20/10/2006

 

 

 

 

L’ALLARME DEL PRESIDENTE DELL’ASCOM DI FORMIA E’  GIUSTO,MA,FORSE,TARDIVO.

E’ SUL PROBLEMA DELLE RESPONSABILITA’ E DEI RIMEDI CHE BISOGNA COMINCIARE A RAGIONARE, SE VOGLIAMO SERIAMENTE IMPOSTARE UN’AZIONE DI CONTRASTO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

 

 

Temiamo che si stia invocando la chiusura delle stalle quando i buoi sono già scappati.Condividiamo,per carità,le analisi del Presidente dell’ASCOM di Formia sulla presenza della camorra a Formia (ma perché egli non parla di tutto il sud pontino e del cassinate,tenuto conto del fatto che ad operare sono quasi dappertutto gli stessi clan,casalesi,Contini,ecc,oltrechè  le ‘ndrine?).

Il discorso va impostato,secondo noi della “Caponnetto”,su altre basi.Le lamentazioni,infatti,non portano da alcuna parte.Noi da anni stiamo denunciando l’elevato livello di penetrazione della criminalità organizzata nel sud pontino.In talune situazioni  abbiamo individuato anche qualche identità sospetta che,ovviamente,abbiamo segnalato a chi di competenza.Va detto,però,che,a fronte di una situazione,ormai consolidata,che noi riteniamo alquanto allarmante,le Istituzioni,o parte di esse,hanno fatto orecchie da mercante.In questi stessi giorni noi abbiamo in corso un confronto cordiale e franco con il generale Messina,l’unico,fra gli investigatori ,che nei decenni scorsi si è impegnato a fondo nell’azione di contrasto della criminalità organizzata nel sud pontino.Chi ha avuto modo di leggere i suoi rapporti alla Procura della Repubblica sa molto bene che già 20 anni fa egli individuò nomi,cognomi e quant’altro di criminali –e fiancheggiatori e favoreggiatori locali- venuti da altre regioni d’Italia ad investire sul nostro territorio  capitali sporchi.Bisogna avere il coraggio di sostenere che,dopo il generale Messina-ed anche il colonnello Tommasone e qualche altro-sul versante delle indagini patrimoniali abbiamo il vuoto o quasi.Questo,senza togliere alcunché ai meriti acquisiti, oggi,dal vice questore Nicolino Pepe che,allo stato,è il miglior investigatore di cui la nostra provincia dispone,insieme al Comandante dei NAS Giovannino Scarsellone.Formia dispone di  un nutrito raggruppamento della Guardia di Finanza,che è il corpo che sul piano delle indagini economiche è  il più specializzato.Come mai c’è stata da decenni questa invasione da parte della camorra e della ‘ndrangheta ( a Gaeta è arrivata anche “cosa nostra”) e nessuno se n’è accorto prima?

In provincia di Latina ci sono stati ben  33 beni  confiscati alle mafie,fra questi ce ne sono alcuni anche a Formia. Bene;tutti questi beni sono stati confiscati dalle Procure di Roma,Napoli e Santa Maria Capua Vetere.Perché?

C’è dell’altro.Le mafie cercano sempre una sponda politica,senza guardare al colore delle tante tessere.Chi ha rilasciato ad esse licenze (ora concessioni) edilizie,autorizzazioni sanitarie,commerciali ecc.?Vogliamo cominciare a porci queste domande?e a darci delle risposte?

Noi della Caponnetto abbiamo sempre sostenuto che,se non si fanno indagini sulle movimentazioni dei capitali  e sulle connessioni fra pezzi della politica e delle istituzioni e mafie,non si va  lontano. D’altra parte,se persino un  ex Ministro della Repubblica Italiana ha sostenuto che..con la mafia bisogna convivere,cosa dobbiamo aspettarci di buono da certa gente? Perché non vengono impartiti dai vertici alla  Guardia di Finanza ordini severi di fare una grossa operazione che accerti l’”origine” dei capitali investiti?Perché nessun parlamentare o altro esponente  politico ha chiesto finora ai Comandi Generali conto di quello che hanno fatto –o non hanno fatto-su questo  versante?

La lotta alle mafie non si fa con le lamentele e basta.Bisogna alzare il tiro e guardare il “perché” di tanti silenzi,di tante omissioni,di tanto disinteresse,di tante omissioni da parte delle istituzioni e dei partiti.E’ in questa direzione che invitiamo il Presidente dell’ASCOM di Formia a guardare.Noi siamo pronti a collaborare,come sempre.

 

 

ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO
PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE
“ANTONINO CAPONNETTO”