Un Ispettore di Polizia malmenato a Fondi.

 

Gli uffici della squadra mobile messi a soqquadro ed il Capo della Mobile malmenato nella questura di Latina

Ormai la criminalità ha raggiunto in provincia di Latina livelli davvero inquietanti.

Essa ha alzato il tiro fino a sfidare apertamente le istituzioni ed a colpire addirittura fisicamente i tutori dell’ordine, le forze di polizia. Una situazione, quella che registriamo in questi giorni in provincia di Latina, che dovrebbe indurre tutti, anche i più pavidi, a ribellarsi.

Un Ispettore di Polizia è stato affrontato, malmenato e mandato in ospedale con gravi ferite a Fondi da un pregiudicato da lui arrestato ed uscito ora dal carcere per l’indulto. Non si è spenta ancora l’eco di questa feroce aggressione che un fatto più grave ha oggi scosso l’opinione pubblica di Latina.

Il Capo della Mobile della Questura di Latina è stato aggredito nei locali della Questura, locali che sono stati messi a soqquadro ad opera di una persona ben nota alla giustizia.

Continuando così le cose, è facile ipotizzare che un momento all’altro la criminalità alzi ulteriormente il tiro sopprimendo, con l’uso delle armi, qualche personaggio per essa scomodo.

Noi ci rivolgiamo direttamente al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio dei Ministri Prodi, al Ministro degli Interni Amato ed al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Fargione per chiedere un esame urgente e serio della gravissima situazione esistente nell’intera provincia di Latina e l’adozione di provvedimenti radicali.

Siamo convinti che i vertici Istituzionali locali, fatta qualche eccezione, non abbiano la capacità, stando ai risultati, per affrontare con successo questa difficile situazione che vede la criminalità sempre più arrogante e padrona del campo.

Abbiamo espresso chiaramente e più volte il nostro pensiero sull’irrilevanza del ruolo svolto dalla Prefettura di Latina sul piano dell’azione di contrasto della criminalità ed abbiamo chiesto al riguardo al Ministro Amato di adottare urgenti provvedimenti mandando dirigenti più esperti.

Ma riteniamo doveroso, considerata la drammaticità della situazione, rivolgerci ora anche ai Magistrati tutti di Latina: quando si tratta di pericolosi criminali siano rigorosi al massimo.

Ai cittadini tutti, alla Chiesa e, in particolare, al Vescovo Mons. Petrocchi, alle Associazioni, alla Scuola, ai Sindacati e, anche, ai partiti, che finora sono stati tutti disattenti e silenziosi, rivolgiamo un caldo appello a far sentire la loro voce e ad unirsi a quanti, come noi della Caponnetto, di Libera, dell’Agesci ecc., da anni sono impegnati nell’azione di contrasto dell’illegalità e della criminalità.

Ne va della credibilità di tutte le Istituzioni e, soprattutto, dell’avvenire dell’intera comunità pontina.

Associazione "Antonino Caponnetto"

Latina, 29 settembre 2006