Da Iacchite -20 Gennaio 2026
Siamo ormai giunti alla pubblicazione delle ultime pagine della relazione della prefettura di Cosenza sulla cui base il ministro dell’Interno ha sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Altomonte. Oggi pubblichiamo il parere del Procuratore della Repubblica di Castrovillari, del Procuratore Distrettuale Aggiunto antimafia della Dda di Catanzaro e delle forze di polizia che hanno indagato su Altomonte. I pareri sono stati tutti favorevoli allao scioglimento del Comune. Di seguito, il dettaglio.
La Commissione d’accesso ha quindi illustrato le principali risultanze dell’indagine svolta in occasione della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica del 1° settembre 2025, con la partecipazione del Procuratore della Repubblica di Castrovillari e del Procuratore della Repubblica Aggiunto della Distrettuale Antimafia di Catanzaro, competenti per territorio, oltre che dei Vertici delle Forze di polizia e del Sindaco del Comune Capoluogo, mentre la Presidente della Provincia è stata assente giustificata.
Il Procuratore della Repubblica di Castrovillari è partito dalla considerazione che il contributo che l’Autorità giudiziaria è chiamata ad offrire nello specifico procedimento non può che consistere in un esame della realtà descritta dalla Commissione dandone una lettura giuridica in chiave preventiva e, dunque, non ricercando la pienezza probatoria, ma dando rilevanza ai fatti emersi e alla visione d’insieme degli stessi. Sulla base di queste premesse, il magistrato ha constatato una molteplicità di fatti rivelatori di collegamenti tra l’Amministrazione e la criminalità organizzata, con ricadute concrete sull’attività amministrativa dell’Ente e, quindi, sulla realtà locale. Tra le vicende di grande solidità fattuale il Capo della Procura castrovillarese ha richiamato: il reiterato, mancato rispetto dei principi di evidenza pubblica nell’attività gestionale, specie attraverso gli affidamenti diretti, privi di motivazione tecnico-giuridica, in violazione dei principi di trasparenza, rotazione e
parità di trattamento; il festeggiamento della vittoria elettorale dell’odierna maggioranza presso il lido riconducibile alla famiglia dell ‘imprenditore vicino alla criminalità organizzata nonché espressione politica della minoranza consiliare; l’assunzione caldeggiata e sostenuta dall’assessore comunale di due soggetti (rispettivamente, direttamente e indirettamente) legati alla criminalità organizzata altomontese da parte della ditta aggiudicataria dei servizio di traspotlo e raccolta dei rifiuti; le gravissime omissioni negli accertamenti antimafia, culminate con affidamenti ad impresa del luogo interdetta e riconducibile all ‘imprenditore di riferimento della cosca “Forastefano”, ritratto in foto con Sindaco e Vicesindaco.
Il Procuratore della Repubblica di Castrovillari ha quindi concluso il suo intervento esprimendo il parere di una evidente sussistenza di tutti i presupposti previsti normativamertte per proporre lo scioglimento del Consiglio comunale di
Altomonte.
Il Procuratore Distrettuale Aggiunto ha espresso la sua assoluta condivisione delle argomentazioni del Procuratore di Castrovillari: pur nella consapevolezza che l’intervento statuale impatta su Organi di rappresentanza democraticamente eletti, non v’è dubbio che, alla luce degli elementi fattuali emersi, gli stessi Organi si siano rivelati permeabili alle ingerenze della criminalità organizzata locale. E non sono di minore valenza sintomatica —ha rimarcato il magistrato- i numerosi episodi di mala gestio che la Commissione ha avuto modo di registrare, dal momento che le situazioni di diffuso disordine amministrativo finiscono con l’essere funzionali alla penetrazione inquinante della criminalità organizzata, e non porvi rimedio equivale a perpetuarla. Il Procuratore Aggiunto, a tal prcposito, ha sottolineato il ruolo esondante assunto dal responsabile del settore amministrativo, che non ha incontrato freni o iniziative di contenimento né da parte del vertice politico né da parte di quello amministrativo. Gli elementi di fatto emersi-tra i quali spicca la rabberciata prassi o addirittura la disapplicazione del preventivo accertamento antimafia- presentano la connotazione di una realtà storica incontrovertibile, connotata da una postura assecondante dell’intera Amministrazione comunale rispetto agli interessi di soggetti legati alla criminalità
organizzata, a discapito di quelli pubblici che si sarebbe dovuto perseguire istituzionalmente. Conseguentemente, anche il Procuratore Distrettuale Antimafia Aggiunto ha espresso un parere favorevole all ‘intervento statuale dissolutorio del civico Consesso,
ln tal senso anche l’orientamento espresso dai Vertici delle Forze di polizia, che hanno rimarcato l’assoluta idoneità degli elementi fattuali emersi a valutare come esistente per il Comune di Altomonte un’alterazione del procedimento di formazione della volontà della Rappresentanza politica e della struttura amministrativa, compromettendone imparzialità e buon andamento, e con indubbi, negativi riflessi sulla regolare erogazione dei pubblici servizi.
Il Sindaco del Capoluogo, pur riconoscendo la validità delle argomentazioni portate avanti dai Procuratori e la rilevanza indiziaria dei fatti esposti dalla Commissione, ha però ribadito, come già fatto in altre circostanze, la propria visione contraria alla normativa vigente sugli scioglimenti dei consigli comunali conseguente a fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso. Ritiene infatti, de iure condito, eccessivamente compresso l’istituto del contraddittorio, difficilmente surrogabile con le semplici audizioni. Ha quindi espresso il proprio parere contrario per motivi che ha definito “politici” più che tecnico-giuridici.
Fonte:https://www.iacchite.blog/altomonte-comune-sciolto-per-mafia-il-procuratore-di-castrovillari-e-la-dda-di-catanzaro-i-politici-hanno-favorito-lingerenza-dei-mafiosi/