da "Centro Storico" di San Felice Circeo marzo – aprile 2006
Verum consilium quod initio auditu grave est, in posterum, cognita utilitate, fit iucundum.
(Il consiglio sincero che nel momento in cui ci viene dato ci appare grave, in seguito, quando ne avremo conosciuta l’utilità, ci apparirà gradevole)
di Alessandro Cresti
A seguito di formale invito, il 3 marzo scorso ho partecipato, a Roma, al convegno "no alla mafia" organizzato dalla Regione Lazio. Questo impegno coincideva con la presentazione del "piano del colore" al Comune di San Felice Circeo, alla quale sarei voluto intervenire personalmente, mentre mi rappresentavano alcuni soci dell’associazione "Il Centro Storico". Ho scelto comunque il primo impegno, perché ero già intervenuto in più occasioni sull’argomento trattato al Comune, specificando esaurientemente le nostre osservazioni e le nostre considerazioni e pertanto ritenevo pressoché inutile il mio intervento. Al riguardo si fa riferimento a quanto scritto nell’editoriale del nostro giornale "Centro Storico" n. 15 novembre – dicembre 2005.
Nel corso del convegno della Regione Lazio ho sentito più volte fare riferimento a San Felice Circeo come territorio che presenta segnali di allarme per quanto concerne infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale. L’area di tutto il litorale pontino è presa di mira da clan organizzati come sostenuto negli interventi dei rappresentanti della Regione Lazio e in particolare in quello del sostituto procuratore antimafia Luigi De Ficchy.
Personalmente ho provato una reale sofferenza e grande disagio nel sentire per questo motivo nominare San Felice Circeo, i cui rappresentanti istituzionali sembrano indifferenti al problema, di cui probabilmente sottovalutano la gravità e la pericolosità. E’ ovvio che questa indifferenza non fa altro che favorire l’allargarsi del fenomeno mafioso, facilitato da una vicinanza geografica di San Felice ad aree prepotentemente interessate dalla "malavita organizzata" della provincia di Caserta, della provincia di Roma e della provincia di Napoli.
Per tutti questi motivi ritengo opportuno inserirmi nel dibattito in corso tra la maggioranza e l’opposizione sorto a seguito di una segnalazione del Sindacato di Polizia in merito ad episodi allarmanti sul territorio che costituiscono motivo di preoccupazione di un prepotente insediamento del fenomeno mafioso e quindi di una temibile espansione della criminalità organizzata. E d’altra parte episodi gravi erano già accaduti cinque anni fa, quando in pieno Viale Tittoni due killer in moto dettero luogo ad una vera e propria esecuzione nei confronti di un pregiudicato (il processo è in corso presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere). Nel 2003 poi abbiamo assistito ad un’escalation di incendi dolosi contro attività commerciali (sempre volendo ammettere che l’incendio della macchina del Sindaco sia stato causato dal primo e unico esempio di autocombustione di una Volvo!) e non dimentichiamo l’appoggio reiterato alla società Penta per la realizzazione del raddoppio del porto, nonostante la consapevolezza che uno dei soci di quella società non sia proprio uno stinco di santo. Infine, negli ultimi anni la Guardia di Finanza ha portato a termine tre maxi operazioni contro bande internazionali di narcotrafficanti, che hanno visto San Felice Circeo come inquietante epicentro di tale traffico.
Perché il Sindaco sottovaluta tutti questi episodi? E non solo, il capo gruppo di Forza Italia, Vincenzo Cerasoli, sostiene che c’è un calo della criminalità nel territorio e che pertanto la richiesta dell’opposizione di istituire una "Commissione speciale" per le problematiche legate alla sicurezza pubblica non per sostituire le forze dell’ordine, ma per collaborare con queste, doveva essere bocciata anche perché l’istituzione di una commissione si sarebbe trovata in conflitto con le istituzioni preposte alla tutela dell’ordine pubblico.
Il Sindaco Giuseppe Schiboni segue la politica di smorzare gli allarmi ed entra ingiustificatamente in conflitto con l’Associazione regionale "Antonino Caponnetto", accusandola di strumentalizzazioni politiche e di fini politici. Pronta la replica del Segretario dell’Associazione, che personalmente condivido, il quale tra l’altro specifica le finalità dell’Associazione: "noi siamo contro tutto ciò che è illegalità, contro le mafie, contro chi nelle Istituzioni e nel mondo della politica, direttamente o indirettamente le aiuta, contro l’indifferenza della gente che non si rende conto della gravità della situazione, contro i ritardi e le inerzie delle istituzioni." A questo proposito approfitto per ricordare che, in linea con i suoi programmi, l’Associazione Caponnetto, terrà sul tema della mafia un convegno a fine primavera a San Felice Circeo, al quale parteciperà il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. Questo non fa che confermare la credibilità dell’Associazione "Antonino Caponnetto" e la nobiltà dei suoi intenti.
In previsione di questo impegno ci piacerebbe che gli Amministratori di San Felice Circeo "leggessero" con attenzione la realtà che li circonda senza nascondere "la testa sotto la sabbia" come fanno gli struzzi.
Pur non volendo mettere in dubbio la correttezza e la capacità degli Amministratori pubblici, siamo dell’idea che a volte è saggio e utile dare ascolto e seguito ai suggerimenti dell’opposizione, soprattutto quando sono dettati dalla preoccupazione, sollevata anche a livello regionale, di turbative gravi e odiose della vita del territorio con il timore di conseguenze negative e ripercussioni gravi in vari settori, non ultimo quello turistico così importante per il Paese. Quando l’opposizione fa delle considerazioni valide, condividerle è un segno di democrazia e di libertà e costituisce un positivo e civile esempio per i cittadini.
Con un po’ di buon senso si governa il mondo