Da "AVVENIRE" del 15 aprile 2006
IL PM CANALI: "CRESCE LA NUOVA BORGHESIA MAFIOSA, ALLE ARMI VIENE
PREFERITO IL TIMONE DELLE AZIENDE"
di Nello Scavo
I mafiosi che mandano sms, dal carcere non sono che uno degli aspetti della spregiudicatezza con cui la mafia si muove. Una mafia che specie nel Messinese sta "sostituendo sempre di più la lupara e le armi con i computer". Le inchieste di queste ultime settimane hanno visto "il coinvolgimento sempre più massiccio di imprenditori, figure sempre più organiche all'interno dei clan". Lo sostiene Olindo Canali, magistrato in forza alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), ma anche intellettuale che studia l'evoluzione della "società mafiosa".
Se un boss può inviare dal carcere messaggi all'esterno e con grande facilità, vuoi dire che la mafia è sempre forte?
Certo, però non bisogna lasciarsi ingannare dal profilo apparente di questi mafiosi.. Non bisogna credere che se Provenzano viene trovato in un casolare la mafia sia ancora quella" delle campagne". Semmai stiamo assistendo a quello che il sociologo Umberto Santino dice era l'emergere di quella "borghesia mafiosa" che non imbraccia più le armi, ma veste i panni di certa imprenditoria divenuta una componente importante della borghesia imprenditoriale. Attraverso quali dinamiche i clan tradizionali cercano di "modernizzare "LE STRATEGIE CRIMINALI?
Messina è l'emblema di questo cambiamento in atto da una decina di anni. Questa borghesia mafiosa non assolda killer, ma professionisti grazie ai quali avere il controllo dell'economia. Una mafia che vuole sedere nei consigli di amministrazione. La nuova mafia stringe patti più con l'imprenditore che con il politico perché la politica,con l'alternanza dei governi, non garantisce più che i partiti restino al potere per un tempo lungo, dunque il politico per il mafioso è meno affidabile dell'imprenditore. Come avviene la spartizione dei capitali?
Questa "classe dirigente" sta bene attenta a distribuire ricchezza. Per la mafia l'economia non ha alcuna funzione sociale, è solo funzionale all'accumulazione quasi bulimia di capitali. La concorrenza impone una certa qualità di prodotti, dei servizi e del ciclo produttivo, ma i boss vogliono il massimo del profitto offrendo il minimo della qualità. Ecco perché in Sicilia abbiamo una pessima qualità di servizi che a sua volta è originata dalla scarsa concorrenza. In breve,la borghesia mafiosa si serve dell'autonomia di mercato ma non rispetta la prima regola del mercato,quella della libera concorrenza.
Perché la mafia ha bisogno delle imprese? Non ha più la forza per imporsi con i mezzi tradizionali? Sotto un certo profilo possiamo dire che la mafia ha anticipato alcune prassi dell'economia. Alle prassi classiche di pressione e condizionamento si è aggiunta la creazione di "cartelli" di imprese per aggiudicarsi gli appalti. Una scelta compiuta per aggirare le norme e occupare un posto in prima fila nei grandi affari .Dunque l'imprenditore per vincere sui concorrenti ha bisogno del mafioso e il mafioso ha bisogno dell'imprenditore per poter drenare denaro pubblico.
Fin qui, l'intervista di Nello Scavo al PM Canali pubblicata su "Avvenire" del 15 aprile 2006 a pagina 12.
L'abbiamo voluta riportare in quanto in essa viene evidenziata in maniera eccellente la nuova strategia delle "nuove mafie". Una strategia di un soggetto,appunto le "nuove mafie",divenuto "imprenditore" e che,quindi,utilizza più il computer che non la vecchia lupara.
Nei nostri documenti, nelle nostre ricerche, nel nostro operare quotidiano, abbiamo sempre sottolineato questo aspetto. Fino alla noia, secondo taluni!
Le mafie vanno affrontate, pertanto, con nuove metodologie. Debbono cambiare, ed in fretta, strategie e tattiche, se si vuole seriamente contrastare la criminalità organizzata. Quelle adottate finora sono state in parte inefficaci in quanto si è riusciti a colpire, sì e no, la manovalanza,! livelli bassi, ma non si è arrivati a colpire il cuore,i cervelli,! colletti bianchii veri capi delle mafie.
Stiamo chiedendo da anni, inascoltati da chi deve indagare e non indaga, un'inversione di tendenza sul piano dell'investigazione.
VOGLIAMO CHE MAGISTRATURA E GUARDIA DI FINANZA LOCALI SI DEDICHINO DA OGGI IN AVANTI A SCOPRIRE L'"ORIGINE" dei capitali.
Nel Lazio sono stati investite montagne di soldi. Ora tutto il litorale a sud di Roma da Ostia fino ad Anzio,Nettuno, le province di Latina e di Frosinone, soprattutto, sono diventati territorio di grandi investimenti sospetti. Vogliamo cominciare a vedere …da dove arrivano tutti questi soldi?