Latina,19 settembre 2006
SCAPPATI
I BUOI,ORA SI VOGLIONO CHIUDERE LE STALLE ! NON E’ ORMAI
TARDI?……………………….
Scappati
i buoi ,ora tutti vogliono chiudere le stalle.
Sono
anni che noi della “Caponnetto” denunciamo la pericolosità della
situazione in provincia di Latina ,situazione determinata dall’inefficacia
delle strategie di contrasto nei confronti della criminalità comune ed
organizzata
operante
sul
nostro territorio.
Ora,dopo
il gravissimo attentato, subito ad opera di elementi probabilmente collegati
con il clan dei casalesi, dalla Cooperativa “Il Gabbiano” nella
tenuta confiscata alla camorra
nel comune di
Cisterna,tutti sembrano aver preso coscienza della gravità del
fenomeno mafioso
in provincia di Latina.Ma quanto durerà questa ondata di sdegno
e di preoccupazione?
Appena
si saranno spenti i riflettori,noi temiamo che tutto ritorni come prima e
che la tanto da noi invocata “inversione di tendenza” resti
solamente una speranza di chi,come noi della “Caponnetto”, crede
ancora nella volontà
di tutte istituzioni di
combattere seriamente la mafia.
Noi
confidiamo moltissimo nel nuovo Questore e nel
Comandante dei Carabinieri;confidiamo nelle loro capacità
e nella loro onestà intellettuale.Ma la loro opera non basterà a
debellare un fenomeno che ormai si è consolidato in anni caratterizzati da
disattenzione e delle inefficienze degli apparati dello Stato,se non si
cambierà strategia.
Siamo
preoccupati
per
la situazione esistente nella Prefettura
Che,com’è
noto,è il massimo organo del governo centrale sul territorio e che,come
tale,avrebbe il compito di
indicare le strategie di contrasto
e di stimolare gli organi investigativi ad operare al meglio.
Non
a caso abbiamo invocato ,finora invano,l’intervento del Ministro Amato a
seguito di fatti gravissimi avvenuti in quegli uffici.
Quasi
tutti i giorni noi veniamo a conoscenza di fatti che riguardano le attività
della criminalità organizzata nella nostra provincia,fatti che puntualmente
segnaliamo agli organismi competenti.Quasi tutti i giorni chiediamo
di accendere i riflettori su alcuni avvenimenti che lasciano presagire
ulteriori grossi investimenti mafiosi sul nostro territorio .Abbiamo
individuato situazione che lasciano supporre in qualche comune anche
investimenti di mafie straniere.E’ di oggi,ad esempio, la notizia che
probabilmente qualcosa di significativo e di pericoloso
stia avvenendo a Terracina con la messa all’asta ,dopo
il crac
delle finanze di quel Comune,di parecchie unità immobiliari.E soprattutto
sul versante economico che va combattuta la mafia,
allertando
i notai ed invitandoli a segnalare operazioni sospette,i
commercialisti,visitando,inoltre, quotidianamente la Conservatoria degli
atti immobiliari ed impegnando le forze dell’ordine- in particolare,la
Guardia di Finanza-ad indagare sulla vera “identità” degli autori degli
atti di compravendita.E’ un lavoro complesso-lo sappiamo-che richiede
grandi capacità,intelligenza e mezzi,ma è l’unico lavoro che va fatto,
se si vuole seriamente combattere la criminalità.Tutto il
resto,appelli,preghiere e quant’altro, non servono;come non
servono,considerata la gravità della situazione,gli inviti a diffondere la
cultura della legalità.E’ troppo tardi,ormai,perché la mafia è arrivata
ad impossessarsi di una parte cospicua della nostra economia e-speriamo di
essere smentiti-anche
di parti delle nostre istituzioni(come dimostra il “caso
Nettuno”). E non solo.
ASSOCIAZIONE REGIONALE PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE