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Bandi e licenze sospette: i mercati finiscono sotto inchiesta

Bandi e licenze sospette: i mercati finiscono sotto inchiesta

Giovedì 5 Maggio 2016

I mercati di Roma finiscono sotto inchiesta. Dopo i blitz di ieri, i vigili urbani hanno inviato in Procura un dossier sull’VIII dipartimento del Campidoglio. Nel mirino degli inquirenti, bandi e assegnazioni sospette uscite dagli uffici delle attività produttive di via dei Cerchi. Dall’occupazione di suolo pubblico, all’assegnazione dei banchi, fino alle reali gestioni dei box. La polizia locale vuole andare a fondo e, dopo una serie di verifiche in alcune strutture, ha deciso di spedire un fascicolo in Procura. L’indagine, partita ieri mattina da Ostia, riguarda l’intera rete dei mercati della capitale. Da quello della Magliana all’Esquilino, quest’ultimo finito nel filone dell’inchiesta di Mafia Capitale. È in questo impianto a pochi passi dalla stazione Termini che il gip Flavia Costantini ha individuato una commistione di interessi che legano politica e malaffare. Una bufera che ora travolge in pieno il dipartimento delle attività produttive di Roma Capitale colpevole, secondo gli atti, di una gestione poco trasparente degli appalti. Tra banchi di frutta e pesce fresco, si facevano gli interessi della ‘ndrangheta su Roma. I tentacoli del sodalizio di Carminati & Co partivano proprio dal litorale e si sviluppavano tramite la società “Santo Stefano” di Pomezia che aveva ottenuto in subappalto dalla “29 Giugno”, quella di Salvatore Buzzi, la gestione dei lavori di pulizia presso il mercato dell’Esquilino. È qui, dove ci sono più gli operatori stranieri che italiani, che si innescano passaggi sospetti tra proprietari e gestori molto spesso solo per favorire il rilascio di un permesso di soggiorno. Stesso copione che si ripete nella struttura di via Menofilo a Quarto Miglio, alle “Piscine” di Torre Spaccata e a Tor Pignattara, dove i locali sono stati appena ristrutturati ma le attività chiuse sono il doppio di quelle aperte. L’ultimo bando risale al 2008 ma qualche anno fa ci pensò anche la Guardia di Finanza ad analizzare le assegnazioni false e sospette. Un traffico che non trova ostacoli, specie da quando il Comune di Roma ha soppresso i funzionari che avevano il compito di accertare le irregolarità amministrative. La competenza è passata ai municipi in un sistema, come denunciato dalla polizia municipale, di complicità e favori dove i banchi di amici e consiglieri non si toccano.
Gli affari fruttano anche sulle pratiche di suolo pubblico. A Ostia, dove ieri la municipale ha portato a termine la sua ultima operazione, fino a prima del commissariamento per mafia, c’erano funzionari dell’amministrazione pubblica “pizzicati” a farsi regalare cassette di frutta e verdura in cambio di un permesso per i banchi fissi su strada. Lo stesso ex presidente dem Andrea Tassone, agli arresti per Mafia Capitale, ha più volte mostrato interesse per far partire un project-financing per il mercato di San Giorgio ad Acilia. Un’iniziativa che a molti è apparsa sin da subito come un’operazione per far soldi più che per offrire un servizio al quartiere.

fonte:http://www.online-news.it/