Acqua, la procura vuole il processo

Prima svolta nella intricata vicenda della gestione del servizio idrico in provincia di Frosinone.

La procura ha, infatti, chiesto il processo per le cinque persone rimaste coinvolte nell’inchiesta giudiziaria portata avanti, per quasi due anni, dalla Guardia di Finanza su delega del sostituto procuratore Tonino Di Bona. Francesco Scalia, all’epoca dei fatti contestati (la procura ha preso in esame le annate tra il 2007 e il 2009) presidente dell’Amministrazione Provinciale e presidente dell’autorità d’ambito Ato5; due ex dirigenti di Acea Ato5; un tecnico della società e un tecnico della Sto, il prossimo 22 settembre dovranno comparire davanti al gup del Tribunale di Frosinone, Mario Parisi, per rispondere degli addebiti contestati. Abuso d’ufficio in concorso, truffa in concorso, frode nelle pubbliche forniture in concorso e poi soppressione, distruzione e occultamento di atti e falso materiale sono i reati che la procura contesta, a vario titolo a seconda dei ruoli ricoperti e delle qualifiche professionali assunte, ai cinque imputati. Fin qui le accuse del pm, ma ora sarà il gup a decidere se, in base alle contestazioni formulate, la vicenda sarà meritevole di un processo o se il tutto sarà da archiviare. L’inchiesta prese le mosse da una dettagliata denuncia presentata il 4 settembre 2008 da Antonio Salvati, sindaco Pdl di San Giovanni Incarico, nonché sulla scorta di denunce ed esposti dei comitati di cittadini come il Cocida, capeggiato da Mario Antonellis. Poi sono seguiti gli accertamenti della tenenza di Sora della Guardia di Finanza e del nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle. Gli imputati saranno difesi dagli avvocati Mario Di Sora, Gianrico Ranaldi, Carlo Taormina, Giulia Bongiorno e Ciro Pellegrino.

(Tratto da Il Tempo – Frosinone)

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