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Racket dei Mallardo a Qualiano, arrivano le condanne in Appello

GIUDIZIARIA
Racket dei Mallardo a Qualiano, arrivano le condanne in Appello
Il ras Giuseppe Strino, detto ‘o toro, ha incassato ha ottenuto una riduzione di pena passando da 10 a 8 anni. Alfonso Russo di Villaricca l’unico assolto

di Antonio Mangione

GIUGLIANO. Condanne ridotte in Appello per i soggetti coinvolti nel processo a carico di cinque imputati ritenuti affiliati al clan Mallardo. I giudici della IV Sez. della Corte d’Assise di Napoli ha accolto a metà le richieste del pm della DDA Gloria Sanseverino. Giuseppe Strino detto ‘o toro (difeso dall’avvocato Sergio Aruta) è stato condannato a 8 anni rispetto ai 10 anni di reclusione avuti in primo grado. Andrea Sorrentino di Giugliano (difeso dall’avv. Pietro Ciccarelli) dovrà 5 anni e quattro mesi rispetto ai sette in primo grado; quattro anni e quattro mesi per Francesco Saverio Felaco di Villaricca (difeso dall’avv. Sabina Morgera) che in primo grado era stato assolto. Assoluzione confermata, invece, per Alfonso Russo di Villaricca (difeso dagli avvocati Matteo Casertano e Flavia Russo) nonostante il pm avesse avanzato richiesta di condanna.

I soggetti furono arrestati nel luglio del 2014 dai carabinieri di Giugliano. L’attività investigativa dei carabinieri, basata su intercettazioni telefoniche e ambientali, permise di smascherare l’attività di Peppe ‘o toro, che approfittando del vuoto creatosi a Qualiano, dalla mancata presenza di organizzazioni criminali, cercò secondo gli inquirenti di imporre il pizzo sotto l’egida dei Mallardo di Giugliano. Le tangenti partivano da poche centinaia di euro per finire anche a 5mila e 7mila euro. Oltre a imprenditori, la banda vessava anche medici e professionisti. Strino, come altri affiliati della cosca giuglianese, era finito nel mirino della Procura per le dichiarazioni rese dal pentito Giuliano Pirozzi. I carabinieri lo intercettarono nella Smart in su possesso, mentre ascoltava a sua volta una registrazione con le dichiarazioni del pentito giuglianese. Il nastro che Strino era riuscito a procurarsi, conteneva le registrazioni rese da Pirozzi al pm Cristina Ribera.

Centinaia di pagine, contenenti verbali di dichiarazioni di pentiti e dialoghi che le forze dell’ordine hanno ascoltato per mesi, ad insaputa degli indagati, incastrerebbero quello che viene considerato il capo dell’organizzazione criminale: Peppe ‘o toro (Giuseppe Strino) e i suoi collaboratori. racket, imposizione di prodotti natalizi praticamente inutili ed altre pratiche vessatorie, sarebbero state imposte a imprenditori e commercianti di Qualiano per mesi

21/06/2016

fonte: www.internapoli.it