Latina 14 marzo 2007
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.Il problema della presenza mafiosa nel Lazio non è un problema di ordine pubblico.Questo è altra cosa.
C’è stato in questi giorni qualche intervento di esponenti politici che riguarda le infiltrazioni mafiose a Formia e nel sud pontino.
Come al solito,si continua ad affrontare tale tema con un’ottica obsoleta e riduttiva.
La pericolosità della mafia sta nella sua potenza economica e nell’azione che questa compie quasi quotidianamente di riciclaggio di soldi di provenienza illecita.
Tutti i comuni del sud pontino- Fondi,Gaeta,Formia,ma anche Latina,Sabaudia,,il litorale ecc.-sono diventati da almeno 20 anni una lavanderia vera e propria di capitali, dalla provenienza illecita, che sono stati impiegati acquistando immobili,esercizi commerciali,terreni e quant’altro.
Se non si ha consapevolezza di ciò,come pare di rilevare in provincia di Latina ,dove magistratura e forze dell’ordine non sembra che si siano attrezzate per fare questa battaglia,è inutile parlare di azione di contrasto della criminalità organizzata.
Anziché chiedere al Questore di Latina interventi generici,si cominci a domandare:
-la Procura della Repubblica ha costituito finora un pool di magistrati dediti esclusivamente alla lotta alle mafie? Se non l’ha fatto,come non lo fatto,perché?
-quante indagini sono state promosse dalle forze dell’ordine-e,soprattutto,dalla Guardia di Finanza,al fine di accertare la “provenienza” dei capitali impiegati ?
-a quanto ammontano,caso per caso,i capitali illeciti individuati finora?
Queste sono le cose da fare.Tutto il resto è marginale.
LA SEGRETERIA