L’INTERVENTO DEL SEGRETARIO DELLA “CAPONNETTO” AL CONVEGNO DI SAN FELICE CIRCEO DEL 2 DICEMBRE 2006

 

   L ’alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione ha reso noto nei giorni scorsi uno studio sui “Pericoli di condizionamento della Pubblica Amministrazione da parte della criminalità organizzata”.

A pagina 5 di tale Studio leggiamo testualmente:

“La malavita organizzata ha aggiornato le tecniche criminali conquistando,attraverso una pressante e specialistica penetrazione nei meccanismi di produzione e amministrazione della ricchezza,importanti fasce di attività economiche e spazi di mercato più vasti,stabilendo accordi di “cartello” e  basi logistiche a livello internazionale,attuando condizionamenti di rami della Pubblica Amministrazione e forme di collusione con esponenti politici,amministratori locali,pubblici ufficiali ed incaricati di pubblici servizi”.

Giorgio Bocca,in un  libro da lui dato alla luce nemmeno un anno fa e dal titolo eloquente “NAPOLI SIAMO NOI “ (Editore  Feltrinelli),parlando dei comuni della Campania sciolti per collusione con la camorra,scrive:”

Le Prefetture che hanno compiuto le indagini ripercorrono tutte le tappe obbligate della corruzione:gare d’appalto falsificate,falsi sulle ditte e sui loro trascorsi,concessioni edilizie di favore,immobili e capannoni concessi alla camorra,occupazioni abusive.Nel dominio incontrastato della camorra che non spara,ma gestisce l’economia.E viene fuori un aspetto dell’informazione che il cronista forestiero non può non notare:l’abbondanza della cronaca nera,dei conflitti a fuoco,delle violenze di piazza contrapposte al silenzio sugli affari e sulle combinazioni truffaldine.Un racconto della vita cittadina tutto basato sull’emergenza criminale che nasconde la pratica delittuosa della normalità”.

Un quadro,questo,che non è   molto diverso da quello nostro,di una provincia in cui ci sono stati tanti delitti,da quello dell’avvocato Di Maio ad Aprilia,a quello dell’avvocato Mosa a Sabaudia,da quello del Parroco di Borgo Montello Don Bruschin a quello di Di Silvio a Latina   ecc.,tutti rimasti senza che  si siano scoperti mandanti ed esecutori.

Né si può dire che le nostre amministrazioni comunali siano immuni da tali pericoli.C’è stata l’inchiesta fatta dalla Procura di Palermo e dalla Mobile di quella città a proposito delle infiltrazioni nel porto di Gaeta..Nelle intercettazioni telefoniche fatte dalla Squadra Mobile è emerso un interessamento di Cosa Nostra al Porto di Gaeta,dove è stata individuata una ditta che faceva capo al figlio di Totò Riina impegnata nei lavori di quel porto.Nelle intercettazioni telefoniche  sono stati ascoltati alcuni riferimenti anche al Porto di Terracina ecc. e sono emersi  i nomi di alcuni personaggi politici noti nella nostra Regione.

Inoltre,l a decisione assunta per l’amministrazione comunale di Nettuno,che è stata sciolta dal Consiglio dei Ministri per i condizionamenti subiti dalla  ‘ndrangheta e la situazione  rilevata ad Ardea,dove si sono fatte gare d’appalto senza acquisire,come prescrive la legge,i certificati antimafia,evidenziano come il  fenomeno dell’infiltrazione delle mafie

nella politica e nelle istituzioni del Lazio sia abbastanza presente sul nostro territorio.

Ma non finisce qua perché noi della “Caponnetto” abbiamo rilevato situazioni abbastanza inquietanti anche in  taluni comuni della nostra provincia.Il caso riportato dalla stampa proprio ieri e  che riguarda il coinvolgimento di  un noto avvocato , che ha ricoperto importanti incarichi politici nell’Amministrazione comunale di Formia, in una vicenda che vede come protagonista un pluripregiudicato campano,residente a Fondi e proprietario di alcuni esercizi commerciali,pregiudicato ritenuto dagli inquirenti  vicino al clan Contini,la dice lunga sul  grado di  impermeabilità di talune nostre istituzioni e della politica nostrana.

Ma quello di Formia non è l’unico caso perché potremmo parlare di Gaeta,di SS.Cosma e Damiano,di Minturno,di Fondi,di Latina e di tanti altri comuni, dove  sono state rilasciate concessioni edilizie ed autorizzazioni di ogni tipo a persone,per lo più provenienti da Campania,Sicilia e Calabria,vicine, o sospettate di essere vicine,alla criminalità organizzata.

Noi abbiamo individuato “presenze” abbastanza inquietanti  fra i soci di qualche banca della zona,insediamenti di persone di Locri e Rosarno in un’attività economica in territorio di Latina,a Fondi e così via.Abbiamo scoperto e segnalato alcuni fatti abbastanza gravi che hanno riguardato qualche  consigliere  comunale di Gaeta (spedizione di pallottole a due consiglieri comunali,pagamento di spese elettorali  da parte  di  calabresi in favore di un altro consigliere comunale).Non dimentichiamo,poi,tutto il discorso sulle intercettazioni telefoniche fatte durante l’operazione Bardellino a Formia,intercettazioni in cui sarebbe emerso un fenomeno  di “voto di scambio.

Ci sono alcuni fatti   che hanno interessato anche la Regione Lazio.

