A DIFESA DEL SINDACO DI GELA MINACCIATO OLTRECHE' DALLA MAFIA ANCHE DA
TALUNI PARTITI
Signor Presidente della Repubblica,
Onorevole Presidente del Consiglio,
Onorevoli Ministri
Compagni deputati,
Come presidente di un'associazione che si occupa di lotta alla mafia è mio
preciso dovere sostenere chi è impegnato in questa lotta in prima linea. Tra
queste persone vi è il sindaco di Gela, Rosario Crocetta.
Ho avuto modo di conoscerlo personalmente in occasione dell'VIII Vertice
della Fondazione Antonino Caponnetto tenutosi a Campi Bisenzio (FI) lo
scorso inverno.
E' una di quelle persone che affrontano la lotta alla mafia come un
istinto naturale, come un percorso che non ha alternative. Lo si legge nei
suoi occhi per nulla turbati da questo impegno, ma anzi carichi di
simpatia e di forza per una battaglia che, purtroppo, si fa ogni giorno più
dura.
Siamo stati seduti insieme a pranzo e a cena, in due tavoli dove era concentrata
la lotta alla mafia pura, da Pietro Grasso ad Alfredo Galasso, da Adriana
Musella a Salvatore Calleri, da Giuseppe Bianco a Bruno Piazzese, da
Lorenzo Diana a Giovanni Impastato...eravamo tutti lì e abbiamo avuto
modo di conoscerci.
Rosario Crocetta, come tutti coloro che ho citato, ha nel cuore questo suo
impegno, ed il suo agire non è dettato da secondi fini. Per questo spesso
può dare fastidio. E lui dà fastidio e parecchio, noi lo misuravamo
dall'intensità della scorta che lo accompagnava.
Di certo non ci aspettavamo che a minacciare il suo lavoro fosse proprio
chi dovrebbe stare dalla sua parte. Ma purtroppo così è stato.
Vi invito a leggere il seguente articolo tratto da Aprile On Line, e vi invito a
riflettere e, sopratutto, ad intervenire.
Io il mio impegno nella lotta alla mafia lo metto anche in questo, nel
sostenere chi lo fa in prima linea. Per noi non sono eroi e non devono
diventare eroi, sono persone pure, limpide ed oneste che odiano il male.
Sono quelle persone che dovremmo essere tutti affinché la mafia sia
finalmente sconfitta. Intervenire, se la lotta alla mafia è obiettivo
vostro prioritario.
Grazie, Ettore Lomaglio Silvestri presidente Associazione culturale Sconfiggiamo
la mafia via Lecco 22 24035 CURNO BG
Rosario Crocetta sindaco di Gela non ha mai smesso di far parlare di se fin dal
giorno della sua elezione, nel maggio 2002, avvenuta in un'aula di
tribunale, quando il Tar annulla 500 schede in cui gli elettori hanno aggiunto
al nome già stampato, lo stesso nome scritto a mano del candidato sindaco della
Cdl. Schede che, in un primo momento, erano state ritenute assurdamente valide
permettendo l'elezione del sindaco della destra.
L'altro motivo per cui Crocetta era finito sui giornali è l'essere il
primo sindaco gay dichiarato d'Italia.Insomma un comunista omosessuale a
capo della quarta città più grande della Sicilia, ma soprattutto di una
città nota per la violenza ed il controllo mafioso, fa notizia.
Subito dopo, però hanno iniziato a fare notizia anche le decisioni ed il
lavoro di Rosario Crocetta. In una città di frontiera, infatti, mettendo a
rischio la propria vita, inizia a scardinare tutti quei meccanismi di
controllo e di gestione della cosa pubblica che nessuno aveva mai provato
a toccare. E questo ha cominciato a dare fastidio a molti, forse a troppi.
Intanto, il 21 marzo 2004, ventimila persone (stima della questura) sfilano per
le strade di Gela chiamate a raccolta da Libera e
dall'amministrazione comunale per manifestare contro le mafie ed in ricordo di
tutte le vittime. Tanto per essere precisi stiamo parlando di una città
in cui 20 anni fa i ragazzi sparivano.
