Roma
16 settembre 2006
COMUNICATO
STAMPA
E’ da anni che questa Associazione denuncia-analogamente a quanto fanno altri organismi, anche istituzionali, come la DNA,la DDA,la DIA,alcune Commissioni Parlamentari antimafia -la presenza e le attività mafiose nel Lazio e nella Capitale.Presenza,quella delle varie mafie italiane e straniere,sempre più invasiva ,insidiosa e preoccupante,tenuto conto della strategia di mimetizzazione da esse adottata, da una parte ,e della sottovalutazione politico-istituzionale ,dall’altra,come dimostrano i “fatti” di Ardea (Roma), per i quali non si comprendono né si condividono le decisioni assunte dal Ministro degli Interni Amato e dal Prefetto di Roma Serra.
Allo
stesso modo sembra quantomeno incomprensibile il comportamento nel Consiglio
della Regione Lazio dei DS e della Margherita sul tema del progetto per il
trattamento dei rifiuti urbani nella più grande discarica d’Europa, a
Malagrotta (RM),di sicuro interesse da parte delle organizzazioni criminali
per il notevole volume di affari che crea.In quest’ottica si inserisce
anche l’episodio recente di Viterbo, dove,com’è noto, è stato dato
alle fiamme uno stabilimento
per il trattamento dei rifiuti di proprietà di una cooperativa di
lavoratori locali.
Appare
alquanto debole ed inadeguata
la risposta delle istituzioni in genere all’azione di occupazione
del nostro territorio da parte della criminalità organizzata,mentre in
alcuni segmenti del mondo della politica
si registrano atteggiamenti alquanto discutibili e sospetti.
Questa
Associazione ha più volte richiamato,finora invano, l’attenzione degli
organi investigativi e giudiziari sulla necessità di alzare il livello
delle indagini
dal piano “militare” delle mafie a quello economico e delle
probabili contiguità politiche.Ciò in quanto la criminalità organizzata
sta agendo da tempo
sul territorio del Lazio in
maniera sistematica e penetrante come una “grande impresa” in
grado di modificarne e di condizionarne fortemente l’economia,soffocando
le iniziative imprenditoriali sane,sconvolgendo le regole del mercato ed
immettendo su questo fiumi di denaro sporco.
Al
fine di dare una risposta
più adeguata a questi fenomeni in preoccupante crescita e
diffusione,questa Associazione ha inteso darsi una nuova e più razionale
struttura organizzativa ai livelli sia
provinciale che del Comune di Roma,una struttura capace di
individuare,segnalandoli poi agli organismi competenti,movimentazioni di
capitali sospetti,comportamenti illeciti e quant’altro.
Con
questi obiettivi è stato formato un
nuovo
Consiglio Direttivo,costituito da 11 soci,fra i quali è stato eletto
il Segretario
nella persona del Dr.Alessandro Cresti,affiancato da due
vice-segretari.
Il Segretario Regionale
Dr.Elvio Di Cesare