CONVEGNO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA A SAN FELICE CIRCEO SUL TEMA "PORTI E CRIMINALITA’".
L’INTERVENTO DEL SEGRETRARIO REGIONALE DELLA " CAPONNETTO"
Un convegno importantissimo ,quello promosso il 2 aprile u.s. a San Felice Circeo dalla Federazione provinciale pontina di Rifondazione Comunista .Il tema è stato:"Porti e criminalità".Un tema interessante che ha suscitato da tempo l’attenzione dei cittadini più sensibili alle tematiche dello sviluppo del territorio e che provoca,al contempo,le preoccupazioni di molti per gli attori delle operazioni in corso.Stiamo parlando del progetto di raddoppio del porto,progetto presentato dalla Soc."PENTA".Questa Società,com’è noto,fa capo ai fratelli Paolini Giovanni e Giorgio i quali ,secondo quanto riportato nel dossier di "AVVENIMENTI" del 23.12.2005,pag.241,caporigo II colonna ,sono " due personaggi coinvolti in crack finanziari insieme a soggetti noti alle Procure di mezza Italia,come…….eEnrico Nicoletti considerato la mente economica della banda della Magliana"Nello stesso dossier di Avvenimenti,ha scritto in una sua interrogazione la consigliera dell’Ulivo al Comune di S:Felice Circeo Maria Grazia Colambrosi(interrogazione che riportiamo su questo stesso sito),il consigliere regionale D’Amato riferisce che in una seduta della Commissione Sicurezza della Regione Lazio il S.Procuratore Nazionale antimafia Luigi De Ficchy " mi risponde che le vicende dei fratelli Paolini sono note.E che sarebbe stato utile che la Procura antimafia avesse tutte le informazioni…..I fratelli Giorgio e Gioanni Paolini sono coinvolti in legami con la criminalità organizzata ed in particolare con Enrico Nicoletti,tesoriere della banda della Magliana..Nelle informazioni raccolte c’è la rcostruzione del crack dell’Ambra Assicurazioni di cui è stato vicepresidente Giorgio Paolini:::::::::::Giorgio Paolini negli anni 90 è indicato come il prestanome di Lorenzo Necci ex amministratore delle ferrovie".
Nel dibattito che ha visto come relatori,introdotti dal Segretario della Sezione di San Felice Circeo Franco Domenichelli,il consigliere provinciale del PRC Lucio Pavone,la responsabile del WWF di Terrracina Franca Maragoni,l’ex Assessore Regionale ed attuale candidato al Senato Salvatore Bonadonna ed il Segretario Regionale della "Caponnetto" Elvio Di Cesare,sono emersi ,fra tutti gli altri,due elementi per noi estremamente importanti ,due elementi che,come ha preannunciato il nostro Segretario Regionale,faranno parte di una sorta di LIBRO BIANCO sul funzionamento delle Procure e delle forze dell’ordine nelle province di Latina e Frosinone.Da anni noi della "Caponnetto" stiamo esternando il nostro disappunto e le nostre preoccupazioni al riguardo.Le cose non vanno come dovrebbero andare:L’azione di contrasto nei confronti di una criminalità comune ed organizzata è stata finora inefficace. I risultati parlano più chiaramente dei giudizi nostri e di tutte le persone informate e disinteressate.
Ma,oltre a questo elemento,ce n’è un secondo,altrettanto preoccupante:quello che noi,pur con i dovuti…..omissis,abbiamo messo in evidenza nel nostro Rapporto alla Commissione Sicurezza della Regione Lazio ( anche questo è stato pubblicato su questo sito,come l’interrogazione della consigliera Colambrosi) nel capitolo "Ombre in taluni ambienti della Regione Lazio".Le vicende di Bosco Faito a Ceccano e del Villaggio del Parco a Sabaudia hanno evidenziato……………..comportamenti………..a dir poco disdicevoli da parte di taluni funzionari della Regione Lazio.Qualche altro dirigente,sempre della Regione Lazio,è stato da noi individuato per alcune sue vicende giudiziarie e segnalato al Presidente Marrazzo.A dir il vero,da Marrazzo noi ci saremmo aspettati segnali di discontinuità rispetto al passato,compresa l’individuazione e………..la conseguente messa in condizioni di non nuocere ulteriormente di quei funzionari o dirigenti della Regione Lazio che sono indagati o chiacchierati.
Si tratta di due elementi sui quali noi della "Caponnetto" non intendiamo fare sconti a chicchessia in quanto riteniamo che,se non si risolvono questi due grossi problemi-la "bonifica degli ambienti politici ed istituzionali",la definisce un nostro amico-parlare di lotta alle mafie è solo…..accademia.
Ma,venendo alla situazione specifica del territorio di San Felice Circeo,il nostro segretario regionale ha citato alcuni fatti che hanno interessato questo comune negli anni trascorsi. Li citiamo:
1)la confisca di ben 3 unità immobiliari a persone collegate con la criminalità organizzata;
2)il recente acquisto di un noto locale da parte di uno straniero sospettato di far parte di
organizzazioni malavitose;
3)l’assassinio nel 1997 di un camorrista legato al clan dei Mazzoni;
4)l’esecuzione di 3 grosse operazioni di polizia contro narcotrafficanti che hanno visto come
epicentro San Felice Circeo;
5)le accuse pesanti contro l’amministrazione da parte dell’ex assessore,poi defunto,Alberto Castagna;
6)le compravendite su tutto il territorio di unità immobiliari o esercizi commerciali e terreni
da parte di persone provenienti da altre regioni o province;
7)la residenza a San Felice Circeo di cittadino arrestato per "attività illecita patrocinata dal clan Malventi in Campania",individuato fra i soci fondatori di un importante Banca. Questo è il quadro di fronte al quale ci troviamo quando parliamo di San Felice Circeo e del suo territorio che noi della "Caponnetto",insieme ad altri soggetti,come Rifondazione Comunista,la
Consigliera Colambrosi ,il consigliere Calisi e qualche altro,stiamo denunciando da tempo attirandoci gli insulti del Sindaco il quale ha dichiarato recentemente alla stampa:"Io non so se il Signor Di Cesare continui con queste sue uscite a fare gli interessi dell’Associazione di cui è responsabile,oppure continui a parlare a titolo personale.Le dichiarazioni a cui si lascia spesso andare hanno poco a che vedere con lo spirito che anima l’Associazione Caponnetto,ma sono dettate,a mio avviso,da interessi che non conosco,né capisco dove il Signor Di Cesare voglia arrivare.Di certo non posso vietare a nessuno di comprare una casa al Circeo,né il Comune è investito dei poteri e delle prerogative degli organi giudiziari,per entrare in merito degli atti di compravendita che vengono stipulati tra privati.Il lavoro che svolgono le forze dell’ordine è encomiabile.Il resto è frutto di strumentalizzazioni politiche che qualcuno continua a fare e che avevo denunciato immediatamente".
Reazione,quella del Sindaco,identica a quella dei suoi colleghi di partito,i Sindaci diGaeta e di Fondi,i quali hanno usato nei confronti di chi vi parla e dell’Associazione Caponnetto quasi le stesse parole.Evidentemente non tutti hanno piacere che si parli di mafia e di illegalità sul territorio pontino.Sono in molti a reagire malamente!Non ne capiamo francamente la ragione!!!
Lo spirito e le finalità della Caponnetto sono quelli di contrastare mafie ed illegalità,caro Sindaco Schiboni,dovunque esse si annidino,anche se nei partiti e nelle istituzioni.Noi denunciamo fatti specifici,non ci limitiamo a fare ,come molti vorrebbero,la…….sociologia della mafia.Siamo orgogliosi di dire che non raramente siamo noi della Caponnetto che scopriamo,come è capitato di recente con l’insediamento sul territorio di un gruppo di Locri,episodi di infiltrazione mafiosa ignoti anche alle forze dell’ordine.Sappiamo benissimo che…………………..il Sindaco non dispone dei poteri e delle prerogative degli organi giudiziari,come lei sostiene,ma sappiamo altrettanto bene che ,se c’è volontà,un Sindaco potrebbe-in verità DOVREBBE-COLLABORARE
CON LE FORZE DELL’ORDINE E CON LA MAGISTRATURA fornendo tutti quegli elementi-elenchi ICI, TARSU e quant’altro,oltrechè delle concessioni edilizie,licenze ecc- utili per l
’individuazione di persone sospettate di essere collegate con la criminalità organizzata.
Quando,inoltre,caro Sindaco Schiboni,ritornando alla storia della Penta,si viene a sapere dalla lettura dei giornali di un forte interesse delle organizzazioni criminali ai porti della provincia di Latina(ci sono state intercettazioni disposte dalla Procura di Palermo che interessano i porti di Gaeta,Terracina e così via) e,poi,si leggono i nomi di persone come i Paolini,i Necci, sospettati di collegamenti con Nicoletti e la Banda della Magliana;quando,per terminare,si scopre che alcuni degli stessi soggetti li troviamo nominati nelle vicende dei "beni confiscati" a San Felice Circeo,nel la storia di Bosco Faito a Ceccano e,forse,indirettamente,anche del Villaggio del Parco a Sabaudia,un amministratore avveduto fa un passo indietro,blocca tutto e rimette tutta la documentazione a Magistratura e forze dell’ordine con l’invito a far chiarezza.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Perché,Sindaco,non ha fatto così ???????????????????
Noi abbiamo da tempo richiamato l’attenzione della Procura Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia sulla situazione esistente a San Felice Circeo.Abbiamo segnalato situazioni e persone sulle quali abbiamo chiesto di indagare.Vogliamo le indagini patrimoniali;vogliamo che si indaghi sulla "provenienza",sull’"origine" dei capitali investiti o che si vogliono investire.In provincia di Latina non si fanno,purtroppo,indagini di questo tipo.
Abbiamo programmato entro l’anno in corso proprio a San Felice Circeo il nostro Convegno regionale perché sappiamo che è su questo territorio in particolare che la criminalità organizzata intende investire i suoi immensi capitali.Il Convegno sarà presieduto dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso e vedrà la partecipazione di Autorità,Magistrati,parlamentari di livello nazionale ,impegnati nella lotta contro le mafie.
San Felice Circeo,insieme a Sabaudia,Latina,Fondi e Gaeta per quanto riguarda la nostra
provincia,rappresenta, per noi della Caponnetto, un campo di battaglia per i mesi avvenire.
Ai consiglieri regionali presenti noi chiederemo di adoperarsi perché la Regione Lazio disponga immediatamente una particolare ricognizione sul territorio perché non passino più,come è avvenuto già nella vicina Borgo Vodice con i "patti territoriali",operazioni "sospette".