L’ex sindaco Terra, l’ex assessore Caporaso, il dirigente Terribili e l’imprenditore Tesei in aula a Roma il 6 maggio Giuseppe Bianchi
03.04.2026 – 06:00
Erano rimasti in un limbo. Una ventina di indagati nell’ambito della maxi inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma su un sodalizio criminale che, con metodi mafiosi gestiva – secondo le ipotesi accusatorie – spaccio, estorsioni, ma dialogava anche con la Politica, risultavano indagati, avevano ricevuto la comunicazione della chiusura dell’inchiesta a loro carico, qualcuno aveva anche una qualche misura cautelare minore (non detenzione o domiciliari) ma di fatto nulla di più.
Ecco, adesso questa serie di soggetti indagati, dovrà comparire il 6 maggio prossimo davanti al giudice per l’udienza preliminare di Roma a cui la Procura presso la Dda ha chiesto il rinvio a giudizio. A loro volta le difese dei soggetti indagati, potranno decidere, in caso di accoglimento della richiesta, di procedere in dibattimento o con un rito alternativo (patteggiare o abbreviato).
Tra questi indagati vi sono il “boss” Patrizio Forniti catturato in Marocco e in attesa di estradizione, la moglie che era con lui, ma soprattutto l’ex sindaco di Aprilia Antonio Terra, l’ex assessore e consigliere comunale Luana Caporaso, l’allora dirigente “ad interim” del V Settore, l’architetto Paolo Terribili. Con loro anche l’imprenditore Urbano Tesei, proprietario dell’omonima ditta che ottenne l’appalto per il trasporto pubblico, appalto al centro dell’inchiesta.
A loro carico infatti gli inquirenti contestano di essersi adoperati proprio per l’affidamento del Tpl all’imprenditore. Le indagini infatti, che si erano incentrate sull’allora vice sindaco di Terra, Lanfranco Principi, portarono ad ascoltare alcune conversazioni in cui sarebbero emersi le posizioni del sindaco, dell’assessore e del dirigente.
Principi, che deve rispondere di concorso esterno in associazione, di voto di scambio, è attualmente a processo. Era infatti finito agli arresti domiciliari, ma non per la turbativa d’asta in concorso con gli altri esponenti politici. Quello del Tpl fu uno degli appalti più importanti degli ultimi anni per la città di Aprilia. La ditta è finita anch sotto controllo giudiziario.
Antonio Terra e l’assessore Luana Caporaso figurano tra gli indagati non raggiunti da alcuna misura cautelare. All’epoca dei fatti oggetto di indagine avevano un ruolo primario in Comune, ma al momento dell’operazione che ha sconquassato Aprilia, erano “semplici consiglieri di minoranza” senza più incarichi. Il Gip aveva respinto qualsiasi misura, soprattutto quella richiesta dalla Dda, dei domiciliari.
La fissazione dell’udienza davanti al Gup, non sorprende gli indagati. L’ex sindaco Terra stesso ha infatti affermato che aspettava di conoscerne la data e di essere sorpreso del lasso di tempo passato. Si è lasciato anche andare ad un commento in merito alla sede dell’eventuale processo, in caso di rinvio a giudizio infatti, ritiene che tutto si trasferirà a Latina per competenza territoriale. Nessun altro commento.
Le indagini
Per gli inquirenti, Tesei, vicino al sodalizio, e soprattutto a pezzi dell’amministrazione, sarebbe riuscito a “turbare” la gara indetta il 25 luglio 2019. Per farlo però, avrebbe avuto il concorso di Antonio Terra, all’epoca sindaco, che avrebbe interessato, o meglio incaricato il suo vice, Lanfranco Principi e l’allora assessore Luana Caporaso «di dare indicazioni al R.U.P. Paolo Terribili e a membri della commissione giudicatrice identificati in Umberto Martone di procedere all’aggiudicazione della gara comunque alla ditta Nuova Tesei. Nonostante la ditta Schiaffini Travel s.p.a. avesse ottenuto un punteggio superiore di circa un punto percentuale, la gara medesima veniva aggiudicata alla Nuova Tesei s.r.l. con un punteggio pari a 98,75 e la Schiaffini Travel s.p.a. dichiarata seconda classificata con un punteggio pari a 96,25».
fonte:https://www.latinaoggi.eu/news/home/316833/mafia-terzo-filone-di-assedio.html