ANCHE IN VAL D’ AOSTA LE MANI DELLA CAMORRA’

‘ANCHE IN VAL D’ AOSTA LE MANI DELLA CAMORRA’

ROMA Un magistrato cerca di scoprire se la camorra ha messo radici anche nella tranquilla Val d’ Aosta. Mario Vaudano, procuratore della Repubblica presso la Pretura nel capoluogo della Vallée, già noto per aver fatto scoppiare lo scandalo dei petroli, sta indagando su una impresa di Casoria, in provincia di Napoli, che ha ottenuto in subappalto lavori nell’ ambito della costruzione dell’ autostrada che collegherà Aosta al traforo del Monte Bianco. L’ iniziativa di Vaudano è scaturita dalla girandola di voci che ha circondato questi lavori, culminata in un’ interrogazione del senatore comunista Ferdinando Imposimato. La Silar questo è il nome della ditta in odor di camorra ha ottenuto quei lavori attraverso minacce e ricatti? Questo chiede di sapere Imposimato. Ieri il senatore comunista ha ripetuto le sue accuse durante un’ assemblea di partito a Milano. Un intervento breve ma denso di contenuti. Si parlava di legalità assente e di riforma della politica. Imposimato è partito dalla terza corsia dell’ autostrada Roma-Napoli: non è una novità che molte imprese legate alla criminalità organizzata si sono arricchite con subappalti ottenuti magari da blasonate imprese di costruzione. Ma la situazione è ben più grave di quello che si pensa, ha subito aggiunto il parlamentare: le imprese della camorra si sono trasferite in Valle d’ Aosta e sono impegnate nella costruzione dell’ autostrada. Stiamo parlando di una zona considerata tradizionalmente immune ed estranea a fenomeno di infiltrazione camorristica. E invece proprio queste aree sono le più permeabili. Imposimato non s’ è fermato qui. Conosco un dirigente dell’ Ansaldo che mi ha confessato tranquillamente di pagare tangenti alla camorra. Ma non c’ è da stupirsi, ormai questa è una realtà diffusa. Al punto che anche le cooperative rosse pagano le tangenti. Mi hanno detto di non parlarne, ma io lo faccio lo stesso, perché questo significa che nemmeno una struttura così potente riesce a sfuggire a questa drammatica realtà. Queste cose le ho già denunciate pubblicamente e nessuno mi ha mai smentito. Ma da che cosa parte la denuncia di Imposimato? Sconfitte le eccezioni degli ambientalisti, l’ autostrada Aosta-Traforo è in costruzione: attraverserà per 34 chilometri la regione e costerà 1200 miliardi. Dovrebbe essere pronta a fine 1992. I suoi sostenitori la chiamano autostrada ecologica perché sarà intubata per ben 24 chilometri in gallerie artificiali ricoperte di vegetazione e di campi di mele. Gestisce l’ opera la Rav, formata da capitale Iri-Italstat al 51 per cento e Regione per il restante 49. La Silar ottiene lavori di trasporto di materiali terrosi nei lotti 9 e 10 dell’ autostrada e ha ottenuto il subappalto da due grosse imprese, la Torno Fioroni e la Della Morte di Napoli. Tre miliardi il compenso. Senonché, come recita l’ ordine di cattura del sostituto procuratore di Avellino Amato Barile, la Silar agisce in nome e per conto della camorra, anzi è diretta emanazione della Camorra Spa. In poche parole, la Silar sarebbe legata a doppio filo al potente clan dei Nuvoletta. Così il 23 maggio 1990 il magistrato fa arrestare Alfonso Caccavale, 36 anni, amministratore della società. Caccavale è coinvolto in una storia di minacce e ricatti: l’ impresa Bonatti di Parma si è appena aggiudicata per 26 miliardi i lavori della tangenziale est di Avellino. Impresa solida e seria, la Bonatti ha tra i suoi azionisti Calisto Tanzi, proprietario della Parmalat e amico di Ciriaco De Mita. L’ amministratore ritiene che gli sia dovuta una fetta di subappalto e non esita a minacciare i dirigenti della Bonatti. Risultato: lo arrestano per associazione camorristica e tentata estorsione. Risulta agli investigatori che anche in altri appalti, come quelli riguardanti la ricostruzione del post terremoto in Irpinia, l’ amministratore della Silar abbia ottenuto lavori con gli stessi metodi. Lentamente cominciano ora a muoversi le istituzioni valdostane. Il presidente della Regione ha chiesto la sospensione cautelativa dei lavori affidati alla Silar. Il capogruppo missino ha fatto votare all’ unanimità una mozione che prevede l’ audizione di Imposimato in Consiglio regionale. I sindacati accusano il prefetto di non essere intervenuto tempestivamente, nonostante la legge glielo consenta. Da Roma invece l’ Italstat declina responsabilità e scarica tutto sulle aziende appaltatrici.

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