzazione criminale riusciva a esercitare potere e controllo sul territorio. E questo nonostante gli arresti che negli anni precedenti hanno colpito il clan. A guidare i D’Alessandro, dopo la scarcerazione avvenuta nel 2023, sarebbe stato Pasquale D’Alessandro, cinquantaquattrenne, indicato come il reggente. Accanto a lui, Giuseppe Oscurato avrebbe avuto il compito di raccogliere e registrare le estorsioni, una sorta di cassiere incaricato di alimentare la cassa comune da cui dipendevano anche le famiglie dei detenuti.
Il cuore dell’indagine ruota attorno alle estorsioni imposte soprattutto agli imprenditori del settore edilizio, costretti – secondo gli inquirenti – a versare denaro che entrava nel circuito economico del clan di Camorra. Gli episodi documentati dalla polizia e dalla DDA mostrano una pressione costante, fatta di richieste puntuali e di un controllo sistematico degli appalti e dei cantieri. In questo mosaico emerge anche il ruolo di alcune ditte di pulizie legate, secondo gli investigatori, al gruppo criminale: imprese attive nell’ospedale San Leonardo e persino nella società calcistica della Juve Stabia, già sfiorata da altre inchieste.
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fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/230-camorra/106916-camorra-maxi-operazione-contro-il-clan-d-alessandro-undici-arresti-a-castellammare.html