A parte il problema dei finanziamenti ad una struttura  sociosanitaria di Nettuno vicina ad un pregiudicato calabrese,ci sono stati i fatti più recenti che hanno riguardato un progetto di lottizzazione a Bosco Faito di Ceccano e quello  di una struttura sociosanitaria a Sabaudia,progetti approvati dalle locali amministrazioni comunali e,poi,bloccati  a seguito dell’intervento del Presidente Marrazzo.

Potremmo continuare all’infinito

Per quanto riguarda specificatamente SAN FELICE CIRCEO,ci sono da rilevare:

1)la pubblicazione di un dettagliato “Libro Bianco” da parte di Rifondazione Comunista,libro  bianco in cui si parla dettagliatamente della Soc.Penta;

2)la denuncia  gravissima fatta alla Procura della Repubblica di Latina,denuncia  redatta da un avvocato romano attualmente deputato del PDCI,dall’ex assessore Luciano  Magnani e rimasta  finora senza esito ,anche se in essa sono rilevati fatti gravissimi;

3)l’interrogazione fatta  dall’On.Antonello Falomi su fatti che riguardano l’Amministrazione  Comunale di San Felice Circeo;

4)l’interrogazione fatta alla Regione dal Consigliere D’Amato sul Porto e sulla Soc:”Penta”;

5)la pubblicazione al riguardo  di un dettagliato servizio su “Avvenimenti”;

6)l’interrogazione della consigliera Maria Grazia Colambrosi inviata anche alla Procura Nazionale Antimafia,alla DIA,alla Procura di Latina ecc;

7)le gravissime denunce fatte dall’ex  Assessore Alberto Castagna da noi della “Caponnetto” rimesse alla Guardia di Finanza di Latina

8)la confisca a San Felice di ben 3 unità immobiliari a persone collegate con la criminalità organizzata;

9)il recente acquisto di un noto locale da parte di un cittadino straniero sospettato  di collegamenti con la criminalità organizzata;

10)l’assassinio nel 1997 di un camorrista legato al clan dei Mazzoni;

11)l’esecuzione di ben 3 grosse operazioni di polizia contro narcotrafficanti che hanno visto come epicentro San Felice Circeo;le compravendite su tutti il territorio di unità immobiliari o esercizi commerciali e terreni da parte di persone provenienti da altre regioni o province;

12)la residenza a San Felice Circeo di persona arrestata per “attività illecita patrocinata dal clan Malventi in Campania”,persona individuata fra i soci fondatori di un’importante Banca;

13)i pesanti  provvedimenti adottati a carico di amministratori comunali locali da parte della Procura della Corte dei Conti.

Tutti elementi,questi,che avrebbero dovuto indurre i vertici istituzionali provinciali ad……………..accendere i riflettori su San Felie Circeo e sulla sua Amministrazione.Tutto il contrario,invece,di quanto è avvenuto finora,come giustamente ha sostenuto un esponente politico locale che in una telefonata fattami alcuni giorni fa mi ha domandato:

“Come mai,mentre altre amministrazioni,come Sabaudia,Cori ,(speriamo presto anche Minturno……….) ecc.,vengono sciolte,a San Felice Circeo non succede mai niente??????????????????……………………..

Già,COME MAI,Signori Prefetto e Procuratore della Repubblica di Latina?????????????????????????????????????????????????????

A questo punto si apre un discorso complesso,un discorso che riguarda il funzionamento delle  istituzioni locali.

Noi della “Caponnetto” lo abbiamo preannunciato anni fa (vedi il n/s sito web www.comitato-antimafia-lt.org) che,prima o poi,avremmo affrontato questo argomento investendone i vertici istituzionali nazionali.Lo abbiamo fatto da qualche mese.

Abbiamo cominciato con il chiedere al Ministro Amato la rimozione del Prefetto attuale e del Capo di Gabinetto,persona,questa, che sta a Latina,caso unico in Italia,da decenni.E non ci siamo fermati.Avremo nelle prossime settimane un incontro  con alcuni parlamentari per affrontare anche il  problema  Giustizia.
Noi non siamo contro le istituzioni;anzi!Ma proprio per questo ci preoccupiamo della loro immagine.

A Latina, secondo noi, le cose non vanno come dovrebbero andare.

Va detto,prima di tutto ,che non si fa azione efficace di contrasto alle mafie.(vi cito alcuni particolari).

_-______________NON SI FANNO INDAGINI PATRIMONIALI_____-_------------------------------------------------------------------------------------------Oggi le mafie sono…….,rispetto al passato,un’altra cosa.

Esse SONO IMPRESA,investono giorno dopo giorno i loro immensi capitali,senza che chi dovrebbe indagare sulla loro “provenienza” indaghi.

Perché  il Ministro delle Finanze non comincia a vedere quello che  ha prodotto  finora al riguardo la Guardia di Finanza in provincia di Latina??????????????????

Ci ha colpito moltissimo  i l suicidio del Comandante della Guardia di Finanza di Fondi Capitano Fedele Conti e  ne gradiremmo conoscere i motivi reali.Chi è che sta conducendo le indagini?come stanno andando queste?????????Lo chiediamo al Ministro e su  ciò promuoveremo un intervento a livello parlamentare al fine di far luce su un evento che non può e non deve  passare nell’indifferenza generale……e  passare nel dimenticatoio.

Combattere le mafie,significa soprattutto far funzionare le istituzioni;,colpire  corruzione,omissioni,inefficienze;alzare il livello di moralità nella pubblica amministrazione;diffondere la cultura della legalità;coinvolgere  tutti i cittadini  chiedendo la loro collaborazione e,quindi,NON  TACERE.;colpire le mafie sul piano economico facendo le indagini sull’ORIGINE   dei loro patrimoni.

Tutto il contrario di quanto si è fatto finora in provincia di Latina.