Agguato di camorra a Napoli: due morti al rione Don Guanella, uno era il fratello di un pentito

Agguato di camorra a Napoli: due morti al rione Don Guanella, uno era il fratello di un pentito

Lunedì 31 Gennaio 2022 di Giuseppe Crimaldi e Luigi Sabino

La camorra torna a sparare a Napoli. Un agguato si è consumato nel pomeriggio all’interno del parco dei Colombi al Rione Don Guanella, a Scampia. Due persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco: si tratta di Pasquale Torre, 47 anni, e Giuseppe Di Napoli, 34 anni. Sul posto la polizia di Stato e i sanitari del 118. 

Epurazione interna alla malavita di Miano. Sarebbe questa, almeno per il momento, la pista ritenuta più attendibile dagli investigatori impegnati nelle indagini sul duplice omicidio. Le vittime, rispettivamente di 47 e 34 anni, infatti, sono considerati vicini alla galassia criminale formatasi dopo la dissoluzione della cosca Lo Russo, i cosiddetti “Capitoni”

Di Napoli, ad esempio, è figlio di un esponente storico del sodalizio di via Janfolla e, soprattutto, parente di Aniello e Vincenzo Di Napoli, padre e figlio, questi ultimi ammazzati a distanza di sei mesi l’uno dall’altro proprio dagli affiliati dei Lo Russo. Meno nota, invece, la seconda vittima sebbene, anche questa, vantasse una parentela degna di nota. Suo fratello Mariano Torre è stato, prima di diventare collaboratore di giustizia, uno dei killer di fiducia del boss Carlo Lo Russo. Le sue dichiarazioni, non a caso, hanno permesso alle forze dell’ordine di trovare i riscontri necessari per assestare l’ultimo, fatale colpo al sodalizio che per anni ha controllato Miano. Esclusa, tuttavia, l’ipotesi che la sua morte possa essere una ritorsione per la scelta del fratello di passare con lo Stato. Le indagini, affidate agli uomini della Squadra Mobile e ai loro colleghi del commissariato Scampia puntano, piuttosto, sul regolamento di conti interno. 

Un duplice omicidio, spiegano, finalizzato ad affermare la forza della nuova consorteria criminale che, da qualche tempo, avrebbe preso il controllo di buona parte dell’ex regno dei Lo Russo. Un sodalizio alla cui guida ci sarebbero vecchi colonnelli della cosca che, dopo il pentimento dei padrini e l’allontanamento forzato dei loro familiari, si sarebbero imposti, armi in pugno, prendendo il sopravvento di quello su quello che resta del gruppo Cifrone e dei loro antagonisti di “abbasc Miano”.

Una volta sbarazzatisi dei rivali, il nuovo clan, avrebbe puntato a rafforzare la sua posizione, anche agli occhi dei sodalizi dei quartieri vicini, sbarazzandosi dei dissidenti. In quest’ottica, quindi, andrebbero visti i precedenti omicidi avvenuti nella zona. Ad esempio, ad aprile dello scorso anno, fu ammazzato Salvatore Milano, anche lui, per lungo tempo, considerato esponente di spicco dei Lo Russo. Scarcerato, Milano, secondo le notizie apprese dagli investigatori, aveva cominciato a reclamare maggiore spazio e, soprattutto, un ruolo di primo piano sulla nuova scena criminale. Pretese che, però, avrebbero innescato la violenta reazione dei nuovi boss che, dopo averlo attirato in trappola, se ne sono sbarazzati.

Stesso destino toccato, qualche mese più tardi a Giuseppe Tipaldi, anche lui un tempo fedelissimo dei Lo Russo. Anche lui, dopo aver scontato un periodo detentivo, sarebbe stato ammazzato perché, una volta fuori, si era messo contro i vertici della nuova organizzazione. Oggi pomeriggio, quindi, è toccato a Torre e Di Napoli. La loro morte, anche se sul punto sono ancora in corso indagini, sarebbe, verosimilmente, legata alla gestione dello spaccio di droga, attività, da sempre fonte di guadagno per la camorra mianese e di cui, adesso, i nuovi padrini vorrebbero riprendere il totale controllo.

Fonte:https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/omicidio_a_napoli_oggi_due_morti_ultime_notizie_rione_don_guanella_miano-6473911.html

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