Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01896
presentata da
ANGELO BONELLI
mercoledì 6 dicembre 2006 nella seduta n.083

BONELLI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

ormai da decenni si trascina la questione secondo l'interrogante «contorta» del porto di San Felice Circeo, il completamento dell'attuale struttura e un nuovo progetto per il suo raddoppio, per l'esame del quale il Comune di San Felice ha convocato la conferenza di servizi il prossimo 12 dicembre 2006;

per quanto riguarda il completamento del porto esistente si è avviato un contenzioso tra il comune di San Felice e la cooperativa «Circeo Primo» che attualmente gestisce parte dello specchio acqueo;

l'area interessata dall'ampliamento, di proprietà del demanio, è situata all'interno del Parco nazionale del Circeo e compresa nei siti di importanza comunitaria e di protezione speciale;

il Comune di San Felice, seduta del 20 settembre 2006, richiese alla Giunta, con la delibera n. 54 del 2006, di ricorrere in Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR sez. Latina n. 610 del 2005 che ha annullato la conferenza di servizi svoltasi nel 2001 e nel corso della quale, nella fase di comparazione tra il progetto pubblico comunale e quello del privato della Circeo Primo venne preferito il primo;

nonostante la maggioranza del consiglio comunale decidesse di dar mandato alla Giunta per l'appello, essa, con propria delibera n. 211 del 9 ottobre 06, si è rifiutata di dare seguito alla delibera inerente la costituzione in giudizio presso il Consiglio di Stato;

come denunciato più volte anche da altri consiglieri di minoranza, nella maggioranza consiliare esistono chiari e conclamati conflitti di interesse (l'attuale presidente di consiglio comunale è socio nonché sindaco della cooperativa «Circeo Primo»; il Sindaco del Comune, Giuseppe Schiboni, due assessori e il capogruppo di Forza Italia si sono sempre dichiarati incompatibili sulle questioni portuali);

anche l'associazione nazionale per la lotta contro le mafie e le illegalità «Antonino Caponnetto», rilevando una serie di intrecci tra interessi pubblici e taluni personaggi politici e privati, ha chiamato in causa la magistratura al fine di fare definitiva chiarezza sulla vicenda e la menzionata Associazione ha ritenuto opportuno chiedere anche l'intervento diretto del Ministro dell'interno;

la stessa Associazione ha già denunciato più volte, tra l'altro, anche un «interesse nella realizzazione del raddoppio del porto con gruppi sulla cui vera identità bisogna fare assoluta chiarezza»;

a tale proposito sono state inoltrate presso il ministro di Grazia e Giustizia della passata legislatura governativa svariate interrogazioni parlamentari in cui si chiedeva, tra l'altro, se non si ravvedessero le condizioni necessarie per lo scioglimento del consiglio comunale di San Felice Circeo;

il Dossier di Avvenimenti del 23 dicembre 2005 riporta, tra l'altro, informazioni estremamente allarmanti circa la vera identità dei componenti la società Penta, progettatrice del raddoppio del porto di San Felice Circeo;

la società proponente il raddoppio, denominata PENTA srl con sede legale in Ferentino (Frosinone), via Morolense n. 17, ha avuto come amministratore unico fino al dicembre 2005 Giovanni Paolini ed ha adesso come unico socio la Autostern srl di Giorgio Paolini;

dal dossier di Avvenimenti di dicembre 2005, pagina 25 secondo paragrafo riporta «riferisce D'Amato: "Il magistrato mi risponde che le vicende dei fratelli Paolini sono note e che sarebbe stato utile che la procura antimafia avesse tutte le informazioni i fratelli Giorgio e Giovanni Paolini sono coinvolti in legami con la criminalità organizzata e in particolare con Enrico Nicoletti, tesoriere della Banda della Magliana"» -:

se il ministro dell'ambiente non ritenga opportuno sollecitare per interventi sull'area del Porto, una definizione progettuale organica attenta all'impatto ambientale ed urbanistico che tali opere inevitabilmente comportano;

se il Ministro dell'intero non ritenga di verificare se sussistano i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale in rapporto al pericolo di infiltrazioni malavitose.

(4-01896)