Amministratore comunale e al contempo tecnico privato. Tutto lecito ad Itri nelle vicende urbanistiche?

E’ NECESSARIA UN’INDAGINE APPROFONDITA PER ACCERTARE IL LIVELLO DI EVENTUALE INFILTRAZIONE MAFIOSA NEL TESSUTO ECONOMICO E SOCIALE DI ITRI TENUTO CONTO DELL’ABNORME SVILUPPO URBANISTICO DEL SUO TERRITORIO

I segnali più inquietanti di una deriva pericolosa che avrebbero dovuto allertare le persone più accorte e pensose del bene collettivo sono, a nostro avviso, l’aggressione alcuni anni fa ad un assessore e le minacce recenti ad un consigliere comunale, reo, quest’ultimo, di contrastare con determinazione il progetto di una megalottizzazione edilizia.

Sul primo fatto sembra che ci siano state delle interrogazioni parlamentari a firma dei Senn. Russo Spena e Sodano, rimaste, però, senza riscontro alcuno.

Forse, se a tempo debito si fosse proceduto ad una lettura attenta di questi fatti e ci si fosse intrattenuti sulla contemporaneità di essi con talune vicende urbanistiche particolari, si sarebbero comprese cause e finalità dei fatti medesimi.

Ed eventuali intrecci.

Ma, come al solito, al malaffare di taluni non si oppone quasi mai la determinazione di uno Stato che dice di volerlo contrastare ma che, in effetti, per mille ragioni, si limita alle parole ed appare quanto meno latitante.

Ad Itri noi riteniamo che la situazione sia più seria di quanto pensavamo.

E’ necessario, intanto, che si chiarisca una buona volta per sempre se sia lecito – o quanto meno moralmente e politicamente accettabile – la duplicità di ruoli nella stessa persona.

E’ lecito o, comunque, è giusto che un amministratore comunale, un membro della Commissione Edilizia, esercitino, mentre rivestono tali incarichi, anche l’attività di tecnici privati, redigendo progetti e probabilmente curandone l’iter fino alla loro approvazione?

E’ quanto si è verificato, in verità, anche a Fondi e Sabaudia, dove, peraltro, ci si è accorti che i soggetti individuati hanno prestato la loro opera al servizio di elementi inquisiti dall’Autorità Giudiziaria.

Non è il caso di verificare se non si sia verificata la stessa cosa ad Itri, tenuto conto della indescrivibile mole di concessioni edilizie che sono state rilasciate negli anni a persone e società provenienti per lo più dalla Campania?

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