Roma 16 agosto 2006

 

 

 

Al Presidente della Repubblica-Roma

Al Ministro degli Interni-Roma

Al Presidente Giunta Regione Lazio-Roma

Alla Direzione Nazionale Antimafia-Roma

Alla Direzione Distrettuale Antimafia-Roma

Alla Direzione Investigativa Antimafia-Roma

Alla Procura della Repubblica di Velletri

Alle Direzioni Nazionali dei Partiti-Roma

Alla Stampa

 

Oggetto:Comune di Ardea(Roma)

 

 

Qualcuno sostiene che sarebbe stato l’intervento di qualche  autorevole esponente di  un importante  partito di governo  ad impedire che venisse adottata  per  il Comune di Ardea la stessa decisione assunta per quello della vicina Nettuno.

Noi ci siamo rifiutati di dare credito a tale voce soprattutto  perché,se essa fosse fondata,sarebbe veramente devastante Ciò,per una serie di motivi,i più importanti dei quali  sarebbero :

1-essa proverebbe l’esistenza di una pericolosa commistione fra politica-affari  e criminalità:

2-essa proverebbe,inoltre,l’esistenza di  una  rete trasversale  che avviluppa l’intero Lazio -e,soprattutto,la provincia di Roma-,rete che  starebbe all’origine di una sorta di spartizione  territoriale fra  le attuali coalizioni di governo e di opposizione.In conseguenza di tale spartizione,nessuna delle parti politiche deve recare nocumento serio all’altra.

A supportare questa ultima tesi-alla quale noi continuiamo a non credere,malgrado tutto-c’è lo sconcertante silenzio di taluni importanti partiti del centrosinistra,all’opposizione al Comune di Ardea,che,al di là di qualche timida presa di posizione di alcuni loro singoli esponenti,nulla hanno concretamente  fatto nelle sedi opportune ( in Parlamento e nel Governo) dopo l’altrettanto sconcertante decisione del Ministro Amato.

C’è tutta una pubblicistica che ripercorre la storia dell’insediamento malavitoso ad Ardea,dai tempi del soggiorno  su quel territorio del famigerato  Frank Coppola,all’assassinio di un vigile urbano,all’arresto di un Sindaco per gravi reati,per non continuare con le  più recenti vicende giudiziarie e con  gli accertamenti  compiuti dall’autorità giudiziaria  sia territoriale che distrettuale e nazionale.

Come si fa a sostenere che non ci sono stati “condizionamenti” da parte di   soggetti mafiosi  se appena qualche mese fa, durante il dibattimento di un procedimento in corso presso il Tribunale di Roma ,si è appreso che, proprio ad Ardea, i lavori di realizzazione delle fogne sono stati eseguiti da  elementi appartenenti ad un clan siciliano?

Apprezziamo il lavoro fatto dalla Commissione di accesso,ma sin dal primo momento del suo insediamento noi abbiamo segnalato la necessità di…non guardare  solamente  le “carte” amministrative ,prescindendo da tutto il lavoro fatto dai magistrati sia della Procura della Repubblica di Velletri ,da quelli della DDA,della DNA e  di altre Procure della Repubblica,oltreché dalle eventuali investigazioni,vecchie o in corso,della DIA.

Noi abbiamo offerto delle “piste”,abbiamo chiesto indagini  su taluni …. repentini arricchimenti.Abbiamo chiesto di individuare  tutti quegli imprenditori che hanno costruito ad  Ardea senza apporre all’esterno dei loro cantieri di lavoro i prescritti  cartelli identificativi.Fra quegli imprenditori è certo che non ci sia qualche elemento legato a clan o cosche?

Si dice che qualche anno fa, durante una seduta di consiglio comunale , un  signore presente fra  gli spettatori ( un imprenditore ? )avrebbe   coram populo  parlato di  …..”patti non mantenuti”.E’ fondata la notizia?In caso positivo,a chi era rivolta l’accusa?Si è indagato al riguardo?

D’altro canto,un’attenta lettura del contenuto di taluni verbali  di sedute del consiglio comunale,verbali  di qualche tempo fa e non solo,avrebbe dovuto  suggerire la necessità di  taluni approfondimenti e rigorosi chiarimenti.E’ stato fatto?

Sono state fatte accurate indagini su tutto ciò?

E’ da tempo che la  stampa denuncia situazioni  veramente inquietanti.
Qualche tempo fa è stato pubblicato  un “Libro nero” estremamente interessante e particolarmente utile per ogni investigatore e per chiunque voglia  capire il livello dello stato di illegalità esistente  su quel territorio.Lo hanno letto il Ministro Amato ed il Prefetto di Roma?

Noi riteniamo che ci sia urgenza di un supplemento di indagini,coinvolgendo questa volta,pur nel rispetto della loro autonomia e del segreto istruttorio-per quanto riguarda indagini e procedimenti in corso-i magistrati competenti,sia ordinari che degli organismi antimafia.

E’quanto chiediamo al Capo dello Stato,ma non solo.

Ci rivolgiamo anche a tutte le segreterie nazionali dei partiti perché  ognuna per suo conto faccia quello che è necessario per fare chiarezza definitiva su una situazione,quella esistente appunto ad Ardea,che non è affatto chiara.

 

 

 

Il Segretario Regionale  Dr.Elvio Di Cesare