Latina,18 luglio 2007
Al Ministro degli Interni -
ROMA

Alla Direzione Nazionale Antimafia - ROMA
Al Presidente della Commissione
 Parlamentare Antimafia - ROMA
Al Presidente della Commissione Sicurezza Regione Lazio -
ROMA

 

 

 

 

 

Sono anni che stiamo denunciando l’estrema pericolosità della situazione criminale esistente sull’intero territorio che si estende,in provincia di Latina,da Fondi a Terracina.

Un territorio invaso da clan e ‘ndrine,i quali  si sono appropriati da tempo,incontrastati,di ampi segmenti di attività imprenditoriali,soprattutto nei settori del commercio e dell’edilizia.

La risposta delle istituzioni  pontine è stata estremamente insufficiente e,ciò,sia per l’impreparazione e l’insensibilità di talune,che,soprattutto,per un atteggiamento inqualificabile di sottovalutazione e minimizzazione del problema.In qualche caso non è  azzardato pensare e ben altro!……….

Più volte,in quest’ottica,abbiamo richiamato l’attenzione del Ministro Amato  sull’inadeguatezza dell’azione di contrasto della criminalità organizzata da parte , soprattutto,della Prefettura di Latina,oltreché dei vertici provinciali delle forze dell’ordine.

Queste stanno affrontando il problema della presenza mafiosa sul territorio con un’ottica da ordine pubblico,senza minimamente tener conto delle mutazioni delle mafie che da tempo si sono trasformate in  soggetti economici.                                                                     
Un’economia,quella mafiosa,che sostituisce quella sana e la espelle dal territorio pontino,con tutte le conseguenze immaginabili ed inimmaginabili.

La reazione delle forze politiche e delle amministrazioni comunali è stata  vergognosamente  carente e,in taluni casi,sembra quasi di trovarsi di fronte a comportamenti, oltrechè omissivi,di vera e propria collusione.

Non a caso noi abbiamo ritenuto,come al solito  inascoltati,di chiedere all’attuale Prefetto di Latina la nomina di commissioni di accesso per  alcune amministrazioni comunali.

Dobbiamo dare atto al Presidente della Giunta della Regione Lazio della sua sensibilità al problema  della presenza mafiosa sul territorio di cui stiamo parlando,una sensibilità concretamente manifestasi con l’istituzione del Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi.Con tale istituzione ,infatti,si mette fine,finalmente,all’assalto di quel poco di territorio  che non è stato ancora  devastato  dalla  speculazione  edilizia .Ma quello che ci sta particolarmente preoccupando in questi giorni è la situazione esistente a  Terracina,città nella quale decine e decine di incendi ed attentati hanno creato nell’opinione pubblica un clima di vero e proprio terrore.

Noi riteniamo che non si tratti di azioni di criminali comuni o di persone  squilibrate,come qualcuno vuol far credere.

Il fenomeno è troppo esteso ed i soggetti colpiti dagli attentati incendiari svolgono tutti,per lo più,attività economiche o pubbliche.E’ chiara ,quindi,la matrice della criminalità organizzata.

Sciagurata è stata la decisione  assunta dal Comando Generale della Guardia di Finanza di indebolire la presenza di  quel Corpo a Terracina,come  condannabile è il comportamento del vertice provinciale dello stesso Corpo di non avviare alcuna indagine sulla “provenienza “ dei capitali investiti da soggetti provenienti  per lo più  da altre Regioni nei settori,soprattutto, del commercio e dei lavori edili.

Una situazione,questa,non ulteriormente tollerabile.

Le forze dell’ordine a Terracina,come a Fondi,sono assolutamente inadeguate.

Vi invitiamo,pertanto,ad affrontare ,con determinazione e prima che sia troppo tardi,tale problema

disponendo,con la massima sollecitudine,l’utilizzo di personale  dei ROS e del Gico.

 

IL SEGRETARIO REGIONALE 

Dr.Elvio Di Cesare