La mattina andavano a scuola e poi non tornavano più. Oppure uscivano la sera e
facevano la stessa fine. Poi magari si scopriva che erano il fidanzato, l'amica,
il parente del figlio o della figlia di questo o quel mafioso e che venivano
uccisi e fatti scomparire per colpire, minacciare, intimidire, punire il nemico.
Il caso Gela di questi giorni è presto spiegato: i Ds, precisamente l'ex
capogruppo all'Ars Calogero Speziale, annunciano la sfiducia a Crocetta, e
sette assessori su nove si dimettono.
L'accusa è di aver portato il malcontento in città. Crocetta invece sostiene
che lo si accusi di aver rovinato i piani dei Ds appoggiando
(com'era naturale) la lista Uniti per la Sicilia con cui il suo partito s'è
candidato alle recenti elezioni regionali. Il dubbio che sorge è che,
in vista delle prossime amministrative qualcuno stia giocando per impedire
a Crocetta di candidarsi.
Ora è chiaro che in una città così il sindaco ha dovuto amministrare per
anni col pugno di ferro, e la cosa ha infastidito alcune persone molto
potenti.
Lo abbiamo raggiunto al telefono e ci ha spiegato che lui proprio non
capisce. Non c'è un problema di dialogo perché i suoi assessori "sono
tutti stati indicati dai partiti".Il lavoro fatto "è stato
tantissimo". "In 3 anni - sostiene Crocetta - sono cominciati lavori
per 150 milioni di euro. Ora saranno messe in cantiere opere per
oltre 50 milioni per la riqualificazione urbana." "Non si capisce
proprio
-continua il sindaco - di quale insufficienza amministrativa mi si possa
accusare".
In effetti il lavoro svolto dall'amministrazione di centrosinistra a Gela
è stato grandissimo ed anche molto importante. Persino la squadra di
calcio, che oggi ha come sponsor la federazione nazionale antiracket, è
"stata tolta dalle mani della mafia". Molti i dirigenti comunali che
sono stati allontanati per connivenze mafiose, o per una gestione
"privata" della cosa pubblica.
"Gli incarichi vanno dati attraverso concorsi e verifiche" -
afferma Crocetta -"invece a Gela non è mai stato così. Bisognava fare
pulizia e noi l'abbiamo fatta". Negli ultimi tempi il sindaco è
anche riuscito a togliere dalle mani di Cosa Nostra l'appalto per il
tribunale. "Il grande processo di cambiamento che abbiamo avviato è il più
importante dal dopoguerra - conclude il sindaco - tanto che oltre che per la mia
incolumità personale, ho temuto che scoppiasse una guerra di mafia".
Invece la guerra gli è scoppiata in casa. Tante le reazioni all'iniziativa di
Speziale che di fatto sfiducia il sindaco. C'è chi è pronto a scendere
in piazza, e chi, come l'eurodeputato Ds Fava parla di "iniziativa
personale e irresponsabile". E poi aggiunge che "l'iniziativa
del centrosinistra di Gela contro il sindaco Rosario Crocetta è un atto di
farneticazione politica. L'esperienza di Crocetta alla guida di una delle città
più difficili del paese è stata in questi anni una risorsa di trasparenza e di
legalità al servizio di tutti i siciliani".
Insomma si apre uno strano capitolo nella sempre travagliata storia del
centrosinistra siciliano. La speranza è che per incomprensibili giochi di
potere non si metta in discussione, o peggio non si distrugga, l'importante
lavoro svolto in questi anni a Gela. Una città che aveva ripreso a sperare.da
Aprileonline Ettore Lomaglio Silvestri Presidente Promotore del Comitato
WEB Uniti per Rita Borsellino
Promotore del Comitato "Una strada per Peppino Impastato"
Iscritto all'Associazione Libertà e Giustizia Fondatore del Comitato bergamasco
Salviamo la Costituzione
LA LOTTA ALLA MAFIA DEV'ESSERE INNANZITUTTO UN MOVIMENTO CULTURALE CHE
BITUI TUTTI A SENTIRE LA BELLEZZA DEL FRESCO PROFUMO DELLA LIBERTà CHE SI
OPPONE AL PUZZO DEL COMPROMESSO MORALE, DELL'INDIFFERENZA, DELLA CONTIGUITA' E
QUINDI DELLA COMPLICITA'" (Paolo Borsellino)
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